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Tinto Brass e le ministre
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«La Gelmini mi intriga: questa sua decisione ferrea, deve essere una persona interessante anche dal punto di vista erotico e sessuale. Potrebbe fare Lady Chatterley, aveva ben qualche motivo di essere insoddisfatta, ecco». Con queste parole Tinto Brass si è espresso nel corso di un’intervista rilasciata ad Apcom, dichiarandosi poi deluso da Mara Carfagna: la ex-soubrette avrebbe infatti represso la sua sensualità e femminilità privilegiando la linea più rigorosa richiesta dalla nuova carriera politica da lei intrapresa: “Oggi è mortificata, indossa dei cappottini, si è tagliata i capelli, fa di tutto per mortificare la sua bellezza“, ha dichiarato il regista, precisando che lui l’avrebbe voluta riprendere “come Claudia Kohl in Così Fan Tutte“.
La donna che attualmente incarna la sua Musa ispiratrice non è però una ministra, ma un ex avvocato calabrese, Caterina Varzi.
Caterina reciterà per il maestro del cinema erotico in diversi lavori: il corto erotico Hotel Courbet, un film che è attualmente in fase di stesura e che verrà girato in primavera, nel quale l’avvocatessa interpreterà una guardiana del faro, e nello spettacolo teatrale Dna, incentrato sulle vicende di un uomo che guarisce dalla follia grazie alla sindrome da cui è affetto, la masturbazione compulsiva.
Intanto Tinto è apparso nel ruolo di se stesso in “Breve storia di un grande amore“, il medio metraggio opera del giovane regista e aiuto-regista di Tinto Brass, Max Zanin.
Il regista veneziano ha voluto rendere un omaggio e un tributo a Tinto Brass, che, come ha dichiarato nel corso di un’intervista, lo ha sempre affascinato per la sua poetica erotica.
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