Storia del Festival Sanremese

Sanremo Graffiti, 2009: il Festival rinasce con Bonolis. Si apre l’era dei talent

Sanremo al passo con i tempi
Dimmi che musica ascolti e ti dirò chi sei. Il nuovo millennio, tra ipod, itunes ed altre amenità, sta segnando il sorpasso della musica fai da te rispetto a quella originale: la tecnologizzazione di massa impera ed allora la musica degli anni 2000 è uno strumento sempre più giovane. Inevitabile che tutto questo non si riverberasse anche sulla manifestazione più tradizionale ed ortodossa non solo del panorama musicale ma dell’intero costume italiano, il Festival di Sanremo. Si conclude quindi con l’edizione 2009 il nostro viaggio in sei puntate nella storia della kermesse: siamo partiti dall’avvento della televisione, siamo passati dalla nascita dell’Auditel e chiudiamo con quella dei talent show, che in fondo mette d’accordo i due aspetti visto che la vittoria dell’edizione numero 59 fu di fatto la prima “televotata” della storia del Festival.

La prima parte degli anni 2000 non è stata affatto positiva: dopo i trionfi di ascolti del biennio di Fabio Fazio il ritorno a presentazioni più tradizionali ha coinciso con una crisi di consenso tale da rigettare il Festival indietro di trent’anni quando, prima della rinascita di metà anni ’80, si discuteva addirittura della stessa sopravvivenza della manifestazione.

By |febbraio 6th, 2013|Festival Sanremo, Musica, Storia del Festival Sanremese|0 Comments

Sanremo Graffiti, 2000: la svolta culturale degli Avion Travel

Festival specchio del Nuovo Millennio
31 dicembre 1999: una data storica che molte persone in tutto il mondo trascorrono dando del tu a due parole inglesi. Millennium Bug. Per milioni di esseri umani il conto alla rovescia che separa dall’inizio del nuovo secolo, e del nuovo millennio, trascorre all’insegna del dubbio, anzi del terrore, se il proprio computer sarà inutilizzabile a partire dalla mezzanotte, proprio perché sopraffatto dal baco del millennio. I processori dei pc sapranno gestire il doppio zero nell’indicazione dell’anno, pur essendo stati costruiti forse per non arrivarci neppure, al quarto millennio? In Rai dedicano all’argomento addirittura una trasmissione che occupa parte della giornata, poi alle 24 la Grande Risposta: non è successo nulla. In fondo la stessa cosa successe anche mille anni esatti prima, quando il Medioevo sembrava destinato ad interrompersi al termine dell’anno 999. Solo che in quel ristretto periodo di tempo la civiltà era leggermente progredita, ed allora certi terrori non erano che il simbolo del degrado del mondo intero. Degrado che inevitabilmente si trasmise al mondo della televisione che tra programmi spazzatura e corsa disperata all’Auditel stava celebrando la propria mediocrità.

By |gennaio 30th, 2013|Storia del Festival Sanremese|0 Comments

Sanremo Graffiti: 1987, l’addio a Claudio Villa e la prima delle vittorie annunciate

L’Auditel cambia la storia del Festival
L’avvento del colore? No. La fine di Carosello e la nascita della moderna pubblicità? Niente affatto. Il sorgere delle tv commerciali? Assolutamente. Certo, tutte tappe fondamentali per l’evoluzione della televisione moderna ma la data capace di cambiare faccia al piccolo schermo è un’altra: 7 dicembre 1986. Il mondo è in piena Guerra Fredda, la fine del Comunismo non è lontana ma il globo trema per i disastri della strage di Chernobyl: insomma, anni caotici, ma parallelamente ecco un’invenzione destinata a cambiare molte cose nella fruizione dello strumento televisivo. L’Auditel. Il sistema di rilevazione degli ascolti delle trasmissioni nasce proprio allora e da quel giorno nessun programma sarà più uguale a sé stesso: l’unico obiettivo sarà quello di accontentare ogni fetta di pubblico, anche a costo di ridurre la qualità dei programmi stessi. Nel corso degli anni anche i conduttori più scafati finiranno vittima di questo meccanismo infernale: da Pippo Baudo a Raffaella Carrà, l’Auditel non risparmia nessuno. Se un programma non tira, si taglia.
E’ la svolta anche per Sanremo: il Festival diventa ufficialmente il programma degli italiani, la Rai sa di poter cavalcare tre giorni da regina degli ascolti, le aziende pagano fior di milioni per far comparire i loro marchi negli intervalli pubblicitari. Da quel momento la musica andrà di pari passo, ma qualche volta resterà indietro, rispetto allo spettacolo. Non è un caso allora se proprio per l’edizione ’87 si decise di aumentare il numero delle serate, passate da tre a quattro, dal 4 al 7 febbraio. Un modo per dilatare lo spettacolo ma pure di anticipare di un giorno l’ascolto delle canzoni (da giovedì a mercoledì, con ordine invertito nelle due giornate), in modo da far aumentare il numero delle schedine Totip abbinate al Festival: per la quarta edizione consecutiva, infatti, il vincitore sarebbe stato decretato in questo modo, attraverso schede acquistabili da giovedì a sabato. Metodologia da sempre discussa, terminò nel 1990. Per adeguarsi al sistema la Rai non può che puntare sul presentatore del momento, Pippo Baudo, alla quarta conduzione, terza negli ultimi tre anni. Nasce insomma la tv nazional popolare, ma non ditelo al Pippo Nazionale che proprio per una simile definizione del direttore di Rai Uno Enrico Manca romperà clamorosamente con la televisione di stato a fine anno per passare, senza successo, alle reti Fininvest. Per rivederlo all’Ariston bisognerà aspettare il 1992, con la nascita del tormentone della valletta bionda & bruna che dura fino ad oggi.

