Emanuela Orlandi

Emanuela Orlandi

La ricostruzione di Sabrina Minardi e l’identificazione di “Mario”

Grazie all’ultima ricostruzione fatta da Sabrina Minardi, la Procura di Roma è venuta a conoscenza dei contatti avuti dalla Minardi con Emanuela Orlandi nel periodo in cui la ragazza era tenuta prigioniera dalla banda di Enrico Pedis e ha avuto la conferma che Emanuela venne uccisa pochi mesi dopo il rapimento.
Grazie ad una registrazione della telefonata ricevuta dalla famiglia Orlandi il 28 giugno del 1983, pochi giorni dopo la denuncia della scomparsa di Emanuela, la Minardi ha anche identificato “Mario”, l’autore della telefonata che disse di aver visto la ragazza dopo la scomparsa.
Nelle ultime ore le indagini relative al caso Orlandi hanno fatto ulteriori progressi.

L’incontro tra Monsignor Marcinkus e Emanuela Orlandi nella villetta di Torvajanica

Durante il primo interrogatorio Sabrina Minardi rivelò che fu monsignor Marcinkus, l’ex presidente dello Ior morto a 84 anni il 20 febbraio del 2006, ad ordinare all’ex boss della banda della Magliana Renatino De Pedis di rapire Emanuela Orlandi.
L’ultima ricostruzione della Minardi fatta al procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e al pm Simona Maisto ha aggiunto importanti particolari riguardanti la visita fatta da monsignor Marcinkus alla ragazza mentre era reclusa in una villetta situata a Torvajanica, sul litorale romano.
La Minardi ha riferito di aver sentito durante quell’incontro Emanuela urlare; il suo tentativo di intervenire venne bloccato da De Pedis.

Gli spostamenti della banda della Magliana e l’uccisione di Emanuela

In seguito, dopo circa due settimane, la Orlandi venne portata in un appartamento in via Pignatelli, sulla circonvallazione Gianicolense, per essere poi portata qualche mese dopo al benzinaio del Vaticano dove venne consegnata ad un sacerdote.
Ulteriori avanzamenti nell’inchiesta sono quelli fatti in relazione all’identità delle persone che contattarono telefonicamente la famiglia Orlandi durante il periodo del sequestro.

Imposimato: Emanuela Orlandi era viva almeno fino al 1997

L’ex giudice Ferdinando Imposimato, legale della famiglia Orlandi, ha dal canto suo diretto l’attenzione sulla inattendibilità della versione della Minardi in quanto la testimone è cocainomane.
Imposimato ha rivelato al settimanale “Oggi” di avere le prove che Emanuela, appena rapita, venne trasferita in Germania e poi in Francia; almeno fino al 1997, era viva. La sua tesi si poggerebbe su varie fonti: il fratello di Ali Agca e prove documentali e testimoniali che per ora, ha detto Imposimato, devono rimanere coperte.

L’identificazione dell’uomo che telefonò a “Chi l’ha visto?”

Intanto la Procura di Roma ha identificato anche l’uomo che, nel luglio 2005 telefonò alla trasmissione “Chi l’ha visto?”. Anche l’autore di questa telefonata, come Mario, pur non avendo fatto parte della banda della Magliana, sarebbe stato una persona molto vicina ad essa, e in particolare proprio a Renato De Pedis.
L’uomo rivelò in diretta che gli elementi per concludere le indagini dovevano essere cercati nella chiesa di Sant’Apollinare.
All’interno della chiesa venne trovato il corpo senza vita del boss della banda della Magliana, Renato De Pedis.

Capaldo: tra i due uomini c’è un vincolo come tra padre e figlio

Il procuratore Capaldo è giunto alla conclusione che tra i due autori delle telefonate ci sia ‘un vincolo particolare’, ‘quasi come padre a figlio’, la natura del quale verrà chiarita dopo l’interrogatorio a cui i due uomini saranno sottoposti nei prossimi giorni.

Approfondimenti