castelmezzano

Il borgo di Castelmezzano è  situato nell’area centro orientale della provincia di Potenza (Basilicata), nei pressi del Parco Naturale di Gallipoli.
Il territorio del comune, assieme a quello dei borghi confinanti (Pietrapertosa, Albano di Lucania, Trivigno, Anzi e Laurenzana), rientra nel Parco delle Dolomiti Lucane.
A rendere Castelmezzano un paese così affascinante è la sua geografia: il borgo è incastonato nel suggestivo paesaggio roccioso delle Dolomiti Lucane, formato dalle pareti, creste e guglie scavate nella roccia arenaria dagli agenti atmosferici e denominate in modo diverso per le fogge assunte con il variare della luce ( “bocca di leone”, “aquila reale, “incudine”, “civetta”, “grande madre”).
Il carattere scenografico di Castelmezzano  è preannunciato dalla via di accesso nel borgo: una gola seguita da una galleria incastonata nella roccia, al termine della quale il paese appare improvvisamente come un presepe illuminato.
Proprio il modo pittoresco e armonioso in cui il centro abitato si amalgama con la natura rocciosa delle Dolomiti ha reso il borgo meritevole dell’appellativo di “città-natura”, facente parte del  Club de I borghi più belli d’Italia.
Arthur Frommer, direttore e fondatore di Budget Travel, una delle più prestigiose guide turistiche statunitensi, ha del resto definito Castelmezzano il «miglior posto al mondo da vedere tra quelli mai sentiti nominare».

Cenni storici

Le origini del borgo risalgono al periodo compreso tra il VI ed il V secolo a.C , quando, con la colonizzazione greca della valle del Basento, venne fondato  il centro urbano di Maudoro, o “mondo d’oro”.
La tradizione vuole che, durante le invasioni saracene (X secolo d.C.), la popolazione locale si trasferì nel luogo scoperto durante l’esodo dal pastore Paolino: una postazione, formata da rocce ripide, che permetteva  di avvistare e allontanare gli invasori spingendo verso di loro massi rocciosi fatti rotolare dall’alto.
Durante il dominio dei Normanni(tra il XI ed il XIII secolo d.C.) venne eretto il Castro Medianum , o “Castello di mezzo”, dal cui nome deriva quello del paese, situato a metà strada tra i comuni di Pietrapertosa e Brindisi Montagna.
Dopo la dominazione degli angioini, Castelmezzano fu conquistato dagli Aragonesi ( XIV -XVI secolo); durante questo periodo, famiglie di signori e baroni, dai De Leonardis ai De Lerma,  giocarono un ruolo fondamentale  nello sviluppo nella storia del paese.

Itinerari e luoghi da visitare a Castelmezzano

Il centro storico di Castelmezzano presenta un impianto tipicamente medievale:  un agglomerato di case con tetti in pietra, incastrate concentricamente nella dolomitica conca rocciosa. Scale ripide collegano gli stretti vicoli tra le case, dalle quali si gode una vista spettacolare sulla nuda roccia.

Nel cuore del borgo, piazza Caizzo, sorgono le principali attrazioni della città.

Al centro della piazza è possibile visitare la Chiesa madre di Santa Maria dell’Olmo.
Edificata probabilmente all’inizio del XIII secolo, la chiesa è andata incontro nel corso del tempo a molteplici modifiche. In particolare, dopo il terremoto del 1857, che danneggiò visibilmente l’edificio, esso venne sottoposto ad una consistente opera di riedificazione. All’inizio del XX secolo vennero eretti alcuni altari marmorei. Attualmente la chiesa presenta una facciata in stile romanico rivestita di pietra arenaria.  All’interno della chiesa, da vedere la nicchia ospitante  l’affresco di San Rocco, il patrono e protettore del paese.  L’edificio vanta inoltre la presenza di opere di alto valore artistico: tre quadri (“Madonna del Carmelo” , “Anime purganti” e “Sacra Famiglia”) e quattro statue ( “Santa Maria dell’Olmo”, della “Madonna del Bosco-Regina Pura”, “Madonna col bambino” e “Madonna dell’Ascensione”).

Chiesa del Santo Sepolcro

Chiesa del Santo Sepolcro

Tra gli altri edifici sacri più antichi troviamo la Chiesa del Santo Sepolcro, così chiamata perché dal XVI secolo vi venivano seppelliti  i defunti e celebrato il Venerdì Santo.
L’interno della chiesa è in stile bizantino: un arco divide lo spazio in due parti, una delle quali ospita l’assemblea dei fedeli. Da ammirare la statua in legno della “Madonna dell’Ascensione”, risalente al XIV secolo: secondo la leggenda, quando due pescatori la ritrovarono in riva al mare, essa chiese di essere trasportata a Castelmezzano. Giunti presso la cappella attuale, i pescatori non riuscirono a spostare oltre la statua, divenuta troppo pesante; dopo la costruzione della cappella stessa, avvenne un miracolo:  sulla statua comparvero due marinai in atto di preghiera, somiglianti ai pescatori.

La Cappella della Madonna dell’Annunziata , edificata probabilmente nel XVIII secolo nella regione più elevata del centro abitato, ospita una tela che ritrae l’Annunciazione e la statua di San Giuseppe.
Nella Cappella si celebra il giorno dell’Annunciazione con la Messa del 25 marzo e la festività di San Giuseppe, il 19 marzo.

