Emanuela Orlandi

Emanuela Orlandi

22 giugno 1983: la scomparsa di Emanuela Orlandi. Il caso di Emanuela Orlandi: dopo oltre 26 anni le indagini giungono ad una svolta

Era il 22 giugno 1983 quando venne denunciata la scomparsa di Emanuela Orlandi, figlia quindicenne di un commesso della Prefettura della Casa Pontificia.

Sabrina Minardi identifica l’uomo che telefonò alla famiglia Orlandi dopo la scomparsa della ragazza

La svolta attesa per tanti anni nelle indagini sulla vicenda è giunta solo ora: Sabrina Minardi, ex compagna di Enrico De Pedis,ha identificato l’uomo autore della telefonata ricevuta dalla famiglia Orlandi sei giorni dopo la scomparsa di Emanuela, il 22 giugno 1983.

Di fronte al magistrato la donna ha ricostruito in modo più dettagliato la serie di vicende che aveva già rivelato nel giugno dell’anno scorso.
Come era stato messo a verbale in quell’occasione, in uno dei due sacchi gettati nella betoniera di un cantiere a Torvaianica ci sarebbe stato anche il corpo di Emanuela.

Sabrina Minardi: Emanuela è stata uccisa

La Minardi ha ripetuto ai magistrati che Emanuela venne uccisa alcuni mesi dopo il rapimento; quando Sabrina Minardi accompagnò al cantiere De Pedis, fu quest’ultimo a rivelarle che il corpo della ragazza era stato gettato nella betoniera.

Il riconoscimento dell’uomo che si presentò come “Mario”

L’uomo che era con De Pedis sarebbe stato riconosciuto dalla Minardi ascoltando presso la Procura di Roma la registrazione della telefonata.
L’uomo, che durante la telefonata aveva detto di chiamarsi Mario, sarebbe un pregiudicato affiliato alla ‘Banda della Magliana’, che operava agli ordini di Enrico De Pedis. “Mario” sarebbe ancora vivo ed a piede libero.
La Procura di Roma spera di poter incriminare nei prossimi giorni l’uomo per il reato di omicidio pluriaggravato e sequestro di persona a scopo di estorsione.

Approfondimenti