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Professioni, installatore-operatore

L’Installatore-Operatore di assistenza tecnica presso gli utenti è il tecnico con competenze di harware e software che installa prodotti e sistemi di telecomunicazioni, quali ad esempio i centralini telefonici, direttamente presso gli utenti, occupandosi anche del collaudo, della manutenzione e dell’aggiornamento.
Questa figura professionale opera normalmente nelle imprese fornitrici di servizi di installazione e assistenza tecnica per il settore delle TLC. L’attività principale dell’Installatore-Operatore è quella di comprendere e risolvere i problemi di connessione telematica del cliente, allestire i centralini di interconnessione, collaudarli, fornire al cliente le informazioni necessarie per il corretto uso di sistemi e prodotti e, se richiesto dal cliente, realizzare gli interventi di manutenzione e adeguamento.
L’Installatore-Operatore di assistenza tecnica deve possedere un’esperienza di base in TLC, integrata con conoscenze di elettronica e informatica, in particolare su hardware e software, sistemi operativi e linguaggi di programmazione. Tale informazione può derivare da precedenti esperienze lavorative, oppure si può realizzare direttamente in azienda. Per questo egli deve avere una capacità di formazione continua, per arricchire le proprie conoscenze e mantenersi sempre aggiornato sulle novità offerte dal settore, nonché padroneggiare la lingua inglese, in particolare per quanto riguarda i termini tecnici.
Inoltre l’Installatore-Operatore deve possedere capacità di lavoro manuale e capacità tecniche, per poter risolvere i problemi operativi che si presentano, unite ad un’attitudine a comprendere con immediatezza le normali richieste del cliente ed i problemi tecnici hardware e software.
Per poter svolgere il lavoro di Operatore-Installatore è necessario un diploma in materie tecniche (perito informatico o elettronico). Successivamente sono possibili specializzazioni in uno specifico ramo grazie a corsi di formazione. Generalmente si tratta di un lavoratore dipendente di una società che offre servizi di TLC, oppure può avere un contratto di collaborazione coordinata e continuativa con l’impresa.
L’ambiente di lavoro è rappresentato dal Centro di assistenza tecnica dell’impresa per cui lavora, ma è soggetto a continui spostamenti presso le sedi degli utenti che richiedono interventi di assistenza. Talvolta può essere accompagnato da un Esperto Commerciale che ha il compito di consigliare il cliente sui prodotti e servizi più adatti al caso specifico.
L’Installatore-Operatore di assistenza tecnica, sta assumendo una certa rilevanza come figura professionale, soprattutto nelle imprese fornitrici di servizi di TLC che intendono competere con le grandi imprese del settore, che tendono invece a ridurre questo tipo di personale. E’ una professione che può costituire uno sbocco per il personale tecnico in esubero delle grandi imprese, dopo un’opportuna riqualificazione.
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Professioni, operatore socio sanitario

L’operatore socio-sanitario assiste le persone non autosufficienti soddisfacendone i bisogni primari, ne favorisce il benessere e l’autonomia sia in ambito sociale che sanitario. E’ una figura professionale in possesso di un’approfondita conoscenza delle tecniche assistenziali.
Si tratta di una delle poche figure di quest’area ad avere avuto (grazie all’accordo sancito dalla Conferenza Stato-Regioni) una regolamentazione che ne definisce, a livello nazionale, il profilo, le competenze, i percorsi formativi di base, gli aggiornamenti necessari ed i contesti lavorativi in cui può operare.
Le attività dell’Operatore socio-sanitario, che si svolgono in base ai programmi del servizio in cui lavora, vengono distinte in tre categorie:
- Assistenza diretta ed aiuto domestico/alberghiero, in cui l’Operatore assiste la persona non autosufficiente anche a domicilio nelle attività quotidiane ed igiene personale e ambientale; svolge semplici compiti di supporto diagnostico e terapeutico; contribuisce al mantenimento delle capacità psico-fisiche residue, alla rieducazione e al recupero funzionale della persona bisognosa; compie attività di animazione e socializzazione per singoli e gruppi, coadiuva il personale sanitario nell’assistenza dei malati terminali.
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Intervento igienico sanitario e di carattere sociale, in cui questa figura collabora alla rilevazione dei bisogni dell’utente; attua gli interventi assistenziali; valuta (nell’ambito delle proprie competenze) gli interventi da proporre verificandone l’efficacia; identifica linguaggi e sistemi di comunicazione appropriati alle condizioni in cui opera; mette in atto relazioni d’aiuto con l’utente e la famiglia, volte all’integrazione sociale, al mantenimento e l recupero dell’identità personale.