La Cappella di Santa Maria “Regina Coeli”, risalente al 1603, venne costruita per ospitare un convento di Frati Carmelitani. All’interno è possibile ammirare tre statue,  raffiguranti rispettivamente Santa Maria, San Donato e la Madonna del Carmine.
La cappella è luogo di celebrazione dal 7 luglio al 15 luglio della novena in onore della Madonna del Carmine e, dal 29 luglio al 6 agosto, della novena  in onore di San Donato.

Attraverso la via principale del paese si giunge alla rovine del  castello eretto in epoca normanna, il Castello Normanno Svevo, o  Castrum Medianum .
Della costruzione originaria sono ancora visibili resti di mura, la cisterna dove si raccoglieva l’acqua piovana e la scalinata nella roccia, via di accesso al luogo di appostamento scelto dai militari per sorvegliare la valle sottostante.

Nel centro storico di Castelmezzano si trovano inoltre storici palazzi, originariamente abitazioni delle famiglie degli antichi signori del borgo.  
Palazzo Coiro,
situato alle spalle della chiesa Madre, venne edificato nel XIX secolo. Il palazzo si articola in tre livelli, il più alto dei quali presenta balconi con ringhiere in ferro battuto. Da notare, sulla facciata che si staglia sulla strada principale,  il portale in pietra arenaria locale. Anticamente abitazione della famiglia Coiro, oggi il palazzo è disabitato.
Palazzo Ducale
, situato nei pressi del castello, venne edificato nel XVIII secolo ed era originariamente proprietà della famiglia dei De Lerma.
Sulla facciata principale il portale, adornato con bugne, si presenta  sovrastato da un loggiato.

Appena usciti dal borgo, attraverso sentieri, ponti in pietra e scalinate, si giunge ad ammirare lo spettacolo della vallata del Caperrino , con gli antichi mulini i cui i tetti in pietra locale (“chiang”) vennero costruiti a secco.

Pietrapertosa

Pietrapertosa

Al termine della vallata, un ponte in pietra, edificato probabilmente in epoca romana, conduce al confinante borgo di Pietrapertosa, egualmente suggestivo.

A collegare i due paesi è un cavo d’acciaio che permette di effettuare il cosiddetto Volo dell’Angelo: i visitatori, agganciati con un’apposita e sicura imbracatura al cavo,  possono spostarsi in soli 90 secondi, ad una velocità di oltre 120 km/h , dalla vetta di un borgo a quella dell’altro.
Più in particolare, il volo dell’angelo viaggia lungo due linee tra cui è possibile scegliere: la linea di San Martino, in partenza da Pietrapertosa a quota 1020 mt e in arrivo a Castelmezzano a quota 859 mt percorrendo 1415 mt ad una velocità massima di 110 Km/h; la linea peschiere, in partenza da Castelmezzano a quota 1019 mt e in arrivo a Pietrapertosa a quota 888 mt, percorrendo  1452 metri ad una velocità massima di 120 Km/h.
Durante il Volo dell’Angelo si puo’ ammirare il panorama offerto dalle sottostanti Dolomiti Lucane.

Video “Sposalizio degli alberi” o “Sagra du’ Masc”

Eventi e folklore

Tra gli eventi religiosi ricordiamo la Festa del Maggio (12-13 settembre), che celebra Sant’ Antonio.
In quest’occasione si svolge il suggestivo rito arboreo noto come “Sposalizio degli alberi” o “Sagra du’ Masc”  , un vero e proprio inno per onorare e propiziare la fertilità della terra : boscaioli tagliano un lungo tronco di cerro, lo “sposo” , che viene trasportato da carri trainati da buoi fino al borgo. Qui viene celebrato lo “sposalizio” tra il tronco e la cima di agrifoglio, la “sposa”,  portata dai giovani robusti del paese.
La cima di agrifoglio e tronco, uniti, vengono eretti e scalati dagli abitanti più coraggiosi.

A maggio, la domenica dell’Ascensione di N.Signore, si celebra “La festa della Madonna dell’Ascensione“, che prende il nome dalla statua.

Il 13 dicembre è la giornata dedicata alla festa di Santa Lucia Martire; in quest’occasione si svolge la Sagra della cuccia, il piatto tipico del paese.

Castelmezzano, tradizione enogastronomica

Il piatto più famoso di Castelmezzano è infatti la “cuccia”, una portata i cui ingredienti principali sono ceci, grano e cicerchie. Da più di un secolo il piatto viene preparato secondo un preciso rituale: la sera della viglia della festa di Santa Lucia Martire, gli ingredienti, messi nel pentolone chiamato in dialetto “Caudar” o “Pignat di creta”, vengono  ricoperti di acqua e fatti bollire per due o tre ore.  Al termine della cottura, la “Cuccia”, impiattata con l’aiuto di un mestolo, viene salata e gustata con del  vino locale.

Tra i prodotti tipici del borgo troviamo inoltre la salsiccia, ingrediente di base di molte ricette di primi e secondi piatti del luogo.

Tra gli altri prodotti locali troviamo la focaccia di Castelmezzano , detta “Pizzatl”, e il  “sauze’z” , un saporito salame preparato nelle due versioni dolce o piccante.

Tra le portate di carne, troviamo “u cuttiridd“, un piatto a base di carne di pecora cotta in umido con contorno di verze e patate.

Tra i dolci, da gustare i dolcetti al miele originariamente preparati per festeggiare in occasione di matrimoni e delle festività pasquali e natalizie.

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