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  • Social card: un aiuto nella crisi economica?
    Giulio Tremonti presenta la Social card
    Giulio Tremonti presenta la Social card


    «Non è un intervento caritatevole». Questa la risposta di Giulio Tremonti Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti alle critiche del centrosinistra sulla social card, che interesserà un milione e trecentomila persone per fare acquisti di generi di prima necessità a prezzi scontati.

    Social Card: cos’è e a che cosa serve

    Secondo il governo i 40 euro mensili della social card, ai soggetti ai quali è destinata servono, ad acquistare beni di consumo di primaria necessità, ed evita così di rispondere alle polemiche che l’iniziativa ha suscitato, ed alle accuse di voler identificare un classe sociale. Non sembra però che la social card abbia riscosso molto successo, se è vero che solamente il 5% degli esercizi commerciali vi ha aderito, motivo per cui il ministro dell’economia si è detto rammaricato.

    L’iniziativa costerà allo Stato 450 milioni di euro, di cui 250 coperti dalle donazioni di Eni (200) ed Enel (50), ma donazioni potranno arrivare anche da privati. Per il primo trimestre, da ottobre a dicembre di quest’anno, il progetto verrà finanziato con un minima quota della Robin Hood tax, imposta che «ha consentito di evitare tagli allo stato sociale».

    La social card darà diritto, oltre ai 40 euro di spesa mensili, all’acquisto di alimentari scontati del 5% (ma gli esercenti potranno applicare sconti superiori), ed a tariffe agevolate Enel, che già esistevano, ma erano di fatto congelate. Secondo i detrattori si tratta di “elemosina”, del valore di 1,33€ al giorno, pari a mezzo litro di latte e due rosette. A Tremonti che ha spiegato come un sistema simile sia già stato adottato in America dal 1939 al 1943, e riavviata poi nel 1961 durante la presidenza Kennedy, Guglielmo Epifani ha risposto che si tratta appunto di un’idea vecchia di 60 anni.

    Chi può avere la Social Card

    Gli aventi diritto sono stati selezionati attraverso l’Isee, il cosiddetto riccometro. Un metodo fallibile, ma «non avevamo alternative», ha spiegato il ministro dell’Economia. I requisiti non sono di semplice lettura:

    • cittadinanza e residenza italiane
    • più di 65 anni oppure famiglia con bambini di età inferiore a 3 anni
    • reddito annuno non superiore a 6.000 euro
    • la proprietà della sola casa in cui si vive
    • una sola utenza elettrica e due del gas (una per gli anziani)
    • una sola automobile (due per le famiglie con bambini)
    • meno di 15.000 euro di risparmi complessivi tra banca e posta

    per gli over 70 il limite di reddito è di 8.000 euro.

    300mila lettere sono già state inviate ai potenziali possessori 500mila sono in distribuzione. Seguirà sarà una campagna informativa. Gli interessati saranno indirizzati alle Poste, Caf, patronati e realtà del terzo settore come la Comunità di Sant’Egidio o il Banco alimentare, a cui è affidato il compito di fornire informazioni ed assistenza nelle richieste.

     

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