Comunicazione non verbale


Il corteggiamento, una questione di fisico. E’ scientifico, per “rimorchiare” bastano poche parole e i gesti giusti. Ma perché nel corteggiamento contano più i gesti delle parole, l’istinto più della fredda razionalità?

Le fasi del corteggiamento, l’importanza della comunicazione non verbale

Spesso usiamo il corpo per comunicare qualcosa che non vogliamo dire a voce, ma non sempre i messaggi dei gesti sono voluti, in alcune situazioni non ci rendiamo conto di quello che stiamo “dicendo”. Molti scienziati che studiano il comportamento umano durante il corteggiamento, dicono che tra l’idea che ci facciamo del nostro partner ideale e quello che poi realmente scegliamo c’è una grande differenza. Questo significa che scegliere il partner non è un’operazione razionale.

Per questo da anni, molti si sono cimentati nel tentativo di spiegare “scientificamente” la strana alchimia che porta due persone a stare insieme, sia per un periodo o per tutta la vita. Vero banco di prova è la fase del corteggiamento, durante la quale testiamo, in maniera più o meno consapevole, il potenziale partner. Se c’è una possibilità che due persone diventino una coppia molto dipende dalla prima impressione e dal primo appuntamento, quando si esprime in maniera importante la comunicazione non verbale, il “linguaggio del corpo”.

Il linguaggio del corpo rappresenta il 55% della comunicazione

Non ci si deve stupire, la comunicazione è costituita di voce per il 38%, ma solo il 7% di parole vere e proprie, mentre il restante 55% lo dice il nostro corpo, la mimica, gli atteggiamenti (il modo di stare in piedi o seduti), i gesti (toccarsi il naso, la bocca, i capelli) per confermare quello che stiamo dicendo. Non è raro però che, in una situazione di conflitto interiore, il linguaggio del corpo contraddica quello verbale. Chi ascolta, istintivamente dà più credito al corpo, perché è più difficile che menta. Siamo abituati a riconoscere alcuni segnali fin da piccoli quando non abbiamo ancora altro modo per capire gli altri. A due mesi i bambini riconoscono una faccia triste da una allegra, rispondono alle boccacce e riconosco molti gesti della mamma.

Utilizziamo il linguaggio non verbale ogni volta che comunichiamo con qualcuno, ancor più in situazioni difficili come un primo appuntamento o un colloquio di lavoro, quando non si può esprimere con le parole quello che veramente si pensa.

Imparare a controllare la comunicazione non verbale

Conoscere il linguaggio non verbale è importante per controllare e giudicare una situazione, anche la più difficile, perché il nostro corpo “parla” e spesso ciò che non viene detto può essere più importante di quanto si esprime verbalmente.

Secondo lo psicologo statunitense Robert Zajonc quando qualcuno ci piace “a pelle” siamo guidati dalle cosiddette cognizioni calde positive che, a differenza di quelle fredde legate al ragionamento e all’interpretazione, sono informazioni che conquistiamo con la parte emotiva e ci dicono se ci possiamo fidare. Che cosa accada precisamente in quei pochi istanti non è chiaro, ma probabilmente molto dipende proprio dalla comunicazione non verbale.

Se due persone si piacciono, secondo gli psicologi, è perché usano gli stessi stili di comunicazione non verbale e sono quindi compatibili. In altre parole, nei primi istanti di conoscenza, le emozioni “ragionano” al posto del cervello.

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