Bodybuilding, la corretta esecuzione degli esercizi


In palestra pochi curano la corretta esecuzione degli esercizi, erroneamente convinti che i movimenti siano naturali, in realtà per imparare bene potrebbero volerci alcune settimane. Gli esercizi che rendono di più sono i multi articolari, che coinvolgono più gruppi muscolari contemporaneamente.

Una delle soddisfazioni del praticare il bodybuilding è quella di vedere come, settimana dopo settimana, i kg sollevati aumentano. Purtroppo però, quando si arriva alla fase di stallo (inevitabile) molti iniziano a trascurare la tecnica, pur di aumentare i kg sollevati.

Si vede gente fare alzate laterali con manubri da 20 kg, aiutandosi con slanci delle gambe e ciò nonostante non riuscendo a sollevarli che per la metà dell’escursione richiesta dall’esercizio. Queste persone dovrebbero utilizzare manubri da 8 kg al massimo. Otterrebbero risultati senza rischio di infortuni, così invece non ottengono nulla e rischiano di farsi male, salvo la soddisfazione di dire che fanno alzate laterali da 20 kg.

Altri si fanno aiutare da un compagno di allenamento fin dalla prima ripetizione, di fatto eseguendo l’esercizio con un peso reale inferiore a quello “nominale”, quando il compagno dovrebbe al massimo aiutare nelle ultime due ripetizioni, e solo per consentire una perfetta esecuzione dell’allenamento.

La corretta esecuzione degli esercizi è fondamentale per non farsi male, e per ottenere risultati dall’allenamento. Pochissimi curano questo aspetto, dando per scontato che i movimenti siano “naturali”. In realtà per imparare la corretta esecuzione di un esercizio possono essere necessarie settimane.

Gli esercizi che rendono di più sono quelli multiarticolari, che coinvolgono le grandi masse muscolari e più gruppi muscolari contemporaneamente: esercizi come squat, stacchi da terra, trazioni alla sbarra, trazioni al pulley, distensioni su panca, crunch e sollevamento delle gambe alla panca inclinata.

Gli esercizi di isolamento invece, dovrebbero essere praticati solo per alcuni muscoli e sempre a scopo di stabilizzare le articolazioni. Non debbono essere praticati con funzioni di potenziamento (per esempio intrarotatori ed extrarotatori, pullover respiratorio, adduttori. Molti frequentatori di palestre dedicano invece intere sessioni di allenamento agli esercizi di isolamento per tricipiti, bicipiti, polpacci, i piccoli muscoli che non cresceranno mai se non supportati da un tronco forte e ben sviluppato e che, se anche aumentassero di volume sarebbero antiestetici.

Per non parlare poi del sovraccarico alle articolazioni che gli esercizi di isolamento comportano, dando origine a sempre più frequenti infiammazioni dei tendini e dei polsi, del gomito, delle spalle e delle ginocchia. E se l’esecuzione non è curata, come spesso accade, il sovraccarico aumenta, e con esso la probabilità di infortunio.

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