Facebook, pericolo virus


Più sei famoso più sei a rischio, non sfugge a questa regola Facebook, il social network più famoso i cui utenti sono messi in pericolo da Koobface, il virus dell’ultima ora.

Il virus minaccia i circa 120 milioni di utenti di Facebook. Koobface (anagramma proprio di Facebook) si trasmette via e-mail: l’utente riceve una e-mail con un link a YouTube, per vedere il video di un amico, ma il video non parte e viene richiesto lo scaricamento di un aggiornamento di Flash Player.

Accettando si da il via al virus che entra nel computer, creando danni, accedendo ai dati personali ed in particolare ai numeri della carta di credito.

Il rischio di infezione è molto alto, presentandosi come “amico” cioè come qualcuno che ha ricevuto l’accettazione di una richiesta di amicizia come previso da Facebook, gli utenti tendono a fidarsi, e aprono le porte al virus. Proprio per la sua struttura selettiva, che prevede la registrazione dell’utente e diverse autorizzazioni, Facebook è stato finora protetto dall’attacco di virus.

Lo stesso problema l’ha vissuto la scorsa estate MySpace che fu infettata da una variante di Koobface.

Ovviamente il consiglio più banale è quello di non aprire messaggi inaspettati o dubbi, ed eventualmente chiedere conferma a colui che dovrebbe essere il mittente. Dal sito sono comunque corsi ai ripari pubblicando tutti i consigli per difendersi dalla minaccia e da altri virus, al link: www.facebook.com/securityy.

Il caso Facebook anche se il più eclatante del momento non è certo isolato. Un rapporto di McAfeee di pochi giorni fa avvertiva i governi a proposito della sicurezza informatica per la quale servono impegno e cooperazione di tutti. Non passa un giorno senza che un nuovo virus si insinui nella rete o che qualcuno non rimanga vittima del cybercrime. Due settimane fa Symantec aveva stimato in dversi milioni di dollari il danno causato da virus spam e cybercrime.

McAfee nel suo rapporto annuale sul crimine tecnologico afferma che i cattivi stanno avendo la meglio ed i rischi per il futuro sono sempre maggiori. Secondo gli esperti una aggressione informatica su larga scala potrebbe avere effetti economici più deleteri di quelli dell’11 settembre 2001. I criminali tecnologici si adattano rapidamente ai cambiamenti repentini del mondo virtuale, e mentre aumenta la loro efficacia, aumenta anche la disattenzione di chi dovrebbe combatterli.

Il 2008 ha visto aumentare il numero di virus informatici e l’esplosione dei computer zombie, cioè infettati e utilizzati per diffondere spam e malware e sono compare nuove forme di criminalità virtuale, come quella delle chiavette usb, memorie di macchine fotografiche o hard disk esterni infetti. Il crimine più diffuso è ancora l’appropriazione della password tramite i trojan, ma quest’anno è addirittura stato richiesto un “riscatto virtuale”.

Il calciatore dell’Everton Joseph Yobo, a cui è stato rapito il fratello, si è visto richiedere il riscatto di 10.000$ in e-gold, ovveo account digitali che servono ad acquistare oro in forma anonima.

La grossa crisi finanziaria ha effetti anche su questo, sempre più persone hanno bisogno di soldi e diventano vulnerabili davanti alle proposte di guadagni online. Anche per la ricerca di opportunità di lavoro, la gente si rivolgerà maggiormente ad internet e i cyberciminali ne approfitteranno.

Ormai gli attacchi informatici prendono di mira anche enti governativi (Estonia nel 2007, Belgio, India e Georgia quest’anno) e le prime a rispondere dovrebbero prorpio essere le istituzioni, alleandosi con le aziende, Internet provider, legislatori ed utenti favorendo l’azione di chi combatte i cybercriminali, che invece si muovono in totale libertà.

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