team-building

Silenzio in ufficio e tutti chini sulla propria scrivania? Non esattamente, perché se è vero che le chiacchiere durante l’orario di lavoro restano bandite, altrettanto vero è che oggi i capi incoraggiano relazioni e dialogo fra i dipendenti, per il semplice motivo che i risultati migliori si ottengono lavorando in gruppo, piuttosto che in solitario.

Niente più soffiate, battutine e occhiatacce con i colleghi, a premiare è la capacità di interagire e creare comunicazione fra coloro che prendono parte a un progetto. Dati alla mano, se il gruppo è in crisi o sotto stress, le performance si abbassano, a tutto discapito delle aziende, che per evitare quest’inconveniente da anni hanno deciso di investire in attività di team building.

Come dice il termine stesso, si tratta di costruire il gruppo (o di consolidarlo) attraverso momenti formativi ed esperienze che fanno conoscere meglio i colleghi fra loro e instaurano un clima di fiducia e stima reciproca. Detto altrimenti, il team building serve a far squadra e a rafforzare il senso di appartenenza all’azienda.

Per migliorare l’ambiente di lavoro è fondamentale agire ad ampio raggio, mettendo in relazione le persone anche fuori dall’ufficio: ecco allora che nel team building rientra la condivisione di momenti di svago, se non di vere e proprie vacanze offerte dal capo (viaggi incentive). Un esempio sono le attività di team building in Marocco per aziende, che possono coinvolgere il gruppo in viaggi in jeep nel deserto, voli in mongolfiera, o notti da trascorrere in tenda: il contatto con la natura selvaggia e l’esser messi alla prova in contesti molto diversi da quelli ordinari rappresentano un forte stimolo a collaborare per superare gli ostacoli e risvegliano la creatività, favorendo nuovi approcci ai problemi.

Tramontato il mito del “chi fa da sé fa per tre”, il successo professionale oggi si misura nel gruppo e la chiave vincente si chiama team building.