ECDL: Patente Europea per l'uso del Computer


Cos’è l’ECDL? L’acronimo sta per European Computer Driving License, ovvero Patente Europea per l’uso del Computer. Questa la descrizione data dal sito dell’AICA (Associazione Italiana per l’Informatica e per il Calcolo Automatico): l’ECDL ha lo scopo di attestare la capacità  di saper usare il personal computer a diversi livelli di approfondimento e di specializzazione, inoltre non costituisce titolo legale di studio, si configura come qualifica professionale, ma è un attestato che certifica il possesso, da parte di chi l’ha conseguito, di determinate competenze informatiche di base, definite da uno standard internazionale. Inoltre l’ECDL è la certificazione di una competenza, importante in molte professioni, ma non essendo una qualifica personale non può essere utilizzata ad esempio, ai fini della legge quadro n. 845 del 21 Dicembre 1978 (legge che regola la formazione professionale in Italia). Dunque l’ECDL è una certificazione della formazione informatica di base, ed oltre che in Italia è riconosciuta in 17 paesi europei, e in circa 100 paesi nel mondo. Serve per attestare la capacità  di lavorare al personal computer e con le più comuni applicazioni e la conoscenza essenziale della tecnologia dell’Informazione.Nella sua versione Core si compone di 7 moduli per un totale di circa 60 ore di lezione-impegno per permetterne la certificazione. Per essere più chiari per ottenere la patente ECDL Core bisogna superare 7 esami sui seguenti argomenti: concetti teorici di base, uso del computer e gestione dei files, elaborazione testi, foglio elettronico, basi di dati, strumenti di presentazione, reti informatiche. Ciascuno è libero di prepararsi come meglio crede. Nel livello Advanced è composta dall’approfondimento di 4 dei moduli imparati nella Core, della durata di circa 40 ore. Sfortunatamente, il modello di insegnamento di queste competenze di base, non ha niente da spartire con il mondo scientifico dell’informatica. L’ECDL per come è strutturata, non dà  una coscienza né una istruzione informatica, ma ammaestra lo studente insegnandogli una serie di sequenze meccaniche atte alla risoluzione del problema. La patente ECDL è sicuramente utile per certificare delle abilità  nell’uso del computer (es. un’azienda che assuma una persona in possesso di patente ECDL sa che è in grado di utilizzare determinati programmi). Ma che differenze c’è tra “saper usare il computer” e avere l’ECDL? Si badi che la patente certifica che si sanno usare determinati programmi, non che si sa usare il computer, affermazione mai fatta dall’ente certificatore (AICA). Questo fatto è facilmente verificabile leggendo l’insieme dei contenuti del programma, completo di proposte di preesame ed esercitazioni. “Saper usare il computer” non si limita alla serie di azioni meccaniche presentate dai corsi per sostenere gli esami ECDL, ma significa invece avere la vera padronanza del mezzo ed avere coscienza delle problematiche che da esso scaturiscono, saperne valutare la qualità  del software, avere una cultura sulle tematiche di proprietà  intellettuale sufficiente per cogliere i diversi punti di vista, sicurezza, padronanza delle questioni che riguardano il controllo del sistema hardware-software. Questo profilo è raggiungibile solo sperimentando, aumentando la propria cultura informatica, che non si può limitare ai test o ai quiz a crocette, che non danno che un senso nozionistico del mondo informatico. Forse per i profani è difficile capire questo concetto, ma in Italia la certificazione ECDL è a dir poco sopravvalutata. Da qualche anno diverse istituzioni, in seguito a convenzioni con AICA (Ministero dell Pubblica Istruzione, Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, Conferenza dei Rettori delle Università  italiane…) assegnano valore legale (sotto forma di punteggi) al diploma ECDL, cosa che ha sicuramente contribuito al suo successo nel nostro paese, largamente superiore a quello ottenuto nel resto d’Europa. Cosa che ha suscitato molte polemiche, poiché il punteggio fornito risulta spesso superiore a quello di un diploma statale, e in alcuni casi (e questo è sconcertante) alcune commissioni hanno messo sullo stesso piano valutativo Laureati in Informatica con Diplomati che avevano conseguito l’ECDL. Ma come? Se l’ECDL certifica competenze informatiche di base, e per giunta solo su determinati programmi di uso comune, come può essere fatta una comparazione con chi ha investito energie studiando 5 anni per diplomarsi e 5 anni per laurearsi????? Misteri dell’Italia dove chi giudica le competenze forse non ne ha a sufficienza.Il consiglio per chi non sa usare il computer, e magari non è più un giovanotto è quello di avvicinarsi all’informatica con spirito critico, non prendendo per oro colato la concezione passata dall’ammaestramento modello ECDL. Certo da qualche parte bisogna pur partire e visto che figli e nipotini ci danno riprova ogni giorno di essere già  esperti di strumenti informatici, approcciate al computer come ad un bel gioco, non come ad una macchina che si detesta perché non la si sa usare…il tempo, un buon numero di errori, qualche manuale e qualche consiglio potranno essere ottimi aiuti.

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