By |gennaio 22nd, 2013|Festival Sanremo, Musica, Storia del Festival Sanremese|0 Comments

Sanremo Graffiti: 1972, dalla minaccia di sciopero all’interpretazione unica. Inizia l’era moderna

 
Minacce di sciopero, esordi eccellenti e più di una novità storica nel regolamento. Giunto all’edizione numero 22, nel 1972 il Festival decise di rinnovarsi. Un atto dovuto viste le non poche difficoltà che avevano chiuso gli anni ’60 sul piano della popolarità della manifestazione presso il pubblico ma pure presso il mondo dei cantanti visto che da almeno un lustro gran parte delle firme storiche della musica italiana avevano preso le distanze dal Salone delle Feste della Riviera ligure, convinti che la strada verso il successo non passasse più da quella parte. Per questo il 1972 può essere definito senza tema di smentite come il primo anno della storia moderna del Festival.

La nascita del direttore artistico
Il primo passo fu compiuto direttamente dal Comune che si riappropriò dell’organizzazione dopo quattordici anni di “affitto” all’Ata, la locale azienda turistica. Il Comune di Sanremo comincia a gestisce direttamente la kermesse, compaiono i fiori sul palcoscenico e nasce la figura del direttore artistico: il primo è Elio Gigante. Ma dall’arrivo della tv, che come abbiamo visto è datato 1955, i problemi legati al Festival sono stati molteplici: uno su tutti quello legato all’ordine di apparizione dei cantanti. La conduzione fu affidata a Mike Bongiorno, al suo sesto Festival della storia, quello del sorpasso a Nunzio Filogamo, ma il re del quiz non fu solo: al suo fianco Sylva Koscina, una delle attrici più in vista del panorama italiano, ma anche Paolo Villaggio che, all’alba dell’epopea di Fantozzi, inaugurò la lunga storia dei guastatori comici a Sanremo. I suoi interventi non saranno però memorabili, giocando con consueti doppi sensi femminili ed un’ironia poco festivaliera. Dimenticabile anche la performance della Koscina, che assommerà un notevole numero di gaffes, come ogni valletta che si rispetti.
 

By |gennaio 16th, 2013|Storia del Festival Sanremese|0 Comments

Sanremo Graffiti: 1958, Domenico Modugno cambia la storia del Festival

Tre serate per tre stelle, e per cinque parole. L’ottava edizione del Festival, tra il 30 gennaio ed il 1° febbraio 1958, vide un florilegio di novità, dall’organizzazione all’esordio del cantautorato. E tutte di prima qualità. Bastano appunto cinque parole per spiegare cos’è stato Sanremo 1958: Nel blu dipinto di blu. Una delle canzoni che hanno fatto conoscere l’Italia nel mondo spiccò infatti il volo proprio in quella fine di gennaio dal Salone delle Feste del Casinò di Sanremo, lasciando a bocca aperta spettatori e pure gli altri cantanti in gara. Domenico Modugno assurse a gloria eterna nel firmamento della musica italiana e con lui il giovane e promettentissimo cantante che lo accompagnò nell’esibizione: Johnny Dorelli, milanese di origini americane e portatore sano di una voce delicata quanto potente, un genere elegante ma privo di preziosismi, quasi mai visto in Italia. Furono loro a rifilare una sorprendente sconfitta a Claudio Villa, il reuccio reduce da tre vittorie nelle precedenti sette edizioni e costretto a stare a guardare nonostante le cinque-canzoni-cinque portate in gara. Ma tempo quattro anni ed i due giganti avrebbero vinto insieme…

By |gennaio 10th, 2013|Storia del Festival Sanremese|0 Comments

Sanremo Graffiti: 1955, la prima volta della televisione e di Claudio Villa

A quaranta giorni dal via della 63^ edizione del Festival di Sanremo, cominciamo un viaggio all’indietro ricordando le edizioni che hanno segnato la storia della rassegna. Non è certo facile scegliere sei annate indimenticabili tra le tante, vista la necessità di distribuirle lungo sei decenni, ma qualche sacrificio è inevitabile. Iniziamo con due edizioni

By |dicembre 30th, 2012|Storia del Festival Sanremese|0 Comments