Crocifissione San Pietro
La Crocifissione di San Pietro


Nel corso dei restauri in atto sugli affreschi presenti in Vaticano, nella Cappella Paolina, è emersa un’importante opera, un affresco che si presuppone essere stato dipinto da Michelangelo, nel quale il maestro fiorentino avrebbe ritratto se stesso.

Maurizio De Luca riconosce l’autoritratto del Maestro nell’affresco della Crocifissione di San Pietro.

L’ipotesi dell’autoritratto è sostenuta dal capo restauratore del Vaticano, Maurizio De Luca, secondo il quale l’autoritratto del maestro fiorentino sarebbe da ravvisare nell’affresco al quale il Buonarroti avrebbe lavorato da 1545 al 1550 e raffigurante la Crocifissione di San Pietro.

Nell’affresco sono ritratti tre cavalieri, tra cui uno indossa un turbante azzurro con lapislazzuli.

Secondo il capo restauratore, l’uomo rivelerebbe lineamenti del volto molto somiglianti a quelli dell’autoritratto di Michelangelo facente parte del Giudizio Universale della Cappella Sistina.

Un nuovo vecchio Michelangelo

Secondo De Luca, la raffigurazione, la cui scoperta è da lui definita ” straordinaria e commovente, si riferisce ad un “nuovo vecchio Michelangelo che con la Cappella Paolina concluderà la sua attività di pittore per dedicarsi solo alla scultura e all’architettura“.

Giorgio Bonsanti fa notare la presenza del particolare del tirbante azzurro in altri ritratti di Michelangelo

De Luca sostiene già da due anni la tesi che il volto dell’uomo col turbante sia opera di Michelangelo; da parte sua il professor Giorgio Bonsanti, docente di tecnica e restauro all’università di Firenze ed ex sovrintendente dell’Opificio delle Pietre Dure, ha dichiarato di non escludere l’ipotesi di De Luca, in quanto “quel turbante azzurro è un indizio molto forte perché è il tipico copricapo che gli scultori usavano per ripararsi dalle polveri. E in altri ritratti Buonarroti non a caso lo indossa“.

Immagine tratta da: http://www.affaritaliani.it