- Supporto gestionale, organizzativo e formativo, in cui l’Operatore utilizza strumenti informativi per la registrazione di quanto rilevato durante il servizio; collabora alla verifica della qualità del servizio stesso; concorre alla realizzazione dei tirocini ed alla valutazione dei tirocinanti; definisce i propri bisogni formativi e frequenta corsi di aggiornamento.
L’Operatore socio-sanitaro deve conoscere le problematiche connesse alle principali tipologie di utenti, nonché le diverse fasi di elaborazione dei progetti d’intervento personalizzati. Conosce inoltre gli strumenti per migliorare la relazione d’aiuto con i soggetti beneficiari, individuando le dinamiche più appropriate per relazionarsi con loro. Conosce inoltre le modalità di rilevazione e segnalazione dei problemi generali e specifici della persona bisognosa, nonché i rischi e le più comuni sindromi da prolungata immobilizzazione a letto.
Sa anche effettuare semplici interventi di educazione alla salute, mentre collabora con l’utente e la sua famiglia nel governo della casa, nell’igiene, nella preparazione e nell’aiuto all’assunzione dei pasti, seguendo le diete prescritte. Deve inoltre rispettare le norme di raccolta, stoccaggio e trasporto del materiale biologico-sanitario e deve saper assistere l’utente nella cura dell’igiene personale, nella deambulazione, nell’assunzione corretta dei farmaci e nell’utilizzo di eventuali attrezzature.
La formazione dell’Operatore soci-sanitario è di competenza delle Regioni, per accedere ai corsi è necessario il diploma della scuola dell’obbligo ed aver compiuto diciassette anni. La durata dei corsi non è inferiore alle 1.000 ore, fra teoria e pratica. Vi sono 4 aree disciplinari:
- socio culturale, istituzionale e legislativa,
- psicologica e sociale,
- igienico sanitaria,
- tecnico operativa
Gli attestati di qualifica sono validi su tutto il territorio nazionale.
- Assistenza diretta ed aiuto domestico/alberghiero, in cui l’Operatore assiste la persona non autosufficiente anche a domicilio nelle attività quotidiane ed igiene personale e ambientale; svolge semplici compiti di supporto diagnostico e terapeutico; contribuisce al mantenimento delle capacità psico-fisiche residue, alla rieducazione e al recupero funzionale della persona bisognosa; compie attività di animazione e socializzazione per singoli e gruppi, coadiuva il personale sanitario nell’assistenza dei malati terminali.
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Professioni la guida turistica

L’Accompagnatore turistico è colui che accompagna persone singole o gruppi di turisti durante lo svolgimento di un viaggio. E’ spesso chiamato Capogruppo addetto ai viaggi. Tra le altre cose deve anche occuparsi di tutte le incombenze pratiche e burocratiche.
L’Accompagnatore turistico ha il compito di assistere i visitatori durante lo svolgimento di un viaggio.
Egli deve:
- informare i partecipanti, a livello generico sulle località di transito e di destinazione;
- occuparsi di tutte le incombenze pratiche e burocratiche, come le formalità di frontiera e di dogana;
- provvedere alle sistemazioni alberghiere, alle prenotazioni dei ristoranti e a far rispettare il programma;
- gestire il fondo-cassa del gruppo ed occuparsi di tutti gli aspetti amministrativi
- garantire sempre la sua presenza, facendo in modo che venga risolto qualsiasi tipo di inconveniente.
Nell’ambito della professione, guida turistica, esistono delle vere e proprie specializzazioni:
- L’Accompagnatore in outgoing, definito anche Tour manager, ha la responsabilità di condurre persone o gruppi all’estero.
- L’Accompagnatore in incoming, anche chiamato Tour leader, deve per qualche ora, giorno o settimana, fare il “Capogruppo” di comitive di turisti, in Italia.
- L’Accompagnatore in daily tour, si dedica alle escursioni giornaliere; i suoi compiti sono gli stessi di chi opera nell’incoming;
- Il “Transferista” svolge la sua attività di accoglienza durante i cosiddetti “transiti”, vale a dire assiste i passeggeri al momento dell’arrivo e dell’imbarco e durante gli eventuali brevi trasferimenti (per esempio da un aeroporto all’altro).
