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A ruba in Giappone i reggiseni per uomo

Arriva dal Giappone l’idea di un reggiseno coniugato al maschile, dedicato a chi vuole testare le sensazioni femminili nell’indossare l’intimo. E’ stato studiato per la fisicità maschile e può essere indossato sotto qualsiasi abito, esaltandone la vestibilità.
In Giappone è stato subito boom di acquisti e molti clienti del negozio di intimo di Tokyo “Wishroom” hanno dichiarato di aver aspettato per anni un prodotto del genere. L’acquirente tipo è colui che ricerca il proprio lato femminile nascosto.
Il curioso Men’s Bra è proposto in due misure, per adattarsi a qualsiasi torace. I colori disponibili sono tre: rosa, nero e bianco. Ma è già in cantiere la versione natalizia, ovviamente in rosso. Il prezzo è alla portata di tutti: l’equivalente di una ventina di euro.
Il curioso reggiseno ha diviso il Giappone. Ci sono gli estimatori ma di contro parecchi (soprattutto sul social network Mixi) hanno espresso il proprio disappunto considerandolo inopportuno.
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Moto GP Giappone Motegi: Vince Lorenzo davanti a Rossi e Pedrosa
Moto GP Giappone Motegi: Vince Lorenzo davanti a RossiIl terzo incomodo della MotoGp tra Rossi e Stoner sembra essere la pioggia che dopo il gran premio del Quatar firma anche quello del Giappone nel circuito di Motegi impedendo lo svolgimento delle qualifiche.
La griglia di partenza viene determinata in base ai tempi delle prove libere:
Rossi, Stoner, Lorenzo, Vermeulen, Edwards, Capirossi. Piloti che hanno avuto poche possibilità di girare con pista asciutta e di provare setup e tutte le gomme a disposizione.
Le condizioni meteo cambiano radicalmente durante la gara, oltre alla pioggio il sole che porta la temperatura a 31°C e molte incertezze sugli assetti delle moto che per forza di cose devono essere un po’ “indovinati”. Tutti i piloti partono con gomme dure e la prima incognita è proprio la loro resa poiché la temperatura non sembra tale da farle lavorare al meglio.
Al via scatta benissimo, favorito da un’ottima progressione della Yamaha nei primi metri, Valentino Rossi, che va a girare per primo, seguito da Vermeulen e Stoner, che sembra piuttosto cauto a causa di una Ducati che sembra più “ballerina” del solito. Pedrosa in poche curve si porta dietro a Rossi guadagnando la seconda posizione, mentre nelle retrovie Takahashi tampona Hyden e la loro gara finisce qui.
Al 4° giro Lorenzo che ha guadagnato il secondo posto si mette all’inseguimento del compagno di squadra e stacca qualche giro più veloce del pesarese. Melandri nelle immediate retrovie perde due posizioni a causa di un errore ma sembra in grado di fare una buona gara. Stoner deve rimanere dietro Vermeulen con la Ducati che continua a sembrare poco stabile.
Al 5° giro l’ordine di gara vede Rossi in testa seguito da Lorenzo, Pedrosa, Dovizioso, Vermeulen, Stoner, Melandri, Elias, Capirossi. Scivola senza conseguenze Elias, mentre Stoner senbra in grado di aumentare il passo gara, quando è staccato di 5″ da Valentino.
Dopo 2 giri Lorenzo è a ridosso di Rossi, con Pedrosa al seguito e Jorge dimostra di avere le possibilità di guadagnare la prima posizione, dopo un po’ di bagarre ci riesce e sembra immediatamente avere margine per allungare, Stoner rimonta su Dovizioso che a sua volta si avvicina a Pedrosa.
All’11° giro Valentino fa un errore e perde 6/10, non riesce comunque a fare i tempi di Lorenzo che allunga; scivola ed esce di gara anche Gibernau. Al 17° giro Pedrosa si fa sotto a Rossi, dopo un paio di tentativi sorpassa Valentino che lo lascia davanti solo per poche curve per riprendersi il secondo posto con una staccata strepitosa e Pedrosa decide di accontentarsi del sorprendente terzo posto, dopo la disfatta del Quatar. Viste le condizioni fisiche nessuno poteva aspettarsi di meglio dal piccolo spagnolo.
A 4 giri dalla fine Valentino sembra poter recuperare su Lorenzo che replica e mantiene un minimo margine di sicurezza. I primi si ricompattano e Stoner recupera su Dovizioso che deve rinunciare al 4° posto.
