Elettrodomestici: efficienza energetica


Oltre la classe A. Dal 1992, l’etichetta europea segnala ai consumatori il livello di efficienza energetica degli elettrodomestici. Chi acquista un prodotto in classe A sa di avere il meglio in fatto di risparmio di acqua ed elettricità . Il governo Italiano ha deliberato incentivi all’acquisto di frigoriferi e congelatori ad elevata efficienza energetica (A+, A+ +): il grande successo del 2007 ha portato alla conferma degli incentivi fino al 2010. Negli ultimi anni in Europa, i risparmi derivanti dagli elettrodomestici sono stati sensazionali: un frigorifero consuma oggi meno della metà , una lavabiancheria utilizza il 25% di energia ed il 62% di acqua in meno, una lavastoviglie può lavare 12 coperti con soli 10 litri di acqua.Sono stati risparmiati 17 milioni di tonnellate di CO2, non più emessa dalle centarli di generazione elettrica. L’impegno innovativo dei produttori ha portato in classe A praticamente tutti gli elettrodomestici oggi disponibili, saturando il sistema di etichettatura nato negli anni Novanta. Sono state così introdotte temporaneamente, le attuali classificazioni A+ e A+ + per frigo e congelatori. Non possono quindi essere il fondamento di un nuovo sistema di lunga durata che promuova elettrodomestici ancor più parchi nei consumi. Tutti questi risultati rischiano di essere vanificati dalla nuova etichetta energetica se la Commissione Europea, che la sta studiando per il 2009, accettasse la proposta alternativa a quella Ceced (associazione europea dei produttori di elettrodomestici). Il contributo degli elettrodomestici al raggiungimento degli obiettivi di Kyoto 2012 e 2020 verrebbe azzerato. Ceced ha proposto un nuovo sistema di etichettatura, attualmente in valutazione. Il sistema prevede l’introduzione di nuove soluzioni tecnologiche che migliorano l’efficienza energetica. La scala rimarrebbe a 7 livelli con le colorazioni attuali, rosso per minore efficienza (livello 1), verde per massima efficienza (livello 7).Quando compare sul mercato un modello più efficiente, oppure il livello più elevato raggiunge il 20% del mercato complessivo di una certa tipologia di prodotto, si popola il livello 8, che si aggiunge ai precedenti.Con questo sistema si possono anche affronatare fasi di rapida innovazione tecnologica, senza creare confusione. L’altra proposta prevede una “scala chiusa A-G” come oggi, ma con una “riscalatura” periodica.Dal 1992 l’etichetta energetica è divisa in due parti: la base con le scritte fisse e la scala dei colori, uguale per tutti i prodotti, ed una striscia adesiva che accompagna ogni prodotto, a cura del produttore. E’ responsabilità  del venditore applicare questa striscia sopra la base quando il prodotto viene esposto in pubblico. Secondo questa proposta, la striscia andrà  cambiata ogni anno in quanto ha la data prestampata.A intervalli di tempo predefiniti, i parametri di attribuzione a ciuascuna classe verranno ricalcolati, per cui un prodotto in classe A potrebbe poi ritrovarsi in classe C. Non cambierebbe però la base dell’etichetta, quindi il consumatore non avrà  modo di sapere che sono cambiate le regole di classificazione. Quale che sia la scelta l’importante è che sia estremamente chiara per i consumatori che devono sempre avere la possibilità  di capire quale prodotto convenga acquistare anche in base alle loro esigenze.

Approfondimenti