» vip
-
Roma: scoperto traffico di droga tra vip e personaggi dello spettacolo

La squadra mobile di Roma scopre un esteso traffico di droga che nella capitale coinvolgeva vip e personaggi dello spettacolo
L’operazione ‘Cash & carry’ della squadra mobile di Roma diretta da Vittorio Rizzi ha individuato, con il coordinamento della direzione distrettuale antimafia di Roma, un traffico di droga esteso dal Perù a Roma che riforniva di cocaina una vasta schiera di vip.
Un sistema di distribuzione capillare di cocaina attraverso carte di credito prepagate
La droga, che veniva trasportata dal Sudamerica e dal Perù a Roma tramite corrieri, veniva distribuita nella capitale grazie ad un sistema di organizzazione basato su carte prepagate.
Una speciale carta di credito prepagata veniva infatti attivata dal cliente e poi data al pusher affinchè prelevasse i soldi necessari per avere la cocaina. Il cliente ricaricava la sua carta quando aveva bisogno della droga.
I quartieri romani in cui i pusher operavano
Molti i quartieri romani in cui i pusher si occupavano della distribuzione di cocaina: Montesacro, Pietralata, Primavalle, Tuscolano, zona Cassia, Zona Casilina, Borghesiana Eur.
Il capobanda Domenico Nardo riforniva droga anche ad esponenti della mafia siciliana
Il giro di droga faceva capo a Domenico Nardo, un siciliano con precedenti penali per droga al quale il latitante Matteo Messina Denaro aveva fornito documenti falsi.
In qualità di titolare della World Protection, una società incaricata della sicurezza in occasione di importanti eventi e concerti, Nardo si era occupato anche di concerti come quello di Madonna, Ligabue, Renato Zero e Subsonica.
Le maggiori quantità di cocaina sono state acquistate infatti proprio in occasione di questi concerti e di altre kermesse nella capitale.
Nardo, che era anche in stretti rapporti con gli affiliati di Cosa nostra, organizzava anche il rifornimento di droga anche ad alcuni esponenti mafiosi del trapanese.
Immagine tratta da: http://www.apcom.net
-
La nuova moda dei Vip: l’omicidio virtuale
Tutto è partito dalla Germania. Un politico, Lutz Heilmann, ha vinto, anche se per poche ore, la sua battaglia contro Wikipedia. Heilmann ha cercato in tutti i modi di far cancellare la propria “voce” dalla enciclopedia più famosa del web. La motivazione è da ricercare nella paura da parte del parlamentare tedesco che si potessero scoprire taluni aspetti della sua vita passata che, se conosciuti, lo avrebbero reso inviso al suo elettorato.
Così la corte di Luebeck ha censurato Wikipedia nella sua versione tedesca, in modo che fosse negato l’accesso a tutte le notizie sul politico. Salvo poi ritornare in dietro sui propri passi e permettere, dopo una rivolta popolare, che l’enciclopedia ritornasse on-line.
Possibile che sia così facile per un personaggio noto far sparire
informazioni su di lui?In parte sì. Una cosa simile è successa anche in Argentina con molti vip, tra i quali, ultimo in ordine di tempo ad approfittare della cosa, Diego Armando Maradona. Il neo ct della nazionale sudamericana ha usufruito di una legge presente in Argentina che permette di chiedere la cancellazione del proprio nome dai motori di ricerca. L’ex numero dieci del Napoli ha, così, chiesto per sé e per la sua famiglia l’eliminazione da tutti i motori di ricerca più usati.
Ma per fortuna l’ingegnosità delle persone è più forte di qualsiasi censura, e quindi appena fatta la legge, è stato trovato l’inganno. Per aggirare l’ostacolo, infatti, basta, nel caso di Maradona, cercare le notizie digitando per es. Pibe de oro, oppure scrivendo il nome sbagliato e lasciando al completamento automatico di google il compito di trovare l’informazione richiesta. Già, ma c’è un altro aspetto da non sottovalutare.
I vip che si fanno cancellare da Internet rendono invisibili anche i loro omonimi. Si tratta praticamente di omicidi digitali. Infatti viene impedito a chi ha la sfortuna di chiamarsi come un personaggio famoso di apparire sul web, magari con il proprio sito o ancora peggio con il proprio curriculum, se in cerca di lavoro, una cosa naturalmente inaccettabile.