Competenze della guida turistica
L’Accompagnatore turistico deve avere un’ottima conoscenza di almeno due lingue straniere, e una buona cultura generale, deve inoltre saper parlare con chiarezza. Altre doti indispensabili sono la diplomazia, la capacità di mediazione ed un approccio positivo e solare verso gli altri.
Relativamente alla formazione, alcuni diplomi di scuola media superiore e gli specifici corsi di laurea ad indirizzo turistico costituiscono di per sè titolo abilitante allo svolgimento della professione. Con altri tipi di diploma è necessario seguire appositi corsi di formazione professionale per poter sostenere un esame di abilitazione (regionale o provinciale) che consente di ottenere il cosiddetto patentino.
Superato l’esame di idoneità ci si deve iscrivere all’Albo professionale, ma l’esercizio della professione è subordinato anche al possesso di una licenza, annuale e rinnovabile, concessa dal comune di residenza.
L’Accompagnatore presta la sua attività come lavoratore autonomo ed opera prevalentemente su incarico di tour operator, agenzie di viaggi ed enti di promozione turistica.
Le figure professionali più vicine a quella dell’Accompagnatore turistico sono la Guida turistica ed il Programmatore turistico.
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Professioni, il barman

Il lavoro del barman è, a detta di molti, uno dei più belli lavori del mondo. Molto faticoso ma remunerativo, e nella specialità acrobatica freestyle, artistico e spettacolare, da lasciare a bocca aperta chiunque abbia assistito ad esibizioni del genere.
I drink esistenti al mondo sono davvero tantissimi, ma solitamente i più richiesti non sono più di qualche decina. L’importante della professione è saper seguire le mode, riconoscere ed analizzare i cambiamenti ed adeguarsi di conseguenza. Il barman deve saper dare un tocco di originalità e personalità ai suoi drink, lasciando nel contempo una forte tradizione alla base.
Uno degli aspetti più importanti è saper comunicare con la clientela, soprattutto se il luogo di lavoro è una nave da crociera o un luogo poco affollato come i bar degli hotel di lusso (ma in questo caso non è richiesta la componente spettacolo).
Il barman deve conoscere approfonditamente il settore bevande, sia come modo di servire il prodotto che come varietà nell’offerta: cocktail, long drinks, analcolici, ecc., non c’è cosa peggiore che dire ad un cliente: “mi dispiace ma questo cocktail non lo conosco”. Il barman ha comunque sempre a portata di mano un ricettario, dove sono riportate le quantità e modalità di preparazione di qualsiasi cocktail.
Deve conoscere le tecniche di miscelazione delle bevande, gli alcolici nazionali ed internazionali, ed avere un particolare senso creativo che gli permetta di sperimentare ed appagare l’occhio della clientela. E’ molto importante conoscere almeno la lingua inglese. Si può svolgere la professione possedendo un diploma ad indirizzo alberghiero IPS-SAR oppure un attestato di un corso regionale di formazione professionale o dopo aver frequentato uno dei tanti corsi specifici organizzati da associazioni accreditate.
In Italia l’Aibes, Associazione Italiana Barman e Sostenitori conta 3100 soci professionisti.
Dietro al bancone sussistono solitamente il primo barman o capo barman, e il secondo barman che si occupa perlopiù di riordinare e mantenere sempre pulito il bancone. Mentre il barman non acrobatico ha turni di lavoro anche diurni, il barman acrobatico svolge il suo lavoro soprattutto la sera, in locali dove può dare spettacolo, maneggiando con abilità bottiglie, bicchieri ed attrezzi del mestiere.
Le esigenze sempre più alte della clientela ed i nuovi standard qualitativi hanno determinato degli importanti cambiamenti nell’ambito della ristorazione. Il servizio offerto dai barman deve essere costantemente al massimo della professionalità anche se la richiesta di queste figure professionali è sempre in aumento: oggi in Italia si può contare su un ricambio stimato di 15.000 nuovi barman all’anno.
Il Barman non intrattiene rapporti solo con i clienti, ma deve interagire e coordinarsi con il Ricevimento, con il Responsabile della ristorazione e con l’Amministrazione. Inoltre, in alberghi di grandi dimensioni o di alta categoria, l’unità che gestisce il servizio di bar può essere composta da uno staff di molte persone che si occupano dei diversi bar dell’albergo. La giornata di lavoro del barman è spesso soggetta ad una certa discontinuità, con un’alternanza di un minore o maggiore afflusso di clientela.
Il barman può contare su ore di straordinario e compensi per l’orario notturno.
