Gent.ma Sig.ra Mirigliani, innanzitutto la ringrazio per aver accettato la nostra intervista, è dal 2006 che nel blog sdamy appassionati sul concorso di Miss Italia si scambiano pareri ed opinioni ed è un vero onore avere un contatto diretto con lei! Andiamo subito alle domande.

Sig. ra Mirigliani, le dure critiche “illustri” delle scorse settimane hanno definito Miss Italia una manifestazione “superata”, che svilisce il ruolo della donna. Lei ha fatto molti passi in direzione opposta, dall’introduzione della taglia 44 fino alla soppressione delle sfilate in bikini. Certe accuse le hanno fatto ancora più male per questo?

Il dibattito degli ultimi mesi ha centrato il problema sul fatto che ciò che doveva cambiare era il format televisivo, non Miss Italia. Ci sono stati moltissimi interventi in questo senso. La Rai ha preferito non affrontarlo, lasciando via libera a critiche snob e ingiuste, una sorta di “fucilazione” senza processo ad un concorso che in 74 anni ha regalato sogni e non scandali. In ogni modo, non sarà l’abolizione di Miss Italia a rassicurarci sul fatto che “d’ora in avanti le donne saranno onorate nelle loro capacità e valutate per i loro talenti”. Tutto si può dire e ognuno può prendere le decisioni che ritiene giuste (specie se lo fa nei tempi e nei modi richiesti dalla situazione), ma non che Miss Italia sia superata e che non mandarla in onda sia una scelta di civiltà.


Senza entrare nel merito della querelle con la Rai, l’emittente di stato starebbe pensando ad una nuova formula per il concorso, sul modello di un reality show, o meglio di un talent, che affianchi ai criteri di bellezza anche quelli sul linguaggio delle ragazze. Secondo Lei è questa la strada giusta oppure bisognerebbe valorizzare sempre l’elemento estetico, puntando magari alla collaborazione con stilisti emergenti?

Non posso entrare nel merito di ciò che la Rai può progettare per parlare del mondo femminile. Mi viene da dire che poteva farlo benissimo con Miss Italia, modificando il format, ricorrendo a reality show o altri accorgimenti di spettacolo. Non ho mai sostenuto che l’unico elemento di valutazione per valutare le ragazze sia quello estetico. Abbiamo dedicato intere puntate di Raiuno alla moda, al talk show delle ragazze e alle loro esibizioni. Siamo stati sempre pronti a rinnovarci, come del resto abbiamo fatto anche quest’anno nelle regioni.


Perché secondo Lei il concorso è ancora vivo e moderno nonostante i tanti anni sulle spalle? Perché storico non significa superato? C’è forse un segreto o è una magia che, come tutte le magie, non è spiegabile? Le miss di oggi sono più sognatrici o ambiziose?

Il concorso è vivo perché rappresenta una parte essenziale della storia del nostro costume, della nostra storia tout court, ha un passato che non lo appesantisce, ma anzi lo rende lieve. Miss Italia è un a magia ma, in concreto, è la manifestazione delle donne italiane e delle loro famiglie. Per questo è vitale. Può essere criticato – la stragrande maggioranza degli italiani però lo ama – ma è un fenomeno con il quale bisogna sempre fare i conti. Subisce critiche per ciò che si vede in tv, ma è ben superiore il numero degli opinionisti che lo apprezzano.


Un post sul sito ufficiale mette in evidenza come, durante le selezioni o le finali regionali, sul palco si sono avvicendati artisti del posto. Il compianto Edmondo Berselli disse “Miss Italia siamo noi: Bellezza, intelligenza, cultura, competenza, professionalità sono tutti ingredienti del film nuovo che stiamo vivendo”. Pensa che il coinvolgimento di scrittori o personaggi della cultura in giuria potrebbe servire in luogo di attori o sportivi?

Forse il problema non è qui. Arricchire l’evento televisivo con la presenza di un personaggio della cultura va bene, ma è l’intero impianto della trasmissione che deve funzionare. Raiuno, in 25 anni, ha fatto grandi edizioni e splendide serate. Negli ultimi tempi avrebbe dovuto cambiare e invece vi ha rinunciato.


A proposito di selezioni. Quelle più avvincenti sono quelle che si svolgono nelle piazze dei paesi, ma come mai molto spesso nessuna ragazza del posto vince o addirittura è in concorso? E poi non crede che si potrebbe modificare il regolamento che permette a una miss di vincere il titolo in una regione diversa dalla propria?

Se nessuna ragazza del posto vince va a merito della serietà del concorso. Far partecipare una ragazza alle selezioni, non solo nella sua regione, ma anche in un’altra è segno di libertà, nostra e delle ragazze.


Parliamo di location. È vero che il sindaco di Jesolo ha subordinato il contratto alla certezza della diretta televisiva? Che ne pensa della possibilità di cambiare sede ogni anno, come per le grandi finali delle manifestazioni sportive?

No, è vero il contrario. Per il sindaco di Jesolo, almeno quest’anno, è indifferente se le finali vengono trasmesse o no in televisione. Cambiare ogni anno sede può essere suggestivo, ma non è facile. Meglio fermarsi almeno due anni, o più, nella stessa città. Dà sicurezza a tutti.


Sappiamo che vuole mantenere il riserbo sulla trattativa con La 7, ma ci può dire come sono nati i contatti con il presidente Cairo? Se tutto andrà per il meglio, ha già qualche idea riguardo a chi affidare la conduzione? Potrebbe esserci una donna?

Nella maniera più semplice: ci siamo contattati direttamente. Le decisioni sulla conduzione e sul resto sono in corso


Sempre in una recente intervista ha dichiarato che quest’anno Miss Italia avrà uno stretto rapporto con il web. Effettivamente il web è diventato un efficace mezzo di comunicazione sempre più in espansione, non pensa che debbano essere potenziati i canali d’informazione su Miss Italia?

Miss Italia si è aperta al web già da diversi anni, consapevole dell’importanza rivestita dai nuovi mezzi di comunicazione. Durante la passata edizione siamo entrati nella top ten stilata da Blogmeter dei brand italiani più “coinvolgenti” su Facebook per numero di like, commenti, condivisioni e post spontanei, segno della nostra continua volontà di essere vicini al mondo dei giovani, nostro principale target di riferimento. Ogni anno ci impegniamo a potenziare i nostri canali digitali e per l’edizione 2013 abbiamo previsto la possibilità di votare anche sul web le miss in gara.


Sdamy è un blog interdisciplinare nato nel 2006 che ha una sezione dedicata e a favore di Miss Italia e negli ultimi anni è cresciuto tantissimo. Spesso le miss intervengono sul nostro blog sia per confrontarsi con un pubblico di utenti appassionati, sia per dare consigli ad altre ragazze che intendono partecipare al concorso. Cosa ne pensa di questo spazio?

Siamo felici di questa sezione dedicata al Concorso su Sdamy, sinonimo di interesse verso Miss Italia e verso tutte le ragazze che ne fanno parte. Ritengo che ogni canale sul web che offra alle ragazze la possibilità di interagire e mettere a confronto la propria esperienza sia importante.

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