Dall’Ansa una notizia sconvolgente: abusi e sfruttamento sessuale a danni di minori, si parla anche di bambini di 6 anni (!) perpetrati da operatori umanitari ed appartenenti a forze Onu di peacekeeping.

I casi continuano a verificarsi nei paesi in emergenza o vi siano stati conflitti recenti e sono sottostimati e poco o nulla documentati a causa della paura delle vittime ad esporre la situazione.

Secondo Valerio Neri, direttore di Save the Children si tratta di una piccola minoranza di operatori, ne siamo certi, che però infanga il lavoro di tanti colleghi e di quanti si danno da fare a lavorare in territori stranieri, in ambienti difficili ed a volte ostili per portare umanità  e serenità  ai più indifesi di questo mondo.
E’ indispensabile fare in modo che questi bambini non debbano continuare a soffrire in silenzio, vanno incoraggiati ed aiutati a denunciare i soprusi subiti.

La paura di raccontare quanto accade è molto forte, un ragazzo del Sudan afferma che le vittime non parlano per il timore di vendette, di marginazione dalle loro famiglie o comunità  e addirittura di punizioni; sappiamo che in molte civiltà  il primo colpevole è considerato chi subisce.
Questo non può non far pensare che per ogni abuso dichiarato ve ne siano altri che rimangono nascosti.

Le vittime sembrano essere per lo più orfani, separati dai genitori, o le cui famiglie dipendono dagli aiuti umanitari, in maggiornaza bambine, l’età  media si attesta attorno ai 14-15 anni, anche se, come detto prima si parla di abusi anche a bambini di addirittura 6 anni.
Gli abusi più frequenti sono verbali (testimoniati dal 65% degli intervistati), commenti, volgarità  e frasi dal contenuto sessuale, seguiti dal sesso coatto (55%) in cambio di cibo, soldi, sapone.
Al 55% anche i casi di molestie sessuali ed infine benchè meno frequente ma con l’alta percentuale del 30% la violenza vera e propria da parte di singoli e anche gruppi.

Ad abusare sono appartenenti a qualsiasi organizzazione, persone di qualsiasi livello e grado, ma il personale delle missioni di pace è quello numericamente più coinvolto, come confermato anche dalle Nazioni Unite: sul totale delle denunce di sesso con minori a carico di operatori Onu nel 2005, 60 su 67 riguardano le truppe del Dipartimento Onu delle Operazioni di Peacekeeping (Dpko).

Agenzie ed organizzazioni, nessuna esclusa devono avere la consapevolezza di poter essere interessate al problema, vanno messe in campo importanti misure per prevenire e contrastare. L’Onu e le agenzie umanitarie dice ancora Neri, hanno preso importanti impegni di principio ma non ancora tradotti in fatti concreti.

Tre le raccomandazioni: realizzazione di un efficace meccanismo di denuncia su base locale; istituzione di una figura di controllo, a livello globale; incremento degli investimenti destinati a risolvere alle radici il problema.

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