scadenza degli alimenti

scadenza degli alimenti

Mangiare cibo scaduto fa male?
In quali casi è possibile chiudere un occhio rispetto alla data di scadenza e consumare comunque un prodotto?
Per la salute, quali rischi si corrono?

In alcuni Paesi Europei la data di scadenza dei prodotti alimentari è considerata un mero consiglio spassionato: in Francia, Germania, Svezia o Finlandia, per esempio, si mangiano tranquillamente cibi ben oltre il termine indicato sulle confezioni, senza troppe paranoie.

Gli italiani, invece, hanno una sorta di fobia verso la data di scadenza e gettano i cibi scaduti senza il beneficio del dubbio.
O almeno era così fino a prima della crisi. Secondo il Waste Watcher – l’Osservatorio sugli sprechi alimentari delle famiglie italiane – la crisi ha avuto un effetto positivo (uno solo!) sugli italiani: pare infatti che sia aumentata la sensibilità verso lo spreco di cibo.
Dai risultati della ricerca dell’Osservatorio condotta per l’anno 2013, è emerso infatti che più della metà degli italiani (il 57%) dichiara di non gettare quasi mai avanzi di cibo nei rifiuti, il 27% solo una volta alla settimana, il 55% lo ricicla. Ben il 90% degli intervistati considera lo spreco alimentare molto o abbastanza grave e molti si dichiarano preoccupati per il problema e considerano la tutela dell’ambiente determinante per lo sviluppo di un Paese da ogni punto di vista (economico, occupazionale, ecc…).

E’ quindi aumentata la tolleranza anche verso tutti quegli alimenti che qualche anno fa venivano tranquillamente gettati. Frutta e verdura in particolare, ma anche pane, formaggi, pasta, cibi cotti e precotti: le famiglie sono tornate ad ingegnarsi per non buttare via nulla, riciclando gli avanzi, inventando nuove ricette e rassegnandosi a mangiare la stessa pietanza per due o più volte consecutive…

Cliccando qui potete trovare qualche ricetta per riciclare gli avanzi in modo creativo!

Quali prodotti si potrebbero consumare oltre la data di scadenza?

La scadenza è il termine fissato dai produttori degli alimenti che indica la data ultima entro la quale tale cibo si conserva in maniera ottimale, con tutte le sue proprietà, la sua fragranza, e i nutrienti… Oltre tale data il prodotto può ancora essere commestibile, ma una o più delle sue caratteristiche potrebbe essere modificata.

Innanzitutto è bene distinguere tra queste tre diciture poste nelle confezioni:

– data di scadenza…
– da consumarsi preferibilmente entro…

I prodotti freschi con una data di scadenza specifica se scaduti non devono essere consumati perché ciò potrebbe comportare rischi più o meno seri per la salute. Quindi latte fresco, uova, yogurt e alcuni formaggi devono essere gettati dopo tale termine.
La dicitura “da consumarsi preferibilmente entro” presuppone che vi sia invece un secondo fattore, denominato TMC Tempo Minimo di Conservazione, secondo cui il prodotto dopo la data indicata è ancora commestibile, e quindi la scadenza potrebbe essere sforata di più o meno giorni. E’ bene precisare che anche i prodotti freschi possono essere consumati oltre la scadenza: ad esempio il latte fresco confezionato, se non è stato aperto, conserva comunque proprietà e qualità per due/tre giorni e può essere consumato senza problemi…

L’ultima parola, quindi, spetta al buon senso di ognuno di noi.

Salvo qualche eccezione, in linea di massima, tutti i prodotti, se ben conservati, sono commestibili oltre il termine di scadenza. Sono tre i fattori da verificare prima di consumarli:

  • il colore: se un alimento ha cambiato colore, o presenta comunque macchie sospette, deve essere assolutamente buttato nei rifiuti
  • l’odore: alcuni alimenti andati a male sviluppano batteri e muffe che emanano un cattivo odore sospetto. Buttare!
  • la consistenza: alcuni alimenti scaduti tendono ad ammosciare o a indurire. Se le caratteristiche materiali di questi cibi cambiano, è meglio non rischiare

Video: perché non consumare i cibi scaduti



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