Mondiali Sudafrica 2010


Risultato tra Brasile e Cile 3-0

Formazioni in campo Brasile-Cile

BRASILE (4-2-3-1): Julio Cesar; Maicon, Lucio, Juan, Bastos; Gilberto Silva, Ramires; Dani Alves, Kakà (80’ Kleberson), Robinho (84’ Gilberto Melo); Luis Fabiano (75’ Nilmar). All: Dunga

CILE (3-3-1-3): Bravo; Fuentes, Contreras (46’ Tello), Jara; Isla (61’ Millar), Carmona, Vidal; Mark Gonzalez (46’ Valdivia); Sanchez, Suazo, Beausejour. All: Bielsa

Tabellino Brasile-Cile

MARCATORI: 34’ Juan, 37’ Luis Fabiano, 59’ Robinho

ARBITRO: Howard Webb (Inghilterra)

AMMONITI: Kakà (B), Vidal (C), Fuentes (C), Ramirez (B), Millar (C)

Cronaca Brasile – Cile Ottavi Mondiali 2010

Dopo Germania e Argentina, anche i “Pentacampeao” del Brasile accedono con una certa facilità ai quarti di finale: per i verdeoro ci sarà ora una sfida da brividi contro la temibile Olanda (così come avvenne nel 1994: in quel caso la spuntarono proprio i sudamericani per 3-2), anche se bisognerà stare molto attenti a non commettere quegli impercettibili errori che vi sono stati contro il Cile in questo match. La Roja torna a casa dopo un buon Mondiale, salutata da molti come la squadra che ha espresso il miglior calcio in assoluto e forse paga proprio questa sfrontatezza, visto che l’incontro col Brasile è stato a viso aperto, senza alcuna strenua difesa come poteva più semplicemente scegliere una nazionale di rango inferiore. Dunga si è affidato al suo classico 4-2-3-1 molto europeo, proponendo Ramires e Gilberto Silva al posto di Elano e Felipe Melo; Bielsa non si copre e presenta il suo Cile con uno spregiudicato 4-3-3 che all’occorrenza diventa anche 3-4-3 con Suazo al centro dell’attacco, supportato da Sanchez e Beausejour. Il calcio cileno è brioso e interessante, fatto tutto di tocchi di prima e passaggi rasoterra, il Brasile non sta certo a guardare, ma non convince e non sfonda. I primi 26 minuti sono comunque molto noiosi e privi di vere emozioni, poi succede qualche cosa: al 27’ c’è un fallo da rigore su Lucio, ma Webb preferisce non sbilanciarsi, poi in tre soli minuti, dal 34’ al 37’ i brasiliani mostrano tutto il loro cinismo. Prima, è addirittura Juan, un difensore, a staccare perfettamente di testa su corner e a realizzare l’1-0, senza grossi sforzi tutto sommato; poi, Kakà serve Luis Fabiano in area, “O Fabuloso” scarta con un dribbling Bravo e insacca a porta vuota. Un 2-0 senza troppi fronzoli e quasi senza che nessuno se ne accorgesse: è un finale di primo tempo incredibile.

Nella ripresa il Cile continua ad attaccare a testa bassa, ma senza fortuna, anzi gli spazi per i carioca si aprono ancora di più: è così che al 59’ Ramires porta avanti per parecchi metri il pallone, serve al limite dell’area Robinho che di prima e con un bel tiro a effetto porta il risultato sul 3-0. La pratica è dunque completata in un’ora appena e con grande cinismo. Sarà anche il punteggio definitivo, anche se il Cile meriterebbe almeno una rete per quanto fatto vedere e l’impegno costante di tutti i giocatori. Anche nel 1998 il Brasile aveva schiantato nettamente il Cile negli ottavi di finale: in quella occasione arrivò poi la finale persa malamente con la Francia, Dunga e i suoi sperano di andare oltre e intanto si preparano per il match attesissimo con l’Olanda, due modi di giocare a confronto, due pretendenti al titolo che dovranno necessariamente eliminarsi a vicenda.

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