L’ultima novità dell’industria estetica è una misura di seno in più in un’ora e senza bisturi.

 
 

È l’ultima trovata del Fast Beauty e, come tutto ciò che è legato al fenomeno del ‘fast’, promette minimo sforzo e massimo risultato, e soprattutto immediato. Stiamo parlando di una bella misura di seno in più nel giro di un’ora di tempo. Senza protesi, senza bisturi, senza dolore.
‘The New Breast Thing’, o più fantasiosamente ‘lunchtime boob job’ (più o meno: aumento del seno durante la pausa pranzo) è il nuovo fenomeno dell’estetica. Femminile? Non solo, perché se le donne ci tengono a un bel décolleté, gli uomini hanno la stessa debolezza per i loro pettorali.

A scatenare l’entusiasmo generale è il fatto che si tratta di una procedura non chirurgica: la tecnica consiste infatti nell’uso di un filler, ovvero un riempitivo, quell’acido ialuronico già tanto in voga per periodiche ‘punturine’ ringiovanenti, perché il prodotto ridà elasticità e volume ai volti che mostrano i segni del tempo: in questo caso però si tratta di una punturona.

L’acido ialuronico è una sostanza naturale, normalmente contenuta nel nostro organismo, quale componente polisaccaridico della matrice intercellulare; l’acido ialuronico trattiene acqua, idratando e conferendo volume alla pelle, ma con il passare degli anni esso si riduce, lasciando rughe e segni sul viso. Quello utilizzato in medicina estetica viene sintetizzato in laboratorio.

Come tutto ciò che è nuovo, e soprttutto non naturale, l’uso del Macrolane, così si chiama il primo filler per seno iniettabile, va suggerita con cautela. Prima: il risultato non è affatto definitivo. Dura circa un anno, (fino ad oggi la durata standard di un intervento al viso con acido ialuronico era di 4-6 mesi) poi come tutti i filler verrà riassorbito dal corpo. E “riassorbiti” anche i 2-3 mila euro necessari per l’intervento. “Il Macrolane è prorpio la versione per il corpo dell’acido ialuronico che da anni viene utilizzato per il viso. È infatti più denso, ed è prodotto dall’unica azienda (svedese) che in America ha ottenuto l’autorizzazione dalla severa Fda (Food and Drug Administration). È biosintetico, non di origine animale, ed è ottimo per il ripristino di volumi persi e per il bodyshaping, cioè il rimodellamento del corpo”.

Insomma, un prodotto perfetto per riempire glutei o polpacci svuotati, ma anche brutte cicatrici. Ma per il seno forse sarebbe meglio aspettare prima di gridare al miracolo. La sperimentazione è iniziata da soli cinque anni; in Italia l’uso è stato autorizzato lo scorso settembre per il corpo, pochi mesi dopo anche per il seno. La casistica a disposizione è ancora troppo bassa per valutare se si tratta di un impianto sicuro.

L’unico studio serio conosciuto, pubblicato dal giapponese Inami Handa sul Journal of Plastic Surgery, americano, riguarda 1.100 casi su donne giapponesi, notoriamente piccole, minute e con poco seno, che hanno apprezzato moltissimo questa tecnica. Per loro una misura in più è un cambiamento eclatante”. Comunque troppi pochi casi per condividere l’entusiasmo per il ‘lunchtime boob job’.

Oltretutto non è affatto vero che si esegue in così poco tempo. Non sempre basta l’anestesia locale. Spesso bisogna anche sedare la paziente, spaventata da un ago decisamente ragguardevole che penetra sottocute, ed in questo caso è necessaria la presenza di un anestesista; infine, per effettuare più punture e distribuire bene la quantità di gel necessaria possono bastare 30-40 minuti, il recupero però richiede vari giorni.

Ma la vera controindicazione secondo la Dottoressa Fiorella Donati, chirurgo plastico e docente di Chirurgia plastica endoscopica dell’Università di Milano, è che nel seno andrebbero utilizzate solo sostanze ben delimitate (come le protesi), che – nel caso sia necessario – possano essere tolte come corpo unico: perché non bisogna dimenticare che il seno può anche essere colpito da tumori”.