Effetti dello smog su virilità


Che lo smog si responsabile o co-responsabile di molte malattie non è difficile da credere, ora da una recente ricerca inglese sarebbe emerso che minaccia la virilità, o meglio tende ad annullare il lato maschile dei vertebrati.

La conclusione:

Questa è la conclusione del più ampio studio relativo al cambiamento di genere sessuale, secondo il quale l’esposizione a una serie di agenti chimici ha diminuito il lato maschile di pesci e mammiferi, uomo compreso. Gli scienziati avrebbero catalogato daini senza testicoli, esemplari di pesci maschi che ovulano, orsi ermafroditi, la riduzione delle dimensioni del pene negli alligatori, orche e balene a cui diminuiscono gli spermatozoi. Secondo la ricerca il mutamento è repentino e rischia di portare alla scomparsa di numerose specie animali, e dà da pensare anche riguardo agli esseri umani.

“Se vediamo problemi di questo tipo negli animali selvatici, dobbiamo preoccuparci seriamente che qualcosa di simile stia accadendo ad un rilevante numero di uomini”, dice il professor Lou Gillette della Florida University, uno degli scienziati coinvolti nello studio.”

Lo studio:

voluto dalla ChemTrust, un’associazione britannica che lotta contro l’inquinamento chimico, è stato pubblicato dal quotidiano londinese Independent. Del rapporto fanno parte oltre 250 studi accademici mondiali sull’argomento, effettuati principalmente su animali selvatici, ma riporta casi relativi all’uomo, in particolare una ricerca della University of Rochester che ha dimostrato come i bambini nati da madri con un aumentato livello di ftalato, hanno maggiori probabilità di avere il pene più piccolo e i testicoli che non scendono.

Le ricerche:

Altre ricerche di questo tipo hanno evidenziato che i figli maschi di madri che sono state a contatto con agenti chimici crescono col desiderio di giocare con giochi femminili piuttosto che con giocattoli “maschili” e varie comunità inquinate con fattori chimici ritenuti causa di cambiamento di genere sessuale, hanno dato nascita ad un numero di femmine doppio della norma. Infine, è un dato di fatto che la quantità di spermatozoi nei maschi è in diminuzione. “Sommando tutti questi dati”, commenta il professor Nil Basu della Michigan University, “abbiamo prove piuttosto evidenti degli effetti che esistono anche sull’uomo”.
I dati:

Maggiormente impressionanti i dati relativi agli animali: si parla di coccodrilli maschi esposti a pesticidi, con un minore livello di testosterone, un più alto livello di estrogeni, anomalie nei testicoli, pene più piccolo della norma e problemi riproduttivi, ma anche maschi di tartaruga con caratteristiche genitali femminili. A due terzi dei daini dell’Alaska non scendono i testicoli, al polo vi sono casi di orsi ermafroditi, e quelli normali hanno lo sperma ridotto e il pene più piccolo. Il 50% dei pesci maschi dei fiumi britannici ha un’ovulazione nei testicoli.

Il rapporto mette sotto accusa oltre 100 mila agenti chimici, presenti nel cibo, nei prodotti elettronici, nei cosmetici e nei pesticidi.

Non si era ancora parlato di “perdita della maschilità” ma uno studio europeo aveva già rivelato che sempre più maschi hanno difficoltà di concepimento, e tra i fattori determinanti quelli tossici ambientali. Gli italiani sarebbero in fondo ad una graduatori stilata in base alla capacita di fecondazione. In tutti i paesi, comunque, si conferma la diminuita qualità del seme maschile. Un allarme che fa ipotizzare un aumento dei maschi sterili, è un dato omogeneo nei diversi paesi europei.

 

Il problema è legato all’aumento dei fattori tossici nell’ambiente e allo stile di vita, soprattutto fra gli adolescenti. L’abuso di droghe, sigarette e alcol svolge un’azione nociva diretta sugli spermatozoi, così come il sempre più diffuso uso di anabolizzanti nelle palestre, anche mascherati in integratori di aminoacidi e proteine.

Colpevoli sono anche lo smog urbano e le sostanze tossiche e simil-ormonali in esso contenute.

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