Al via Anno Zero con l’Alitalia
Al via Anno Zero con l’Alitalia


Ieri sera, nonostante una cutanea idiosincrasia nei confronti di Michele Santoro, mi sono imposto di vedere “Anno Zero”, perché era la prima puntata, perché si parlava di Alitalia e per la curiosità di vedere Margherita Granbassi in veste di collaboratrice. Premetto che non ho nulla di “concreto” contro Santoro se non il fatto che in certe situazioni, in certe puntate, i suoi atteggiamenti e comportamenti nei confronti dei partecipanti (in studio e non) alla trasmissione mi irritano.

 

Devo dire che la puntata di ieri sera a mio parere è servita per fare una sorta di riassunto del “caso” Alitalia, dopo giorni e giorni di bombardamento mediatico volto spesso a creare clamore e fare audience, più che ad informare nel vero senso del termine. Piloti e assistenti di volo, assieme ai sindacati, sono stati criticati sin dal primo giorno per i loro “no” alle proposte ricevute fino all’ultima versione che sembra sarà quella accettata pur se non condivisa da tutti. E’ facile criticare chi sembra rifiutare di poter continuare a lavorare, “solo” perché gli si chiede una riduzione di salario (o aumento di produttività che in sostanza è la stessa cosa), oppure soprattutto la perdita dei tanto nominati “privilegi”. E’ altrettanto impossibile entrare veramente nel merito della questione, sarebbe necessario essere a conoscenza dei contratti dei lavoratori, delle loro condizioni di lavoro, e delle proposte che sono state loro fatte fino ad ora.

 

Il pilota presente in studio ieri sera ha affermato di avere sostenuto una spesa di circa 140 milioni delle vecchie lire per arrivare ad ottenere il brevetto, probabilmente a questo nessuno pensa quando critica la categoria per i loro stipendi, come nessuno pensa, e sa, che ogni 6 mesi i piloti sono sottoposti ad una sorta di esame (credo non succeda a nessun’altra categoria di lavoratori). Ho sentito parlare di 600 ore di lavoro annue, contro le 1600 di un operaio….ma per un pilota, assistente, hostess, volare 2 ore può significare essere impegnati 8. Se per coprire il volo Roma-Milano (1 ora) è necessario sostare a Milano 6 ore prima del volo di rientro, ecco che se ne sono andate 8 ore, di cui 6 improduttive se vogliamo, ma non ci può certo chiedere a queste persone che tra un volo e l’altro vadano a fare i baristi in aereoporto…questo semmai è un problema di ottimizzazione delle risorse.

 

Se poi è vero che nella proposta di contratto si prevede che l’anzianità venga totalmente azzerata, che in un mese si avrebbe la certezza di un solo giorno libero, che si potrebbe essere trasferiti in 5 basi diverse con un preavviso di soli 20 giorni… beh non so quanti di noi sarebbero felici di lavorare in quelle condizioni. E’ vero che quando c’è la necessità si accetta qualsiasi cosa, che per fame si va anche a rubare, ma così si torna indietro di decenni dal punto di vista dei diritti dei lavoratori. A mio parere andrebbe loro quantomeno garantito che certe condizioni sarebbero solo temporanee, stabilendo delle “fasi” contrattuali che riportino le condizioni allo stesso livello dei colleghi europei.

 

L’ovvietà però è sempre la stessa quando si parla di “scandali” italiani, ovvero perché se da anni l’Alitalia presenta un bilancio in rosso che si è gonfiato costantemente, dobbiamo aspettare di arrivare all’insolvenza della società, al fallimento, al tracollo prima di intervenire, più o meno seriamente per cercare di riparare?

Perché si concede ad amministratori delegati di andarsi a riempire le tasche d’oro senza portare nessun beneficio, anzi provocando disastri economici che vanno, come sempre a pesare sui contribuenti, ed hanno pure diritto all’impunità?

 

Ora ciò che si teme maggiormente, oltre alle condizioni di lavoro per i dipendenti, è che quella di CAI sia una grossa speculazione economica, compiuta da qualcuno che di trasporto aereo non sa nulla, in attesa dell’auspicata partecipazione di un grosso vettore internazionale, e se nessuno si farà avanti o non si trovasse l’auspicato accordo? Probabilmente gli imprenditori costituenti la cordata riusciranno a fare i loro interessi economici, oltre ad avere ottenuto, come sembra molto probabile, promesse, vantaggi e benefici, per avervi partecipato, e poi molleranno l’osso quando non ci sarà più nulla da rosicchiare.

Intervento di Marco Travaglio su CAI e Airfrance


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