Capoluogo della Calabria, Catanzaro è un comune di circa 93.000 abitanti affacciata sul golfo di Squillace, nel mar Ionio.

La denominazione di “Città dei tre colli” fa riferimento al Vescovado, San Trifone e San Giovanni, i 3 colli su cui è situato il centro storico della città.

Catanzaro è soprannominata anche la“Città tra due mari” e la “Città delle tre V” rispettivamente per la sua posizione geografica, nell’istmo di Catanzaro, e per tre tratti caratteristici che la distinguono: il santo patrono San Vitaliano, il velluto che viene qui prodotto artigianalmente fin dall’epoca bizantina, e il tempo ventoso tipico del litorale ionico.

La zona costiera sul mar Ionio, comprendente una spiaggia di 8 km, è ricca di zone ricettive che consentono un intenso flusso di turisti.

Catanzaro, panorama

Catanzaro, panorama



Catanzaro e l’arte serica

Secondo alcune credenze tradizionali, il nome della città deriva dal greco “Katartarioi”, “filatori di seta”.

E’ certo che Catanzaro fu uno dei primi luoghi in Europa dove l’arte della seta venne introdotta: nel 1072, all’epoca della dominazione bizantina, una casta di Orientali residenti nella città dettero avvio all’attività artigianale.

I velluti di Catanzaro erano riconoscibili sui mercati italiani ed esteri perché marcati con la sigla “V V V”.

Nel 1519 l’arte della seta di Catanzaro ottenne un’ulteriore riconoscimento con l’istituzione, voluta dal Re Carlo V, del Consolato dell’Arte della Seta.

Del 1568 è invece la creazione degli Statuti dell’Arte della Seta.

Catanzaro, cenni storici

Secondo alcune credenze tradizionali Catanzaro a era alle origini una colonia greca, mentre secondo altre ipotesi la città sarebbe sorta da insediamenti nella zona dell’attuale Catanzaro Marina.

La leggenda vuole infatti che a guidare la popolazione della città magno-greca di Skilletion nel territorio oggi occupato da Santa Maria di Catanzaro fu nella seconda metà del secolo IX il generale bizantino Niceforo Foca il vecchio.

L’agglomerato divenne in seguito un vero e proprio centro urbano, col nome di Katantzárion.

Con l’inizio della dominazione saracenza, nel X secolo, la città assunse il nome arabo Qatansar.

Nel 1069, con l’occupazione dei Normanni, la città divenne possedimento feudale della famiglia degli Altavilla e successivamente delle famiglie Ruffo, Caraffa e Soriano. Divenuta contea normanna posta sotto il marescalco Pietro Ruffo, nel 1420, Catanzaro venne assegnata in dote alla figlia Enrichetta.

Con lo sviluppo dell’arte della seta, Catanzaro assurse ad importante città aristocratica nota come importante sede dell’ attività artigianale.

Nel 1970, Catanzaro venne riconosciuta capoluogo della regione Calabria.

Catanzaro, itinerari e luoghi da visitare

Complesso di San Giovanni

Catanzaro, Complesso di San Giovanni

Catanzaro, Complesso di San Giovanni



E’ su piazza Giuseppe Garibaldi che si affacciano alcuni dei principali edifici sacri di Catanzaro: la Chiesa dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista, la Congrega dei Bianchi di Santa Croce, l’Hospitio, il Convento dei Teresiani, la fontana con la statua del Cavatore, la Torre di Carlo V e le restanti mura del castello.

Nella vasta area espositiva su due piani sono spesso allestite esposizioni temporanee ed organizzati eventi culturali.

Ospizio dei Bianchi

L’attuale complesso di San Giovanni, istituito Monumento Nazionale, ha il suo nucleo centrale nell’ Ospizio dei Bianchi.

Divenuto convento dei Padri Teresiani nel 1663, fu in seguito sede di un ospedale, delle carceri dell’Udienza, degli uffici del Genio militare e delle Carceri.

Chiesa di San Giovanni Battista

Catanzaro, Chiesa di San Giovanni Battista

Catanzaro, Chiesa di San Giovanni Battista



La chiesa, che sorge sul colle del monte Triavonà, venne eretta nel 1532 sulle rovine di un castello normanno risalente al 1070 e distrutto nel XV secolo.

La facciata presenta un portale risalente al ‘600 affiancato da due colonne di pietra verde di Gimigliano.

L’interno, ad una navata, è in stile barocco sei-settecentesco, frutto della restaurazione effettuata in quel periodo.

Notevoli gli affreschi del pittore crotonese Sesto Bruno raffiguranti scene della vita di San Giovanni Battista e di S. Giovanni Evangelista e il Crocifisso in legno risalente al ‘500.

Museo della seta

Il Museo, ospitato negli spazi della Scuola media ‘G. Mazzini’, offre la possibilità di esplorare i vari aspetti dell’arte della seta, fiorita a Catanzaro Tra il XIV e il XVII secolo.

Le esposizioni comprendono tutti gli strumenti della lavorazione artigianale della seta, come l telai, pettini, aspi, spolinatrici.

Pannelli descrittivi documentano e illustrano le varie fasi di lavorazione della seta.

Villa margherita

Catanzaro, Villa margherita

Catanzaro, Villa margherita



Fatta costruire da Francesco De Seta tra il 1878 e il 1880, in una zona coltivata ad orti e vigneti, la villa, con il suo giardino pubblico, venne così denominata in onore della regina Margherita il 21 gennaio 1881.

Catanzaro, tradizione enogastronomica

Il morzeddhuè il tipico pane casalingo di Catanzaro, dalla forma tondeggiante.

Tra i primi piatti troviamo la pasta con le alici, a base di alici sotto sale, mollica di pane e peperoncino piccante, e la pasta e ceci con finocchi selvatici.

Da ricordare anche il “murseddu“, trippa di maiale con sugo ai peperoncini calabresi.

Tra i secondi troviamo il tonno con le olive e i piatti a base di pesce spada.

Tra i vini D.O.C. locali citiamo il Lamezia e il Melissa; Momò è invece un cocktail catanzarese a base di Bitter Campari, Vecchio Amaro del Capo, Seltz e spiedino di frutta con peperoncino del luogo.

Riferimenti esterni:

Sito Comune Catanzaro


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