casa clima


Edifici costruiti studiando accuratamente il microclima in cui vengono realizzati, senza climatizzatori e con circolazione naturale d’aria per il raffrescamento, che sfruttano la luce naturale per l’illuminazione degli interni e che producono tanta energia quanta ne consumano.

Così dovranno essere gli edifici costruiti nei prossimi anni per raggiungere gli obiettivi di efficienza energetica, utilizzo delle energie rinnovabili e riduzione delle emissioni di gas serra. E’ il messaggio lanciato al convegno di Green Building (Solarexpo) tenutosi a Verona nei giorni scorsi.

“L’edilizia attuale è un colabrodo dal punto di vista dell’efficienza energetica, è paragonabile ad un giacimento energetico nascosto pari a tutte le risorse italiane di gas naturale” dice Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club, ma la nuova edilizia è sul punto di spiccare un balzo in avanti verso la sostenibilità, guidata anche da nuove illuminate politiche introdotte a livello di Unione Europea e di singoli governi.

Più avanti di tutti la gran Bretagna: dal 2016 tutti i nuovi edifici residenziali (e dal 2019 anche quelli commerciali) dovranno essere ad emissioni zero. Altri paesi si apprestano a seguire l’esempio inglese. L’edilizia è ad un punto di svolta epocale. Occorre ripensare il modo di costruire dice Thomas Herzog, architetto di fama e presidente della Facoltà di Architettura di Monaco. Un caso per spiegare il fermento creativo dell’edilizia futura è Soka Bau: un complesso di proprietà del fondo pensione degli edili tedeschi, con una superficie di 70 mila metri quadrati nel Wisenbaden che consuma circa 80KWh a metro quadro, mentre la media nazionale è quasi il triplo.

Qui Herzog ha messo in pratica i principi della sua nuova architettura flessibile ed integrata il più possibile con l’ambiente. Tante le innovazioni: dal sistema di ventilazione naturale a quello di illuminazione che grazie ad un sistema di specchi sfrutta la luce solare, fino alla sperimentazione di un vetro che diventa schermante all’aumentare della temperatura, mentre lascia passare la luce quando diminuisce.

Nel nostro paese un esempio su tutti è Casa Clima in Alto Adige. All’inizio l’esperienza era vista con sospetto per i maggiori costi di costruzione, ma in seguito le abitazioni che rispondono ai requisiti di Casa Clima, classificate in tre categorie di efficienza, hanno avuto un notevole riscontro e la domanda si è concentrata nelle due classi più efficienti. Oggi nella provincia di Bolzano si costruiscono solo case di classe A e B e le ditte edili ed artigiane hanno sviluppato know how e prodotti che esportano ora in altri paesi.

Federico Butera, professore al Politecnico di Milano dice che abbiamo dieci anni di tempo per ripensare al modello architettonico e puntare all’edificio ad emissioni zero, si tratta di un processo che coinvolge aspetti culturali ed estetici, progettuali e formativi, ma la grande sfida si gioca sull’innovazione tecnologica.

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