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Professioni, operatore di call center

L’operatore di call center rappresenta un valore aggiunto all’assistenza per il cliente, svolgendo una serie di servizi mediante attività telefoniche, sia in entrata che in uscita. Gli viene affidato il compito di costruire solide relazioni per l’orientamento all’acquisto.
L’operatore di call center svolge una serie di servizi mediante attività telefoniche, sia in entrata che in uscita. Questa figura professionale rappresenta una risorsa che, al di là delle complesse attività di custode care, opera spesso come una sorta di consulente.
Sotto questo profilo, lo sviluppo del call center corrisponde all’affermarsi dell’idea che questo servizio costituisca una fondamentale opportunità per conoscere i bisogni dei clienti, per differenziare o incrementare il valore dell’offerta rispetto ai concorrenti, o ancora per fidelizzare e potenziare la relazione con la clientela.
I compiti svolti dall’Operatore di call center dipendono essenzialmente dal settore di attività dell’azienda e dalla tipologia delle prestazioni offerte (in entrata o in uscita).
Per quanto riguarda quelle in entrata i call center offrono:
- assistenza alla clientela;
- help desk tecbico;
- numeri verdi di informazione e pubbliche relazioni;
- servizi di emergenza e soccorso (in relazione ai guasti domestici, sinistri automobilistici ecc.);
Le prestazioni in uscita comprendono invece:
- telemarketing e teleselling per la promozione e la vendita di beni e servizi;
- indagini di mercato effettuate tramite interviste telefoniche;
- ricerca di clienti o elenchi di nominativi;
- recupero crediti.
All’operatore di call center è affidato il compito di costruire con i clienti solide e stabili relazioni, al fine di sfruttare al meglio l’orientamento all’acquisto di ciascuno di essi. Il call center si è evoluto, orientandosi verso un approccio che prevede non solo il tradizionale contatto telefonico, ma anche l’impiego di sms, MMS ed e-mail.
Competenze dell’operatore di call center
Le competenze di questa figura riguardano in primo luogo la conoscenza dei principi di customer satisfaction, delle tecniche di telemarketing e della gestione telefonica dei clienti. E’ altrettanto importante una buona conoscenza dei prodotti offerti o dei servizi erogati, unita alle capacità di usare i dispositivi che integrano telefonia e computer. E’ infatti fondamentale per l’Operatore di call center saper utilizzare gli strumenti di lavoro informatici, come internet ed i programmi di database. Infine si richiedono a questa figura abilità comunicative, attitudine alla risoluzione dei problemi e predisposizione al lavoro di gruppo.
I call center rappresentano il boom del momento ed uno dei settori nei quali è più facile essere assunti: sono croce e delizia, ma soprattutto un’opportunità di lavoro anche per studenti che, con un impiego part-time, vogliono mantenersi gli studi. Il 60% circa degli Operatori di call center è rappresentata da donne e questa prevalenza non sembra destinata a cambiare in modo significativo
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Professioni l’infermiere, funzioni, studi e il mondo del lavoro

Quella dell’infermiere è una professione che nell’ultimo decennio ha vissuto una profonda evoluzione, ed è stata segnata da importanti tappe che hanno determinato specifici progressi di autonomia e responsabilità
L’infermiere è l’operatore sanitario responsabile dell’assistenza preventiva, curativa o riabilitativa, orientata alla soluzione dei problemi di salute della persona. La formazione universitaria, le possibilità di carriera in ambito clinico, formativo, organizzativo e di ricerca, sono espressioni della maturità tecnico-scientifica raggiunta da questa figura.
Le principali funzioni dell’infermiere sono:
- assistere malati e disabili;
- educare all’autogestione della malattia, al trattamento e alla riabilitazione;
- identificare e tutelare le necessità di salute, sia dei singoli che della collettività;
- garantire la corretta applicazione delle prescrizioni diagnostiche e terapeutiche;
- pianificare, gestire e valutare gli interventi di assistenza infermieristica;
- partecipare all’aggiornamento professionale proprio e del personale di supporto.
L’infermiere deve conoscere l’autonomia, la fisiologia e la patologia clinica delle diverse specialità medico-chirurgiche. Ha inoltre norme di diritto e delle norme etico-sociali che disciplinano l’esercizio della professione, nonché di quelle che tutelano la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro.
Sul piano personale all’infermiere sono richieste buone attività relazionali e la capacità di aiutare i pazienti anche dal punto di vista psicologico. E’ auspicabile che l’infermiere sappia utilizzare gli strumenti informatici di base e che conosca l’inglese tecnico-scientifico.