La gara termina quindi con la seconda vittoria di Lorenzo in MotoGp, seguito dal compagno di squadra Rossi e da Pedrosa. Giù dal podio Stoner seguito da Dovizioso. Importante 6° posto per Melandri che ritorna a finire una gara senza cadute e nelle prime posizioni.
Classifica Moto GP Giappone Motegi 2009

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Moto GP Giappone circuito di Motegi
Moto GP Giappone circuito di MotegiIl circuito giapponese di Motegi risale al 1997 e sorge sulle colline a nord di Tokyo, tra le città di Mito ed Utsonomiya. La denominazione ufficiale è “Twin Ring Motegi” perché l’impianto ospita due tracciati differenti, un ovale da 2.493 metri ed un percorso stradale di 4.801 metri.
Costruito dalla proprietaria Honda dopo l’ingresso nelle competizioni motoristiche per celebrare il suo 50° anniversario, è l’espressione della perfezione giapponese, sia per le moderne infrastrutture che per l’asfalto, assolutamente perfetto. Ha inizialmente ospitato la Champ Car e attualmente la Indy Racing League. Oltre che per le competizioni motociclistiche è conosciuto come circuito che ha ospitato nel 1998 una delle poche gare NASCAR svoltesi al di fuori degli Stati Uniti d’America.
Uno degli utilizzi principali del circuito è dato comunque dalle gare del motomondiale, che vi corre dal 1999. Dal 2000 al 2003 fu denominato Gran Premio motociclistico del Pacifico, quando si alternava con il circuito di Suzuka, che in seguito fu giudicato troppo pericoloso. Motegi divenne così sede unica e ufficiale del Gran Premio del Giappone.
Caratteristiche circuito Montegi:
Lunghezza: 4801 m – Rettilineo più lungo: 762 m – Curve a sinistra: 6 – Curve a destra: 8 – Larghezza: 15 m.
Il tracciato è regolare ma impegnativo, è fondamentale una buona trazione, facilitata dal fondo perfetto ed un buon grip, ma senza essere particolarmente abrasivo. Presenta quattro lunghi rettilinei dove le moto sono impegnate in rapide accelerazioni e brusche frenate. Un punto decisivo, ed ideale per effettuare sorpassi, è l’ultima curva a gomito.
Quest’anno, a differenza della altre stagioni, il GP si corre in primavera invece che in autunno.
Albo d’oro del circuito Giappone – Motegi

Video Preview Moto GP Giappone circuito di Motegi
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Robot Aiko, la moglie perfetta

Aiko, la moglie perfetta
Creata da Le Trung, uno scienziato 33enne nato in Giappone e cresciuto in Canada, Aiko, la donna –robot. Come l’ingegnere, che all’età di 8 anni aveva già creato il suo primo robot, ha dichiarato, il suo progetto ha tratto ispirazione
dal robot di Guerre Stellari, C3PO. Le sembianze della donna –robot di Trung sono però decisamente femminili, essendo state modellate su quelle di una giovane donna: altezza di 152 centimetri e soffice capigliatura bruna che incornicia un viso dai lineamenti tipici di una giovane ventenne giapponese.
Aiko, che in giapponese vuol dire “figlia dell’amore “, è il frutto di due anni di lavoro e ricerche nelle quali lo scienziato ha investito circa 16.000 euro, non esitando a chiedere prestiti pur di portare a compimento il suo progetto, nel cui successo ha creduto fermamente sin dall’inizio.
«Aiko è quello che accade quando la scienza si unisce alla bellezza“, queste le parole con cui l’inventore ha definito la sua creazione.
La donna robot sa leggere e parlare in inglese e francese, grazie ad un vocabolario di 18.000 frasi inserito nella sua memoria. Aiko conosce anche la matematica, in particolare le equazioni; non possiede il senso dell’ olfatto, ma in compenso sa distinguere i colori, è sensibile al tatto, accorgendosi di essere toccata, e reagisce se le viene mostrato affetto o se viene ferita.
Tra le altre funzioni, la capacità di associare i nome ai volti delle persone, di leggere ad alta voce i giornali e quella di fornire indicazioni di direzione.
Aiko possiede tutte le caratteristiche che secondo Le Trung la donna perfetta dovrebbe possedere: sa svolgere i normali compiti domestici, ed è devota e servizievole, lavorando 24 ore su 24 senza fermarsi mai, né per mangiare né per riposare.
