sonno profondo


Nel sonno profondo la chiave della creatività L’estro e la creatività aumentano dopo il sonno, anche se si tratta solo di un pisolino. Secondo la ricerca effettuata da un’equipe di ricercatori dell’University of California San Diego, “tenere in incubazione” un problema aiuterebbe a svilupparne una migliore visione, soprattutto se, con Morfeo, si varca la fase REM.

D’altronde quante volte abbiamo sentito dire “meglio dormirci su”, oppure “la notte porta consiglio”. Dalle analisi condotte dalla professoressa Sara Mednick, responsabile della ricerca, i volontari che sono entrati nella fase di sonno in cui avviene la maggior parte dei sogni si sono dimostrati maggiormente in grado di risolvere un nuovo problema. “Il sonno REM“, – dichiarano gli studiosi – “è importante per assimilare nuove informazioni all’interno dell’esperienza passata e creare una più ricca rete di associazioni per l’uso futuro”.

Come riportato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, la mattina del giorno del test, a 77 volontari è stato proposto un test di creatività chiamato Remote Associates Test (Rat), in cui vengono fornite tre parole e si chiede di cercarne una quarta che sia associabile alle prime tre, come accade in diversi quiz televisivi trasmessi in Italia e all’estero.

I volontari avevano tempo fino al pomeriggio per rifletterci: un gruppo doveva farlo dopo essere stato sveglio tutto il tempo, l’altro dopo essersi concesso un riposino monitorato dagli scienziati. E’ risultato chpe i volontari che hanno dormito, entrando nella fase REM, sono riusciti a risolvere meglio i roblemi rispetto a chi non ha dormito o non ha raggiunto la stessa fase.

Si tratta di un meccanismo che siamo soliti attuare quotidianamente, quando ci si ritrova di fronte situazioni all’apparenza senza alcun legame tra di loro ma che trovano mediante ragionamento il loro naturale concatenamento, attraverso la stimolazione dei network associativi del cervello, consentendoci di operare nuove e utili associazioni fra idee prima non collegate.

I ricercatori sottolineano che questi processi di rielaborazione non sono dovuti a potenziamenti selettivi della memoria. La ricerca si aggiunge agli studi già presenti in materia che sottolineano l’importanza del sonno, ma lo fa spostando l’attenzione su un aspetto sottovalutato fino a questo momento.

Trova quindi conferma che nella fase REM il cervello riesce a formare nuove connessioni nervose senza l’interferenza di altri percorsi mentali che distraggono mentre si è svegli o non profondamente addormentati. I sogni aiutano quindi a sviluppare il pensiero creativo, l’ideale per chi è dedito alle arti creative, ed è utile per fronteggiare al meglio i problemi di ogni giorno.

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