Api e pipistrelli: indispensabili


Api e pipistrelli: epidemia sconosciuta

Pochi sanno che api e i pipistrelli sono animali fondamentali per l’intero ecosistema.
Essi rappresentano i due “animali polari” per eccellenza: le api le forze solari, i pipistrelli quelle lunari!

I pipistrelli sono mammiferi e le api insetti, ma hanno sempre avuto qualcosa in comune, entrambi volano, entrambi sono indispensabili per l’agricoltura, gli uni perché combattono gli insetti nocivi (il pipistrello ogni giorno mangia insetti per la metà del suo peso), le altre perché necessarie ad impollinare le culture.

Ora hanno in comune qualcosa di negativo: una malattia sconosciuta che li sta decimando portandoli sull’orlo dell’estinzione. La moria dei pipistrelli è stata notata nei nordici e nevosi stati del Vermont e Massachusetts, nelle cui caverne o vecchie miniere i pipistrelli vanno in letargo. I biologi hanno tentato un censimento in quattro grotte e miniere dello Stato di New York, e calcolando che il 90% degli animaletti che vi avevano svernato sono morti.

Lo scorso inverno li si vedeva uscire in pieno giorno dalle caverne, – i pipistrelli sani volano solo di notte e d’inverno dormono – e morire sbattendo le ali nella neve. I piccoli corpi apparivano anormalmente emaciati; spesso colpiti da un fungo e con la polmonite, ma gli scienziati ritengono che queste siano affezioni secondarie.
La malattia che li uccide – chiamata Sindrome del Naso Bianco – ha causa sconosciuta: virus o batterio, intossicazione da inquinamento o disordine metabolico; dieci laboratori americani stanno studiando tutte le ipotesi, senza esito.

Il tasso di mortalità è spaventoso: in una sola caverna presso Albany, dove erano stati contati 15.584 pipistrelli nel 2005, se ne sono trovati 6.735 nel 2007 e appena 1.500 quest’inverno.
Alcuni studiosi sospettano che un pesticida introdotto di recente per stroncare il West Nile virus (il virus del Nilo) possa essere la causa della strage, sia per intossicazione diretta sia per cause indirette, riducendo la popolazione di insetti di cui i mammiferi volanti si nutrono.
Altri gruppi stanno monitorando il comportamento degli insettivori durante il letargo nella caverne con telecamere ad infrarossi, per vedere quante volte si svegliano durante l’ibernazione, e misurare la temperatura corporea del branco.

Il professor Thomas Kunz, biologo della Boston University, ha studiato i resti dei pipistrelli uccisi dal misterioso male ed ha notato che sono anormalmente magri, mancanti del grasso – specie del cosiddetto «grasso bruno», un accumulo che si trova tra le scapole, che fornisce l’energia per il primo volo agli animali che escono dal letargo. Le femmine deperite, non raggiungono l’ovulazione e quindi, anche se sopravvivono, non partoriscono (nelle razze studiate, ogni femmina genera solo un figlio l’anno, il che rende più vicina la prospettiva di estinzione).

Per contro, ben poche ricerche sono state avviate e finanziate sulla strana malattia che sta facendo strage di api, dichiarano gli apicoltori americani. Questi allevatori scambiandosi le informazioni, hanno scoperto che il 37% delle 230.500 colonie che allevano è scomparso; l’anno precedente la perdita era stata del 30%. Pochi vedono le api morire. Apparentemente, la malattia induce un comportamento anomalo e distruttivo: le api operaie se ne volano via, abbandonando nell’alveare la regina con le larve nei favi, e non si trovano più.
«Se morissero le mucche la gente scenderebbe in piazza a chiedere finanziamenti per lo studio del male», dice Jerry Hayes, l’entomologo del Dipartimento dell’Agricoltura della Florida: «La gente crede che il cibo gli venga dalle industrie. Ma le api impollinano un terzo delle colture degli USA, che danno raccolti per 15 miliardi di dollari».

Gli apicoltori hanno portato un terzo di tutte le api americane (le superstiti) in California per salvare il raccolto di mandorle. La stessa operazione è stata fatta in Florida per impollinare migliaia di ettari di aranceti, frutteti vari e chiodi di garofano. E’ incerto se potranno farlo l’anno prossimo. Lo stesso vale per i pipistrelli.

«La presenza dei pipistrelli nel Texas consente ai coltivatori di cotone di salvare da un sesto a un ottavo del raccolto, perché divorano gli insetti nocivi», dice la dottoressa Elizabeth Buckles, specialista in mammiferi della Cornell University: «La morìa in corso – mezzo milione di insettivori scomparsi nel solo Vermont – avrà di sicuro effetti economici. Li constateremo la prossima stagione, come sovrabbondanza di insetti infestanti».

Tutti sospettano che qualche intervento umano da agricoltura industriale, introdotto per aumentare la produzione, abbia sconvolto delicati e sconosciuti equilibri naturali fra il mondo animale e vegetale, forse i pesticidi chimici, forse le sementi geneticamente modificate, e la scienza non sembra in grado di stabilire né la causa né i rimedi.
E le strane allarmanti pestilenze che stanno riducendo all’estinzione api e pipistrelli coincidono con il rincaro storico dei grani e dei prodotti agricoli in genere (più 20% in media), esso stesso causato dalla speculazione nel «nuovo ordine globale». Il risultato può essere la carestia globale. Una punizione che ci saremo meritata.

Se l’ape scomparisse dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbe che quattro anni di vita”
Albert Einstein

Api e pipistrelli: indispensabili