“E’ molto paziente e non si lamenta mai“, dice di lei Le Trung, per il quale Aiko si è rivelata la moglie perfetta.
La vita di Le Trung, a quanto traspare dalle dichiarazioni dell’ingegnere, sembra essere del resto cambiata decisamente in meglio da quando la bambola è entrata nella sua vita. Se dovesse ammalarsi in futuro, un’ipotesi dettata anche dal recente lieve infarto da lui avuto, forse ad occuparsi di lui potrebbe proprio essere lei, come ha affermato il giovane scienziato.
Il suo desiderio è ” farla sembrare, sentire e agire come un essere umano, in modo tale che possa diventare la compagna perfetta”.
Anche se, stando a quanto dichiarato da Le Trung, il robot Aiko non e’ ancora stato programmato per fare da partner sessuale, questo è comunque possibile.
Come spiega lo scienziato, “il suo software può essere riprogrammato in modo da farle simulare un orgasmo“. “Come una donna vera, reagisce se viene toccata in alcuni posti“, ha proseguito l’ingegnere, aggiungendo che se al contrario ” la si abbraccia o la stringe troppo forte, lei reagira’ con uno schiaffo“.
La presentazione di Aiko al pubblico ha suscitato reazioni contrastanti.Come Le Trung stesso ha affermato, c’è chi pensa di lui che voglia solo “giocare a fare Dio“.
Video robot Aiko
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Un anno dopo Cina e Giappone anche l’India entra nel gruppo dei paesi spaziali

E’ partita questa mattina alle 06:20 locali dal centro spaziale costiero Satish Dhawan di Sriharikota nel sud est dell’India la sonda spaziale senza equipaggio umano Chandrayaan-1, (in sanscrito: nave lunare). La sonda entrera’ in orbita grazie a un razzo made in India, il Polar Satellite Launch Vehicle, dopo sedici ore di volo. Da sola la navicella arrivera’ sulla luna dopo cinque giorni circa di navigazione.
Raggiunta l’orbita lunare si fermerà due anni, riprenderà il satellite con foto ad alta risoluzione, anche a raggi x ed infrarossi, per ridisegnare la cartografia della superficie lunare e di ciò che si trova appena sotto la superficie e produrre così una mappa completa delle sue caratteristiche chimiche e minerali e una topografia
tridimensionale, con particolare attenzione alle regioni polari dove studiosi ritengono possa esserci acqua.
L’obiettivo principale del progetto è però la ricerca dell’Elio Tre, un isotopo assai raro sulla terra ma ritenuto presente in abbondanza sulla luna, che potrebbe rivelarsi fonte importante di energia nel futuro come combustibile delle future centrali nuclearia fusione. Bisogna comunque ancora trovare un sistema per estrarlo.
Chandrayaan-1 pesa circa una tonnellata e mezza, la sua forma è vagamente cubica. E’ dotata di un pannello solare abbinato ad una batteria al litio che fornisce energia quando il pannello irradiato dal sole. Trasporta undici strumenti scientifici, tre di questi sono dell’Esa (agenzia spaziale europea), due della Nasa.
Il lancio è stato seguito dalla tv nazionale, “Cari colleghi e amici, per l’India è un momento storico, abbiamo iniziato il nostro viaggio sulla Luna e la prima parte di questo viaggio si è conclusa perfettamente bene” ha detto il Presidente dell’Organizzazione per la Ricerca Spaziale Indiana Madhavan Nair, fiducioso che la spedizione permetterà di svelare i misteri della Luna.
Per il 2011-2012 è previsto il lancio del Chandrayaan-2, grazie alla collaborazione russa, la missione prevede e l’allunaggio di un veicolo che analizzi il suolo lunare. La Russia è il principale partner in campo spaziale dell’India, seppure questa da tempo operi autonomamente.
Il passo successivo, ha spiegato il direttore dell’Isro, sara’ l’invio di astronauti, previsto per il 2014, seguito dalla prima missione umana nel 2020. L’operazione, che da quattro anni ha mobilitato in India migliaia di scienziati e’ costata circa 80 milioni di dollari, molto meno dei 187 della sonda cinese e dei 480 milioni di quella giapponese.
