Fiat 500 nuova: la storia del mitico conquino


Fiat 500: la storia del mitico conquino.

Fiat 500: è’ la piccola regina italiana del momento, ormai la si vede quotidianamente saettare nel traffico, cittadino ma non solo.
Indiscrezioni parlano di una versione cabrio e addirittura di una Abarth. La versione scoperta sembrerebbe poter essere particolarmente felice esteticamente, grazie alle linee morbide della piccola berlina (la foto non è ufficiale, ma una della probabilità  previste e proposte dalle riviste del settore).
La piccola decapottabile sarebbe una due posti secchi, per lasciare un discreto spazio ai bagagli, dotata di tettuccio in tela ad apertura manuale, più economico di quello in metallo, ma scelto anche per mantenere il fascino retrò.
Si vocifera di motori benzina di 1.200 e 1.400 cc da 69 e 100 cavalli più un diesel 1.300 Multijet di produzione Fiat, per arrivare ad un 1.600 cc turbodiesel. Cambio manuale a 5 rapporti o robotizzato a 6.

Continua quindi la storia della Fiat 500, affettuosamente detta cinquino, che è senza dubbio fra le automobili italiane più famose, anche se pochi sanno degli eventi e circostanze che hanno portato all’ideazione di questo modello.

Tutto ebbe inizio da un’idea di Benito Mussolini nel 1930; il Duce aveva convocato il senatore del Regno d’Italia Giovanni Agnelli per informarlo della “inderogabile necessità ” di motorizzare gli Italiani con una vettura economica che non superasse il costo di 5.000 Lire.

Un’idea di grande impatto propagandistico che, non appena eletto primo ministro, Hitler si affrettò a copiare convocando Ferdinand Porsche intimandogli di realizzare un’automobile dal costo non superiore ai 1.000 marchi; ovvero il “Maggiolino“.

Le due auto hanno avuto storie quasi parallele: i due dittatori richiedevano un’automobile alla portata di tutti ma allo stesso tempo comoda.

Era l’estate del 1931 quando il prototipo della “500 – tutto avanti” fece la sua prima uscita con a bordo il collaudatore, il progettista ed il senatore Agnelli, impaziente di verificare il prodotto e telegrafare la buona notizia a Mussolini. L’antesignana del “Cinquino” esce dal Lingotto e percorre alcuni chilometri, quando un incendio propagatosi dal motore costrinse gli occupanti a saltare lestamente a terra. L’incidente era probabilmente causato da una banale fuoriuscita di carburante, ma il senatore ordinò che fossero bandite per sempre le automobili a trazione anteriore dalla FIAT, ed il progettista Oreste Lardone (estroso tecnico che aveva già  realizzato, per l’Itala, un interessante prototipo di piccola vettura economica) venne immediatamente licenziato.

La progettazione proseguì senza entusiasmo fino all’ottobre 1932, quando un’improvvisa visita del Duce allo stabilimento rammentò ad Agnelli l’impegno assunto.

Il vero motivo dell’improvvisa carenza d’idee consisteva nel fatto che i “mostri sacri” dell’ufficio progetti Fiat (Antonio Fessia e Tranquillo Zerbi) avevano ormai maturato la convinzione che l’idea giusta fosse quella “proibita” di Lardone. È lo stesso Fessia che affida l’incarico a Dante Giacosa, un giovane ingegnere già  suo assistente nella progettazione della “Balilla”, che prende le redini del progetto e dopo mesi propone una copia in dimensioni ridotte della “Balilla”.
La dirigenza Fiat è soddisfatta di tanto rispetto della tradizione e autorizza la realizzazione dei prototipi. La montagna aveva partorito il “topolino”.

Il 15 giugno 1936 viene messa in vendita la FIAT 500 A, poi soprannominata “Topolino”, vetturetta modesta per tecnica e prestazioni, il cui prezzo di 8.900 lire era venti volte lo stipendio medio di un operaio specializzato e ben oltre le preventivate 5.000 lire. Per la cronaca, nel 1936 Porsche aveva già  realizzati i prototipi definitivi della “Maggiolino” che veniva messa in “prevendita” alla cifra di 990 Marchi, ovvero cinque volte lo stipendio di un operaio specializzato.

Tuttavia, la “Topolino” otterrà  un discreto successo, anche grazie alla “fame di automobili degli Italiani”. Nell’Italia del 1936 circolano solamente 222.000 automezzi (compresi quelli pubblici e militari); all’incirca, un veicolo ogni 200 persone. Un rapporto dieci volte inferiore a quello della Francia e quaranta volte inferiore a quello degli Stati Uniti nello stesso anno.

La produzione della “500-Topolino” continuò anche nel dopoguerra fino ad arrivare a 519.847 esemplari a cui si devono aggiungere i modelli fabbricati dalla licenzataria francese Simca 52.507 esemplari per un totale di 572.354 esemplari.

Curiosità :
Nel 2005 una 500 R del 1973 ha percorso l’intera distanza di 16.000 chilometri tra Bari e Pechino. La piccola 500 ha attraversato mezza Europa, la steppa del Kazakistan, la taiga della Siberia fino a Vladivostok, Russia, per poi essere imbarcata per Pechino. Del viaggio è stato pubblicato il libro La Bizzarra Impresa – in Fiat 500 da Bari a Pechino.

Nel 2007 la stessa 500 ha coperto 10.300 chilometri intorno al Mediterraneo, arrivando a toccare le dune del Sahara.

Nel 2000 due 500 hanno compiuto un coast to coast negli Stati Uniti d’America, percorrendo 6 mila chilometri.

Nel 1999 le stesse 500 hanno affrontato un viaggio di 5mila chilometri attraverso gran parte dell’Europa.

Una Fiat 500 è l’automobile di Lupin III.

Secondo la prestigiosa rivista inglese Top Gear, la Fiat 500 è l’auto più sexy del mondo.

Uno dei protagonisti del film d’animazione Cars è una Fiat 500 del 1959 di nome Luigi, appassionata di gare automobilistiche e tifosa della Ferrari.

Nel 1964 una 500 D è stata usata in Antartide dal Departement of Industrial and Scientific Research della Nuova Zelanda, colorata di arancione per l’occasione, fu soprannominata “Snow Kitten” (Gattina delle Nevi), nel 1965 tornò in Nuova Zelanda e venne revisionata, riverniciata e rivenduta.

Gli indicatori di direzione anteriori tondi, che furono poi estesi a tutti i modelli dal 1960,vennero adottati per la prima volta sul modello della 500 per il mercato statunitense(detta Fanalone).

Nel gioco Gran Turismo 4, la 500 è presente in vari modelli.

Fiat 500 vecchia: la storia del mitico conquino