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  • Contro l’inquinamento un solo vestito tutto l’anno
    vestito per tutto l’anno


    La newyorkese Sheena Matheiken ha avuto un’idea originale per combattere inquinamento e consumismo: indossare lo stesso vestito per tutto l’anno. L’industria tessile è, infatti, nella triste classifica di chi rilascia più anidride carbonica nell’aria.

    L’idea di Sheena ha un nome, The Uniform Project. Come si può ben capire, l’ispirazione viene dalle uniformi scolastiche che nelle scuola statunitensi sono obbligatorie. Sheena ed i suoi compagni cercavano, con gli accessori, di personalizzare al massimo la mise scolastica necessariamente la stessa tutto l’anno. Effettivamente anche noi da piccoli portavamo il grembiule.

    E’ consigliabile scegliere un capo base versatile, come il tubino nero in cotone selezionato da Sheena. Tramite accessori acquistati con pochi dollari nei mercatini, l’ideatrice del progetto ha ogni giorno un look diverso e alla moda.

    The Uniform Project punta anche ad un altro obiettivo: con i soldi risparmiati per gli abiti, raccogliere fondi per la fondazione Akanksha, che ha il fine di favorire l’alfabetizzazione dei bambini indiani. Chiunque volesse può fare una donazione tramite il sito http://www.theuniformproject.com/

    Fonte: http://www.theuniformproject.com/

    vestito per tutto l’anno


  • Effetti dello smog su virilità
    Effetti dello smog su virilità


    Che lo smog si responsabile o co-responsabile di molte malattie non è difficile da credere, ora da una recente ricerca inglese sarebbe emerso che minaccia la virilità, o meglio tende ad annullare il lato maschile dei vertebrati.

    La conclusione:

    Questa è la conclusione del più ampio studio relativo al cambiamento di genere sessuale, secondo il quale l’esposizione a una serie di agenti chimici ha diminuito il lato maschile di pesci e mammiferi, uomo compreso. Gli scienziati avrebbero catalogato daini senza testicoli, esemplari di pesci maschi che ovulano, orsi ermafroditi, la riduzione delle dimensioni del pene negli alligatori, orche e balene a cui diminuiscono gli spermatozoi. Secondo la ricerca il mutamento è repentino e rischia di portare alla scomparsa di numerose specie animali, e dà da pensare anche riguardo agli esseri umani.


    “Se vediamo problemi di questo tipo negli animali selvatici, dobbiamo preoccuparci seriamente che qualcosa di simile stia accadendo ad un rilevante numero di uomini”, dice il professor Lou Gillette della Florida University, uno degli scienziati coinvolti nello studio.”


    Lo studio:

    voluto dalla ChemTrust, un’associazione britannica che lotta contro l’inquinamento chimico, è stato pubblicato dal quotidiano londinese Independent. Del rapporto fanno parte oltre 250 studi accademici mondiali sull’argomento, effettuati principalmente su animali selvatici, ma riporta casi relativi all’uomo, in particolare una ricerca della University of Rochester che ha dimostrato come i bambini nati da madri con un aumentato livello di ftalato, hanno maggiori probabilità di avere il pene più piccolo e i testicoli che non scendono.

    Le ricerche:

    Altre ricerche di questo tipo hanno evidenziato che i figli maschi di madri che sono state a contatto con agenti chimici crescono col desiderio di giocare con giochi femminili piuttosto che con giocattoli “maschili” e varie comunità inquinate con fattori chimici ritenuti causa di cambiamento di genere sessuale, hanno dato nascita ad un numero di femmine doppio della norma. Infine, è un dato di fatto che la quantità di spermatozoi nei maschi è in diminuzione. “Sommando tutti questi dati”, commenta il professor Nil Basu della Michigan University, “abbiamo prove piuttosto evidenti degli effetti che esistono anche sull’uomo”.
    I dati:

    Maggiormente impressionanti i dati relativi agli animali: si parla di coccodrilli maschi esposti a pesticidi, con un minore livello di testosterone, un più alto livello di estrogeni, anomalie nei testicoli, pene più piccolo della norma e problemi riproduttivi, ma anche maschi di tartaruga con caratteristiche genitali femminili. A due terzi dei daini dell’Alaska non scendono i testicoli, al polo vi sono casi di orsi ermafroditi, e quelli normali hanno lo sperma ridotto e il pene più piccolo. Il 50% dei pesci maschi dei fiumi britannici ha un’ovulazione nei testicoli.

    Il rapporto mette sotto accusa oltre 100 mila agenti chimici, presenti nel cibo, nei prodotti elettronici, nei cosmetici e nei pesticidi.