Infermiere, il percorso di studio
La laurea in infermieristica ha durata triennale, il titolo abilita all’esercizio della professione e all’iscrizione all’Albo professionale. Dopo il primo triennio gli infermieri possono frequentare un master di primo livello oppure iscriversi ad una laurea specialistica della durata di due anni: le normative comunitarie hanno disciplinato le specializzazioni infermieristiche nelle diverse aree della patologia clinica, in psichiatria, in geriatria, nella medicina di comunità e in pediatria.
I possibili sbocchi sono:
- infermiere addetto a funzioni direttive (capo sala)
- dirigente dell’assistenza infermieristica
- infermiere insegnante dirigente.
Per ricoprire tali incarichi è necessario avere la laurea specialistica.
Gli infermieri nel mondo del lavoro
L’infermiere può operare presso strutture sanitarie pubbliche o private, ospedaliere o extraospedaliere e nell’assistenza domiciliare, come dipendente o libero professionista. Può operare nell’ambito clinico assistenziale, gestionale-organizzativo o di formazione e ricerca.
Gli infermieri iscritti all’Albo professionale sono meno di 400 mila e quasi l’80% dipendenti del SSN. Dalle università ne escono poco meno di 6000 l’anno, insufficienti a sostituire i circa 13 mila che vanno in pensione: si stima che negli ospedali nazionali manchino almeno 40 mila infermieri. La richiesta continua ad essere molto elevata, soprattutto per determinate specializzazioni come Geriatria o Pediatria.
In questa professione le donne rappresentano quasi l’80%, ma si presume che questo squilibrio si attenuerà nel medio periodo.
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Professioni l’agente assicurativo

L’agente di assicurazioni è un libero professionista che si occupa stabilmente della gestione e dello sviluppo degli affari di un’agenzia. L’attività è esercitata in forma autonoma: l’Agente è compensato con provvigioni ed assume in proprio i rischi e le spese.
I compiti dell’Agente di assicurazioni sono specificatamente indicati nel contratto di agenzia. In generale, le attività svolte riguardano soprattutto la stipula e l’amministrazione delle polizze.
Nel dettaglio l’Agente si occupa di:
- Organizzare il territorio di sua competenza (zona agenziale);
- Selezionare, sviluppare e gestire il portafoglio clienti;
- Tenere i rapporti con i liquidatori e periti per la gestione dei sinistri ed assicurati;
- Creare una relazione di fiducia con i propri assicurati, tale da mantenere la continuità e l’esclusività del rapporto assicurativo
Competenze dell’agente assicurativo
La professione è caratterizzata da un alto grado di autonomia, necessita pertanto di un forte spirito di iniziativa e di buone capacità organizzative. Sul piano delle competenze deve essere ben informato sull’andamento del mercato assicurativo e, per poter sfruttare e proporre le offerte più competitive, deve conoscere altrettanto bene le diverse polizze e coperture esistenti. E’ richiesta inoltre la richiesta approfondita della legislazione in materia di “rami assicurativi”, nonché l’applicazione di tecniche sia di marketing che di relazione con il pubblico.
Formazione
Il titolo di studio richiesto è la laurea in economia e commercio. La professione può essere esercitata solo dopo l’ iscrizione all’Albo nazionale degli agenti assicurativi, presso il Ministero delle Attività Produttive, previo superamento di una prova di idoneità con esame scritto e orale nelle seguenti materie:
- Disciplina giuridica dei contratti di assicurazioni e di agenzia;
- Disciplina giuridica dell’esercizio delle assicurazioni private;
- Nozioni sulla disciplina tributaria delle assicurazioni;
- Principi di tecnica assicurativa.
I requisiti equivalenti al superamento della prova di idoneità sono:
- Avere esercitato attività di Agente di assicurazioni per almeno due anni;
- Essere già stati iscritti all’albo per quanti, a seguito di cancellazione chiedono, entro cinque anni, una nuova iscrizione;
- Avere svolto in modo continuativo, nei cinque anni precedenti la data di richiesta di iscrizione all’Albo, una delle seguenti attività:
- almeno due anni di lavoro con la qualifica di dirigente in un’impresa di assicurazioni o brokeraggio;
- Assunzione e produzione di affari assicurativi in un’impresa pubblica o privata o in un’agenzia di assicurazioni per un minimo di tre anni;
- Essere stato, per almeno due anni, procuratore di un Agente riconosciuto di un’impresa assicurativa;
- Essere stato, per non meno di due anni, Sub-agente professionista.


