digiuno


Allarme “drunkoressia” (il termine non è ancora riconosciuto a livello medico), è una “nuova forma” di digiuno, si evita di mangiare per sballare meglio la sera. E’ l’anoressia da «happy hour», si risparmiano calorie per potersi «permettere» i drink con cui si mette a rischio la propria salute. Un pericolo emerso in Usa e in espansione.

Digiuni di 24, 48 ore, solo acqua e sigarette per tenersi in piedi fino alla sera. È il nuovo rito che precede l’happy hour per molte adolescenti anoressiche. Scatta in previsione di serate scandite da file di bicchierini di superalcolici da bere a stomaco vuoto, o al massimo dopo avere “spizzicato” qualcosa dal buffet dell’aperitivo. E’ un altro dei volti dell’anoressia: definita “drunkoressia”, astinenza dal cibo per potersi concedere l’abbuffata alcolica, perchè chi soffre di anoressia è conscio delle calorie di un cocktail, ma cede al fascino dell’alcol, che disinibisce e facilita i rapporti sociali, lo fa però mettendo in atto meccanismi preventivi di compensazione. Una sorta di dieta in cui il cibo è sostituito dall’alcol.

Gli esperti affermano che “La tendenza a eccedere con l’alcol è molto diffusa fra anoressiche e bulimiche, che lo usano in relazione al loro disturbo”. C’è chi affoga nell’alcol l’ansia di aver mangiato troppo e chi beve per indursi un senso di sazietà. O ancora chi lo fa per superare difficoltà di relazione, o sulla scia di impulsi incontrollabili. Oppure perchè l’alcol è una delle vie più semplici per arrivare a vomitare.

“Nel mio studio – ha raccontato la dottoressa Campanini durante un convegno, dell’ospedale San Paolo di Milano – sono passate diverse ragazze con disturbi alimentari. Ragazze che, una volta costruito un rapporto di fiducia, raccontano delle file durante gli happy hour, file di bicchierini superalcolici che bevono, uno dietro l’altro, per sentirsi sazie e disinibite”.

L’identikit della ragazza anoressica:

Ottimi voti a scuola, ben vestita, perfezionista, informatissima su diete e cibi ipocalorici, ha visitato tutti i siti Internet dedicati alla salute e al benessere. Si presenta alla visita dal medico con l’inseparabile bottiglia d’acqua nella borsa, utile per reintegrare i liquidi. Nega la malattia, chiede lassativi e diuretici, riferisce problemi come la scomparsa delle mestruazioni, fingendo di non capire che sono i classici campanelli d’allarme dell’anoressia. “Al medico queste ragazze chiedono 4-5 certificati di idoneità sportiva – dice ancora Campanini – perchè si sottopongono a sfiancanti programmi di attività fisica per tenersi in forma. Fanno danza e palestra e non disdegnano sport durissimi”.

Se sono accompagnate dai genitori, emergono subito i conflitti. “In genere le anoressiche hanno alle spalle madri oppressive e padri assenti. Facile, all’inizio, nascondere i problemi con il cibo: saltano la colazione, a pranzo sono sole a casa, invece di mangiare, fumano un paio di sigarette“. “Hanno una percezione alterata del loro corpo – spiega ancora l’esperta – continuano a vedersi grasse anche quando l’ago della bilancia le contraddice”. Alla base c’è sempre un disagio. Insicurezza, difficoltà a interagire con i coetanei, qualcosa che le spinge a farsi del male.

“E i modelli con cui crescono oggi gli adolescenti non aiutano. Soprattutto le ragazze devono fare i conti con minigonne, pantaloni a vita bassa e magliette minimal. Una moda che richiede corpi longilinei. Troppo lontani dalla normalità“. Secondo la specialista, il gioco di squadra fra specialisti e medici di medicina generale è una delle vie più efficaci per aiutare chi soffre di disturbi alimentari. “Abbiamo bisogno di collaborare con gli specialisti.

Servono centri di riferimento, numeri di telefono ai quali rivolgersi anche a tarda sera, indirizzi e-mail con cui tenersi in contatto. Perchè, se riesci ad agganciare una paziente, l’appoggio del centro specializzato deve essere immediato e continuo. Sono ragazze furbe e sanno come fregarti. Il rischio è che scappino via”.