    Non si era ancora parlato di “perdita della maschilità” ma uno studio europeo aveva già rivelato che sempre più maschi hanno difficoltà di concepimento, e tra i fattori determinanti quelli tossici ambientali. Gli italiani sarebbero in fondo ad una graduatori stilata in base alla capacita di fecondazione. In tutti i paesi, comunque, si conferma la diminuita qualità del seme maschile. Un allarme che fa ipotizzare un aumento dei maschi sterili, è un dato omogeneo nei diversi paesi europei.

     

    Il problema è legato all’aumento dei fattori tossici nell’ambiente e allo stile di vita, soprattutto fra gli adolescenti. L’abuso di droghe, sigarette e alcol svolge un’azione nociva diretta sugli spermatozoi, così come il sempre più diffuso uso di anabolizzanti nelle palestre, anche mascherati in integratori di aminoacidi e proteine.

    Colpevoli sono anche lo smog urbano e le sostanze tossiche e simil-ormonali in esso contenute.

  • In Toscana processo per smog ai turisti
    inquinamento atmosferico


    Rinviati a giudizio. E’ la prima volta che dei pubblici amministratori saranno chiamati a rispondere, davanti a un tribunale, dell’accusa di non aver ottemperato alla normativa sull’inquinamento atmosferico.

    L’Italia ha recepito i limiti molto restrittivi fissati dall’Unione europea; in particolare quello riguardante il Pm10: non più di 35 superamenti in un anno del valore medio giornaliero di 50 microgrammi per metrocubo. E’ questo il motivo per cui il governatore della Toscana Claudio Martini, il sindaco di Firenze e presidente dell’Anci Leonardo Domenici, insieme all’ex assessore all’Ambiente della Regione, Marino Artusa, i sindaci e alcuni amministratori di Sesto Fiorentino, Scandicci, Campi Bisenzio, Calenzano e Signa dovranno difendersi dalle accuse di non aver fatto il possibile per rispettare la normativa ambientale, dal momento che nel 2005 i superamenti di quel limite sono stati 78, l’anno seguente 74.

    C’è di peggio si potrebbe dire, a Venezia infatti i superamenti sono stati 100 in più. Ma la legge è legge, ha ritenuto il gup di Firenze, Gaetano Magnelli, che ha accolto le richieste del procuratore aggiunto Giuseppe Soresina e del pm Giulio Monferini, avallando la tesi che la lotta all’inquinamento intrapresa da Regione e Comuni sia stata realizzata con «atti palliativi e iniziative folcloristiche» e che «nel bilanciamento degli interessi in gioco sia prevalso quello economico» a discapito della salute dei cittadini (che novità !!!). E tutto questo, malgrado alcuni obiettivi «non fossero “chimere irraggiungibili”».

    Domenici è già  pronto al contrattacco. «Questa è un’interferenza indebita del potere giudiziario nella discrezionalità  di quello amministrativo» tuona il sindaco, e aggiunge: «Mi aspettavo il rinvio a giudizio, anzi sono contento e spero che il processo diventi un grande fatto nazionale.

    Il 3 ottobre, data della prima udienza, sarà  la sede più opportuna per difenderci e contrattaccare».
    Tutti gli imputati si dicono convinti che «l’accusa mossa è ridicola e infondata: praticamente si basa sul fatto che, siccome non sono stati raggiunti determinati obiettivi, noi siamo i responsabili dell’inquinamento, ma questo non ha senso. Si può e si deve fare di più, certo. Ma allora servirebbero maggiori risorse e questo significa chiamare a corresponsabilità  livelli nazionali, dato che i vari governi che si succeduti in questi anni hanno tagliato fondi ai Comuni».

    La battaglia vera, quindi, è rinviata a ottobre. «Come presidente dell’Anci — insiste Domenici — so che molti colleghi sono in condizioni di smog peggiori di Firenze e sono quindi pronto a interpretare e difendere anche tutte le loro preoccupazioni». In ogni caso la lotta all’inquinamento nell’area fiorentina proseguirà  nei modi e nei tempi già  decisi con tutti i comuni interessati. «Noi — Domenici lo sottolinea — siamo convinti della bontà , della validità  e della efficacia delle politiche contro l’inquinamento che abbiamo messo in campo e che hanno portato a dei risultati. Continueremo su questa strada. Se ci fosse stata una nostra totale inerzia, avremmo compreso l’iniziativa della magistratura. Ma qui si dà  volutamente un giudizio di merito sulle nostre politiche, ritenute inefficaci e sbagliate: e questa è una indebita interferenza sull’azione delle pubbliche amministrazioni. Qui si entra nel merito si dà  una valutazione, si esprime un punto di vista (non so nemmeno con quanta fondatezza tecnico-scientifica) sulla validità  delle politiche che portiamo avanti».

    Il 3 ottobre sicuramente guarderanno cosa accadrà  a Firenze le Procure, oltre che gli amministratori,- di tutta Italia.

    Per il Procuratore capo di Venezia Ennio Fortuna la faccenda è delicata, «perché siamo al limite tra la discrezionalità  amministrativa e l’obbligo di legge».