London calling

L’Olimpiade è alle porte: per diciassette giorni Londra diventerà il centro di gravità delle attenzioni di gran parte del mondo. Sportivi e non, perchè da sempre le Olimpiadi rappresentano l’evento capace di richiamare il maggior numero di spettatori, oltre che lanciare un segnale di unità e fratellanza forse superato dal tempo ma mai definitivamente tramontato. Così anche chi di sport ne mastica poco non potrà che appassionarsi anche se per pochi giorni alle gesta degli atleti, meglio se italiani, che focalizzano quattro anni di preparazione per ottenere un obiettivo impagabile, una medaglia a cinque cerchi. Ma anche per chi magari è appassionato solo di rubgy o di baseball, tanto per citare due degli sport non inclusi nel programma olimpico, ci sarà una valida occasione per seguire almeno la prima serata dei giochi, ovvero quella della Cerimonia Inaugurale.

Oscar

Un vero e proprio spettacolo planetario che richiamerà oltre 4 miliardi di spettatori in tutto il mondo. Molti di questi potrebbero essere semplici appassionati di musica visto che dalle 22 ora italiana di venerdì sera e fino quasi all’una di notte il nuovo stadio Olimpico di Londra si trasformerà per poche ore nel più grande palasport del mondo sotto la direzone artistica nientemeno che di Danny Boyle, premio oscar per la colonna sonora di The Millionaire e grande capo della Cerimonia. I brani saranno mixati da Underworld, la celebre coppia di dj inglesi formata da Karl Hyde e Rick Smith. Sono ottantasei le canzoni previste, tutte rigorosamente di artisti inglesi, per una spesa complessiva che il Times ha stimato in 27 milioni di sterline: e meno male che ne hanno tagliato una parte…

Che cast!

Solo per fare qualche nome si esibiranno i Duran Duran, gli Snow Patrol, Adele (che si esibirà in Rolling in the Deep) e Leona Lewis ma sentiremo anche i grandi classici dei Clash (London Calling) o degli Sugababes (Push the button): a tutto questo si uniranno i tributi, come quelli a Beatles, Rolling Stones e Pink Floyd o le commemorazioni, come quella che ricorderà Amy Winehouse. Non tutto però potrebbe andare per il verso giusto, nel senso che ci sarà spazio pure per qualcosa di estremamente trasgressivo: il riferimento è all’interpretazione dei Sex Pistols impegnati ad intonare God Save The Queen nella versione che fu censurata nel 1977. Insomma si preannuncia una Cerimonia non necessariamente polically correct o British style. L’ideale anche per chi non vive di solo sport.