Quanto spesso sentiamo dire che l’ingegnosità, la professionalità, l’inventiva spiccata tipica degli italiani è più apprezzata all’estero che nel paese natale….ecco un altro esempio: le Poste dei nostri “cugini” svizzeri hanno scelto una giovane designer italiana, Laura Mangiavacchi, per creare la prossima serie di francobolli emessi da settembre. Laura ha 33 anni, è di Montepulciano, e lavora per la WWS (Wonder Web Studio), la sua agenzia, fondata nel 2000, che si occupa della realizzazione di siti web.

L’Italia sarà così rappresentata nella serie quadriennale “La Svizzera vista dagli stranieri” che avrà termine l’anno prossimo. La sua idea è stata “semplice” se vogliamo, ovvero rappresentare il paese elvetico attraverso quattro elementi caratterizzanti noti praticamente a tutti: il formaggio con i buchi, l’orologio, il cioccolato, ed il coltellino multifunzione (aveva pensato anche alle montagne, al rigore, alla pulizia). I “suoi” quattro francobolli sono in vendita negli uffici postali dallo scorso 4 Settembre, e lo saranno fino al 20 Novembre prossimo

Laura si occupa in primis di comunicazione aziendale, indirizzata soprattutto ad internet, ed avendo una estrazione artistica a questa professione è giunta per caso e grazie alla rete e alla sua tesi sul design della comunicazione.

E ancora grazie alla rete le Poste Svizzere, alla ricerca di cinque italiani, l’hanno selezionata e contattata nel luglio dello scorso anno. Inizialmente incredula di fronte alla proposta e alla prospettiva di essere pagata solo per la partecipazione e premiata per l’eventuale vittoria, ha accettato, e dopo un anno la sorpresa ancor più grande della vittoria. Degli svizzeri dice che l’hanno seguita passo passo, sempre in maniaera estremamente collaborativa. Così dopo una piccola gaffe ha anche scoperto (probabilmente come molti di noi) che la cioccolata svizzera è rettangolare, mentre quella tedesca quadrata.

Un’opportunità a suo dire improponibile in Italia, dove non si affiderebbe mai la produzione filatelica a sconosciuti, mentre in Svizzera viene data a tutti questa possibilità, seppur dopo una selezione e nonostante la loro enorme produzione, avente come tema gli eventi più disparati.

La prima difficoltà nel lavoro è stata quella delle dimensioni, dal web designer ad un francobollo con la necessità di rendere visibili e chiaramente riproducili i tratti utilizzati. Inoltre ha dovuto svincolarsi dall’dea del classico francobollo, ma in questo è stata aiutata da chi l’ha seguita nel percorso, che l’ha portata a vedere il francobollo in maniera anche giocosa.

Laura definisce gli svizzeri anche autoironici, vista la scelta finale, nonostante la complessità della loro mentalità, che comprende rigore, attenzione alle regole della comunicazione ma altrattanto dinamismo.

E’ giustamente lusingata da questa esperienza e dalla vittoria, perché come lei stessa afferma, ha realizzato qualcosa che rimarrà nel tempo, un pezzo di storia di un paese, che rimarrà, assieme al suo nome, legato alla memoria filatelica della Svizzera.

Ma a chi si deve e a quando risale l’idea del francobollo?

Si narra che un giorno in Gran Bretagna, una giovane donna prese tra le mani la lettera ricevuta, la rigirò tra le mani trepidante …. per riconsegnarla al postino: “purtroppo non ho i soldi per pagarla” fu la motivazione del gesto (la tariffa si pagava al ricevimento). Sir Rowland Hill passeggero della diligenza che consegnò la posta, impietosito pagò di tasca propria, riprendendo la lettera per consegnarla alla destinataria.

Come ringraziamento si sentì dire che il suo gesto era stato inutile, perché lei e il fidanzato, mittente della missiva, avevano stabilito alcuni segni convenzionali, che venivano tracciati sulla busta. In tal modo riuscivano a comunicare senza dover pagare la tassa postale. Sir Hill pensò al danno economico per le poste se tale strattagemma avesse avuto larga diffusione, ed ebbe l’idea che la tassa doveva essere pagata alla spedizione.

Allo stesso tempo le tariffe avrebbero dovuto essere semplici ed economiche, così da incentivare l’uso della corrispondenza per abbassare i costi grazie all’aumento dei volumi. Espose alle autorità il suo progetto di riforma consistente in un bollo adesivo, da applicare alla lettera prima di spedirla, a dimostrazione dell’avvenuto pagamento della relativa tassa: il francobollo!

La tariffa minore sarebbe stata abbassata da 6 a 1 penny. Dopo polemiche e traversie l’idea venne approvata ed il 6 Maggio del 1840 venne emesso il primo “Penni black” che riproduceva l’effige della Regina Vittoria.


Il Disegnare Francobolli