Dieta e benessere. Più vegetali più salute


L’alimentazione odierna mostra purtroppo un quadro generale di appiattimento ed omologazione dei cibi contrario al principio della “varietà”, che sta alla base di una sana alimentazione. Tra gli alimenti più sacrificati troviamo proprio quelli di origine vegetale, che sono alla base della piramide alimentare.

Le piante e gli alimenti vegetali in genere contengono sostanze molto importanti per la salute, come fibre, vitamine e sali minerali, oltre a quantità significative di composti biologici attivi chiamati phytochemicals o fitonutrienti. Questi composti organici presenti esclusivamente nelle piante non nutrono ma sono fondamentali per la salute perché proteggono i diversi sistemi e apparati del nostro organismo.

Si stima che esistano migliaia di phytochemicals, molti dei quali non sono ancora stati identificati.

I loro effetti benefici vanno dall‘azione antiossidante nei confronti dei radicali liberi (preventiva nei confronti delle malattie cardiovascolari, dei processi cronico-degenerativi tipici dell’invecchiamento e di alcune forme tumorali) alla modulazione dei processi di detossificazione e delle difese immunitarie. Questa loro azione di “sostegno” di molte delle funzioni del metabolismo cellulare è ormai considerata indispensabile per una buona salute, tanto che la loro carenza-assenza dalla dieta viene sempre più collegata a numerose malattie croniche dove giocano un ruolo importante i processi infiammatori e lo stress ossidativo.

I vegetali della famiglia delle crucifere (bietole, rapanelli, rape, cavoli, broccolo) contengono ad esempio dei phytochemicals chiamati isotiocianati, che agiscono attivando i sistemi enzimatici detossificanti e svolgendo anche un’azione protettiva nei confronti di alcuni tipi di tumore. Nell’aglio e nelle cipolle troviamo gli allisolfuri, che aiutano a mantenere il cuore in buona salute diminuendo i livelli di colesterolo e rendendo il sangue più fluido e meno incline alla formazione di trombi. Carciofo e tarassaco sono ricchi di polifenoli che favoriscono la funzionalità del fegato e i fisiologici processi di depurazione dell’organismo.

Mirtilli, uva nera, melanzane e radicchio contengono le antocianine, sostanze caratterizzate da un elevato potere antiossidante importanti per la vista, la salute dei capillari sanguigni e la funzione urinaria. Altri importanti phytochemicals ad attività antiossidante sono le catechine (abbondanti nel tè verde e in alcuni frutti quali le ciliegie e le albicocche) e i flavonoidi come la quercitina e la rutina (contenuti ad esempio nelle mele o in piante medicinali come il biancospino e la passiflora), ai quali viene anche riconosciuta un’azione blandamente calmante, antinfiammatoria a livello gastrointestinale e protettiva nei confronti del cancro al colon.

Da non dimenticare il licopene, contenuto nei pomodori e nell’anguria, oppure la clorofilla e i carotenoidi, di cui sono ricchi rispettivamente i vegetali a foglia verde, le carote e gli agrumi. Phytochemicals ad altissimo potere antiossidante sono anche contenuti in molte piante comunemente utilizzate in cucina come spezie aromatiche: salvia, timo, origano, rosmarino, curcuma e cannella. La funzionalità di tutte queste sostanze biologicamente attive è legata alla loro presenza all’interno del fitocomplesso vegetale. In altre parole, ogni pianta possiede una sua composizione complessa e caratteristica e per beneficiare delle proprietà salutistiche dei phytochemicals è necessario che l’organismo assimili tutto il mix di sostanze che la pianta contiene.

Ciò che rende preziosi i phytochemicals per il nostro organismo deriva infatti proprio dalle particolari e reciproche interazioni che si sono stabilite tra queste molecole in milioni di anni di evoluzione degli organismi vegetali. Nessun chimico sarebbe capace, mettendo insieme questi stessi composti, di ottenere gli stessi risultati e lo stesso potere protettivo da cui tanto dipende il nostro benessere psico-fisico.

Fonte:ADI – Aboca

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