Nelle auto le norme EURO (euro2, euro3, euro4…) indicano il livello di sicurezza ed il rispetto dell’ambiente; anche nel mondo della “bicicletta” l’Europa si sta muovendo in tal senso: dal convegno di Milano “In bici da Milano, in Fiera e all’Idroscalo” è emerso che l’utilizzo del “vecchio” (la “paternità ” più acreditata sembra essere quella brevettatta da Karl Drais nel 1818 -Draisine) mezzo di locomozione è triplicato in 10 anni.
Questo dato porta alla necessità  di codificare prove e requisiti per produrre mezzi in grado di garantire sicurezza, stablità  e resistenza, riportate da un’apposita marcatura a garanzia dell’utilizzatore.

Sicurezza in bicicletta


Iniziano a diffondersi le “biciclette europee a norma“, progettate e costruite in base a nuove norme europee Uni che stabiliscono requisiti sulla sicurezza e parametri costruttivi ai quali i primi costruttori si stanno adeguando.
Telai e forcelle dovranno resistere ad una sorta di crash-test, i freni dovranno garantire gli spazi di arresto, dipendenti dal modello (da citta’ e da trekking – da ragazzo – Mountain bike – da corsa) e dalle dimensioni.
Le norme, che saranno adottate dalla comunità  europea andranno a sostituire le attuali normative nazionali, in una materia dove, fino ad oggi ogni paese faceva da sé non essendovi regolamentazione unitaria.
E’ un’occasione importante per il settore in termini di eccellenza e competitività , ed uno strumento per gli utilizzatori guidati all’acquisto di biciclette rispettose degli standard definiti.
Le bici a “norma” sono riconoscibili per la marcatura indelebile della norma europea ed il nome del costruttore o del responsabile della distribuzione.
L’Italia è stata uno dei maggiori sostenitori della definizione delle norme europee. L’Uni, in collaborazione con l’Ancma (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) ha gestito la segreteria del comitato tecnico europeo, facendosi portavoce dei produttori nazionali del settore e oinvolgendo la FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta).
Le norme europee non sono obbligatorie ma sono riconosciute in Europa per interpretare l’obbligo di sicurezza che è stato stabilito dalla direttiva europea sulla ”Sicurezza generale dei prodotti”. La direttiva stabilisce appunto il principio generale di sicurezza e definisce le norme di base che danno la presunzione di conformità . Le norme sono:

-UNI EN 14764 “Biciclette da citta’ e da trekking

-UNI EN 14765 “Biciclette da ragazzo

-UNI EN 14766 “Mountain bike

-UNI EN 14781 “Biciclette da corsa

Le norme forniscono anche i metodi di prova per testare i vari modelli: da citta’, da trekking, da bambino e ragazzo, mountain bike e biciclette da corsa.

-FRENATA:
Una bicicletta da corsa che viaggia alla velocita’ di 25 km/h su terreno asciutto, deve arrestarsi entro i 6 metri, mentre sul bagnato, a una velocità  di 16 km/h, lo spazio di frenata dovra’ essere massimo di 5 metri.

-INTEGRITA’ DI TELAI E FORCELLE: Sono state stabilite prove di resistenza di tipo statico, cioè mediante l’applicazione di un peso su una certa parte del telaio/forcella per osservare la flessione generata; di tipo dinamico, cioe’ mediante l’osservazione degli effetti causati dalla caduta di un peso da una altezza stabilita.

In tema di sicurezza sulle due ruote, le norme UNI disciplinano i requisiti tecnici anche di accessori quali seggiolini porta bambini e caschi, oggi largamente diffusi ed utilizzati dai cicloamatori.

– CASCHI PROTETTIVI:
I ”caschi sicuri”, per la pratica del ciclismo sono conformi alla norma tecnica europea UNI EN 1078, che si sono marcati con EN 1078, oltre che con la sigla CE e devono riportare il nome o il marchio del fabbricante, anno e trimestre di fabbricazione.

– SEGGIOLINI PER BAMBINI:
Per pedalare sicuri anche in compagnia dei più piccoli (bambini di età  approssimativa dai 9 mesi ai 5 anni) e’ necessario munirsi di un seggiolino che abbia i requisiti, contenuti nella norma UNI EN 14344:2005.

Penso che questi passi siano importantissimi al fine di incrementare la sicurezza anche sulle biciclette, tu cosa ne pensi?

by Danilo A.

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