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Ha fatto molto discutere in questi giorni la storia di Sofia, una bambina di 3 anni affetta da una grave malattia rara degenerativa, che ieri pomeriggio ha potuto finalmente riprendere la cura con le cellule staminali, interrotta in gennaio da una disposizione di un giudice fiorentino.

A Sofia verrà somministrata la seconda infusione di staminali presso l’ospedale civile di Brescia. La prima, effettuata lo scorso dicembre, ha avuto effetti molto positivi nel contrastare la malattia della bimba: la mamma ha infatti dichiarato che la cura ha rallentato l’inesorabile peggioramento della vista verso la cecità della piccola e vi è stata una diminuzione della rigidità dei suoi arti.

Ma improvvisamente il provvedimento: l’interruzione della cura ha scatenato indignazione e polemica, tanto da mobilitare la tv, i giornali, diversi personaggi del mondo dello spettacolo (tra cui Adriano Celentano, che proprio sul caso di Sofia, è intervenuto attraverso un’intera pagina del Corriere della Sera ), e tutti i social network…

Lo studio degli effetti e dell’utilità delle cellule staminali sul nostro organismo, anche se iniziato già negli anni ’60, in realtà è appena all’inizio. Ecco perchè vi sono ancora dei pareri contrastanti e il metodo non è ancora ufficialmente riconosciuto dal Ministero della Salute e dai vari enti di sorveglianza come Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) o Istituto Superiore di Sanità.

Che cosa sono le cellule staminali – Video

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Le cellule staminali sono, in un primo stadio, le cellule dell’embrione precoce, dette anche cellule totipotenti. La parola “totipotente” indica la potenzialità di queste cellule indifferenziate di specializzarsi in qualunque tipo cellulare.
Nello stadio un po’ più avanzato dello sviluppo della cellula, la totipotenza diventa multipotenza: il destino delle cellule comincia a essere segnato, cioè esse iniziano a specializzarsi.
In sostanza, la caratteristiche principale delle cellule staminali è la capacità di autorinnovarsi e moltiplicarsi, mantenendo la loro facoltà di svilupparsi in altri tipi di cellule.
In parole povere, le cellule staminali possono diventare cellule per il sangue, le ossa, la pelle, i muscoli, il cervello, ecc.

Dove si trovano le cellule staminali

Le cellule staminali si trovano in determinati punti dell’organismo umano, qui di seguito elencati:

  • liquido amniotico (la sostanza che durante la gravidanza protegge, nutre e determina la crescita e lo sviluppo del bambino)
  • placenta
  • cordone ombelicale
  • midollo osseo
  • derma
  • retina
  • vasi sanguigni
  • fegato
  • cervello

Tra le cellule staminali possiamo considerare fondamentalmente due tipi: le cellule staminali embrionali e le cellule staminali adulte.

Le cellule staminali embrionali hanno un potenziale proliferativo illimitato. Quelle adulte sono invece meno potenti, ma comunque in grado di autorinnovarsi.

Perchè le cellule staminali sono importanti a livello terapeutico

Autorinnovamento e moltiplicazione. Ecco perchè le staminali potrebbero davvero diventare una straordinaria soluzione per la medicina ed essere in grado di contrastare malattie gravi e degenerative, di cui fino ad oggi purtroppo non si sono ancora trovate cure.
L’idea terapeutica di base è molto semplice: se in un organo ci sono cellule malate o danneggiate, queste possono essere sostituite (o meglio compensate) da cellule staminali sane impiantate nell’organo. Per questo tipo di terapia, vi sono 3 possibilità:

  • l’uso delle staminali embrionali totipotenti (ma c’è il rischio che possano generare tumori e inoltre vi è il problema etico che il sacrificio di un embrione comporta)
  • la riprogrammazione (mediate processi dimostrati di laboratorio è possibile trasformare una cellula differenziata in una cellula pluripotente, teoria sperimentata ad esempio con la clonazione della pecora Dolly)
  • utilizzare le cellule staminali multipotenti adulte (esse perdono parte della loro plasticità, ma non danno problemi etici)

La strada sicuramente più semplice per incentivare questo tipo di terapia, potrebbe essere quella di incentivare la donazione del cordone ombelicale, la placenta e il midollo osseo.
Dobbiamo infatti ricordare che è già stata ampiamente dimostrata l’efficacia dell’impianto di cellule staminali per i trapianti di cornea e di pelle, ad esempio. Si sta inoltre studiando, con speranza fondata, la terapia con staminali contro il morbo di Parkinson e il diabete. In futuro si pensa anche alle cellule staminali come cura per la SLA, la distrofia muscolare e le lesioni del midollo che causano paralisi…

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