Vi è una stratta e continua comunicazione tra il tessuto adiposo, il tratto gastrointestinale e il sistema nervoso centrale, fatta di segnali elaborati nel cervello e trasformati in risposte che regolano l’equilibrio fame-sazietà e quindi il bilancio energetico dell’organismo. I segnali sono le molecole, che immesse nel circolo sanguigno, raggiungono ogni bersaglio.

Una di queste sostanze è la leptina, che viene prodotta dalle cellule del tessuto adiposo e veicola i messaggi nell’ambito del controllo della sazietà, agisce sull’ipotalamo determinando una riduzione dell’introito di calorie e un aumento del dispendio energetico. I segnali di fame e sazietà nel breve termine dipendono da sostanze prodotte dall’apparato gastrointestinale durante i pasti. Lo stomaco produce ad esempio la ghrelina, che stimola l’assunzione di cibo (i suoi livelli aumentano prima del pasto e si abbassano subito dopo).

La produzione di tutte queste sostanze è influenzata da fattori congeniti, dipende cioè dalla informazioni genetiche che ciascuno di noi ha nelle proprie cellule. Ma il fattore che più significativamente determina il comportamento alimentare di una persona sana è il suo stile di vita, che spiega per oltre il 70% la situazione del suo bilancio energetico.

Quando il peso diventa un problema di salute: possono essere considerati problemi estetici, ma sono soprattutto problemi di salute, e influenzano non solo la qualità ma anche l’aspettativa della vita. Nei paesi occidentali l’obesità rappresenta la seconda causa di morte prevenibile dopo il fumo, vale a dire la prima nei soggetti non fumatori. La comunità scientifica è concorde nell’attribuire all’eccesso di peso un ruolo significativo in numerose malattie quali cardiopatie, malattie cerebrovascolari, diabete, malattie respiratorie e osteoarticolari, addirittura alcuni tumori.

Inoltre, secondo una recente ricerca, per gli obesi non sarebbero in agguato “solo” questi problemi, ma anche disturbi psicologici come ansia e depressione. Per finire, va ricordato che un peso eccessivo può comportare limitazioni della vitalità, discriminazione sociale, diminuzione della produttività, lavorativa o scolastica. Di seguito un riassunto delle principali patologie per le quali l’eccesso di peso può rappresentare un significativo fattore di rischio.

  • Malattie cardiovascolari: infarto del miocardio, malattie cerebrovascolari e tromboemboliche (ictus cerebrale), ipertensione arteriosa;
  • Malattie endocrino/metaboliche: sindrome metabolica, diabete mellito di tipo 2, dislipidemia;
  • Malattie muscolo/scheletriche: osteoartrite/osteoartrosi, iperuricemia, gotta;
  • Malattie polmonari: sindrome obesità-ipoventilazione, sindrome delle apnee ostruttive notturne (OSAS);
  • Malattie dell’apparato gastroenterico: reflusso esofageo, colelitiasi, pancreatite, epatopatia;
  • Alterazioni dell’apparato urinario/riproduttivo della donna: irregolarità mestruali, amenorrea, infertilità, incontinenza urinaria, aumentato rischio di diabete gestazionale e ipertensione, complicanze da parto, malformazioni fetali congenite;
  • Malattie neoplastiche: esofago, colecisti, utero, prostata, colon, pancreas, rene, mammella in postmenopausa;
  • Malattie psicologiche/psichiatriche:depressione o altre psicopatologie.

 

Leggi anche: “Il rapporto tra peso e salute”.

Fonte:ADI – Aboca

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