Antro del Corchia

Antro del Corchia

60 chilometri di gallerie, oltre 1000 metri di dislivello tra l’imbocco più elevato ed il fondo. Cifre che sintetizzano l’importanza di questa cavità che rappresenta il sistema carsico più esteso d’Italia ed uno dei maggiori d’Europa. Dal 1840 generazioni di speleologi si sono avvicendate in spedizioni che hanno aggiunto ogni anno nuovi saloni, pozzi, camini e gallerie.

Il Monte Corchia è collocato nel settore meridionale delle Alpi Apuane, nel territorio del Comune di Stazzema (Lucca). Dal 2001 nella grotta è presente un percorso attrezzato che, tra andata e ritorno, si snoda per circa due chilometri attraverso una serie di ambienti di elevato interesse morfologico.

L’accesso all’Antro del Corchia (detto anche Buca d’Eolo a causa della violenta corrente d’aria che lo percorre) avviene mediante una galleria artificiale di 170 metri. Appena entrati, si lascia sulla destra una tozza concrezione stalagmitica denominata “Il Gendarme”. La progressione nell’Antro è facilitata da passerelle, ponti, rampe e gradoni in acciaio. Con 37 m di dislivello e ben 212 scalini, si affronta subito una discesa impegnativa lungo la “Galleria Franosa” costituita da un unico impressionante e stretto vano, che supera i 30 m di altezza, larghezza mai superiore ai 4 m, fino a ridursi a 150 cm. La “Galleria Franosa” termina a 843 m, in uno slargo dove hanno origine la “Galleria degli Inglesi” e l’imbocco del “Pozzo Suzanne”.

La “Galleria degli Inglesi” si sviluppa per 245 m di lunghezza ed appartiene ad un reticolo di condotti rettilinei, orizzontali e sovrapposti, è spesso interrotta da piccoli salti, formati talvolta da caos di blocchi precipitati dall’alto. Lungo questa parte del percorso, le pareti della grotta sono ricoperte da scallops (piccole concavità regolari, dette anche a “colpi di sgorbia”), di varie dimensioni, risultato di passati scorrimenti turbolenti delle acque sotterranee. Al termine della “Galleria degli Inglesi”, sulla sinistra, una cascatella precipita da un alto camino incidendo la parete con ampie scanalature. Il percorso attrezzato, raggiunta quota 859 m, evita di proseguire dritto verso la “Risalita dei Romani”. 

Video, Antro del Corchia, 60km di gallerie a Lucca

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Si piega invece a destra per l’ingresso della “Galleria del Venerdì”, attraverso una strettoia. La galleria ha una lunghezza di 261 m ed è interamente d’origine freatica. Ad un terzo del suo sviluppo si può ammirare un’imponente concrezione a colata, che simula la forma di un’aquila, con le ali pronte al volo. Di fianco, un anfratto stalagmitico, ha preso il nome di “Capanna trogloditica”. Dopo circa 75 m, si giunge al “Laghetto del Venerdì”.

Da qui si arriva nella suggestiva “Galleria delle Stalattiti”, non prima di aver attraversato una sorta di vestibolo, ormai quasi del tutto fossile. E’ la “Foresta pietrificata”, con stalattiti e stalagmiti dalle forme rigonfie e dal colore grigio-bruno della terra. L’acqua qui non scorre e le concrezioni sono così dense che quasi ostacolano il cammino. Un grosso masso di crollo, con sopra una stalagmite fa da architrave alla porta d’ingresso per la parte ancora “viva” della “Galleria delle Stalattiti”. Sono ambienti di intensa suggestione, ai quali poche sale sotterranee al mondo si possono paragonare ancora oggi.

Al termine della galleria si prosegue per un breve tratto discendente, attraversato da un torrentello in cascata, con massi di crollo che restringono il cammino. Poi il percorso ritorna piano ed agevole per tornare al punto di chiusura dell’anello finale. Sulla sinistra la possibilità di rivedere l’eden delle “Stalattiti”, prima di prendere la via d’uscita.

Descrivere quanto si presenta agli occhi in luoghi come questo è impossibile, per la ricchezza cromatica e la varietà di forme che qui si sono originate, e per la sensazione che pervade il visitatore nell’ammirare bellezze della natura creatisi nel corso dei secoli.

Le visite, della durata di circa due ore, hanno orari differenziati nel corso dell’anno; si raccomanda pertanto la prenotazione. Data la temperatura (+7,6° C.) e le caratteristiche del percorso (dislivello complessivo a/r di 356 metri) si consigliano un maglione e robuste calzature con suola di gomma.

Foto Antro del Corchia



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