In rete c’è chi odia San Valentino. Da qualche anno è grande successo per i siti «anti-14 febbraio». Non sono contrario alla festa in se, ma alla commercializzazione che se ne fa, e all’ipocrisia che buona parte delle persone in queste occasioni riesce a sfoderare (festa della donna, della mamma, del papà….). Che gusto c’è ad uscire a cena il 14 febbraio quando lo fanno tutti? Molto meglio un’improvvisata in una giornata normalissima, un’invito, un’idea per la serata, un fiore…..

Le persone che amiamo e a cui vogliamo bene dovrebbero essere nel nostro cuore e nella nostra testa tutti i giorni dell’anno e qualsiasi giorno è buono per dimostrarlo, senza che lo dicano i fioristi che per le occasioni triplicano i prezzi.

Comunque, ritornando alla più prossima di queste feste, per chi non sopporta più la melassa che invade il mondo nel giorno dell’amore, dei cuoricini e paroline d’amore (spesso false), regali costosi e sciocchezze inutili, sono stati creati siti «anti-S.Valentino» e vanno forte, specie negli Stati Uniti dove, molto più che in Italia, S.Valentino è una festa molto commerciale ed è tradizione spedire milioni di lettere con figure amorose al proprio/a amato/a o a colui/colei che abbiamo messo nell’obiettivo delle nostre lenti rosa.

«Il giorno di S.Valentino è un po’ come l’herpes: quando pensi che se n’è andato, ecco che torna peggio di prima», dicono le prime parole che s’incontrano sul sito «Be my anti-Valentine».
Sito che invita a spedire (virtuali) lettere contro-S.Valentino piuttosto crude, anche se ironiche come da tradizione dell’amara britannica.
Ma non solo chi non apprezza la melassa che cola dal calendario il 14 febbraio può essere attratto dal fare il bastian contrario a San Valentino, ma anche chi è single e non vede l’ombra (volente o dolente) di cambiamento del suo status, può essere interessato a dichiararsi un anti-valentino.

Un altro sito propone anti-dolcetti tipici, i «bittersweets», che potrebbero essere tradotti come «dolcetti amari», da regalare a chi non si ama, o non si ama più. Anche se non si capisce il motivo per il quale, in questo caso, si dovrebbe regalare qualcosa. Ma gli americani che contestano il «business» di San Valentino, sono riusciti a inventarsi anche un discreto giro d’affari di anti-San Valentino. Come dire: tutto fa dollaro.

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