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Ferrari: Fujii positivo

Fuji matematicamente positivo per la Ferrari, perché Massa ha recuperato 2 punti al rivale Hamilton e le rosse sono ora davanti di 7 punti nella classifica costruttori. Ma a voler vedere il bicchiere mezzo vuoto c’è da dire che il risultato è maturato grazie alla follia del pilota inglese e ai commissari di gara che hanno interpretato alla lettera (e con coerenza) il regolamento. Nonostante i proclami di battaglia all’insegna del “ce la metteremo tutta” da parte Ferrari pochi erano disposti a credere in una superiorità delle rosse tale da tenere dietro un Hamilton spavaldo nelle dichiarazioni e con i risultati in pista (lui in pole, Massa quinto) dalla sua parte.
Ma le gare di Formula 1 riservano spesso sorprese (forse più che spettacolo), e così è stato: Hamilton in partenza vede letteralmente rosso, come un toro il drappo del torero, non può sopportare che Raikkonen con una partenza bruciante lo sopravanzi alla prima curva e tenta un sorpasso praticamente impossibile, frenando ben oltre il limite, spiattellando le gomme ed andando lungo, costringendo il ferrarista ad uscire di pista, aiutato anche da Kovalainen.
La manovra dei due piloti di testa alla prima curva crea scompiglio generale a beneficio di Kubica ed Alonso, ma anche di Massa che si ritrova quinto davanti ad Hamilton, seguito da Raikkonen. Potrebbe sembrare una buona situazione, con l’inglese a sandwich tra le rosse, invece Hamilton, dimostrando ancora una volta di non saper gestire la pressione o di voler sempre strafare, si butta all’interno del ferrarista che non ci sta e cercando di recuperare taglia sul cordolo incrociando la traiettoria della McLaren mandandola in testa coda.
Il contatto costa all’inglese l’ultima
posizione, quando avrebbe potuto tranquillamente controllare la situazione, visto che il binomio inglese sembra più efficiente e veloce dei rivali.
Con Hamilton ultimo la situazione sembra ancor più favorevole anche se Massa per un errore dopo il contatto perde due posizioni ed è settimo. C’è però il dubbio sulla manovra del brasiliano e puntuale arriva la penalità da scontare con un drive through; stessa sorte toccherà ad Hamilton per la manovra alla partenza.
Gara di rimonta per entrambi con Hamilton subito ai box per cambiare gomme e strategia. Raikkonen sesto, riesce da qui in poi a tenere un buon passo firmando subito un giro veloce e un bel sorpasso che vale la quarta posizione a danno di Trulli. Alla fine sarà terzo grazie al guasto che blocca Kovalainen fermato dal motore. E’ la terza volta nella stagione che Kovalainen accusa guasti meccanici, dopo la rottura del cerchione in Spagna, e dei problemi al cambio in Belgio, mentre il compagno non è mai rimasto appiedato dalla sua auto.
Kubica ed Alonso continuano a fare l’andatura con la Renault che rosicchia decimi alla BMW e lo spagnolo che sopravanza il polacco nel primo pit stop. Raikkonen guadagna su Kubica mentre Massa ed Hamilton continuano la loro rimonta, con il ferrarista che a 19 giri dalla fine raggiunge la zona punti con l’ottavo posto, che rischia di sfumare pochi giri dopo quando Bourdais rientrando dopo la sosta ai box lo manda in testa coda, riparte nono, ma anche il francese finisce nel mirino dei commissari.
Vince Alonso, continua così il suo momento positivo dopo la vittoria nel GP di Singapore, grazie al suo talento ed ai progressi della Renault che completa l’opera con un bel quarto posto di Piquet.
A tre giri dalla fine Massa con un sorpasso rabbioso strappa l’ottava posizione a Webber ed un punto prezioso che gli consente di ridurre a 6 lo svantaggio da Hamilton, che diventeranno 5 per effetto della penalità inflitta proprio a Bourdais.
Dopo un’altra gara rocambolesca campionato quindi ancora aperto. In McLaren dovranno tirare le orecchie ad Hamilton che non ne vuole sapere di ragionare ed ha trasformato in un disastro un week end che doveva confermare la loro supremazia. In Ferrari nonostante la prima posizione in classifica costruttori e due punti recuperati da Massa dovranno fare miracoli per cercare di stare davanti all’inglese con entrambe le macchine già nel gran premio di Cina, domenica prossima.
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Giappone: suonare un piano che brucia
Un famoso giapponese pianista jazz, Yosuke Yamashita, ha espresso la sua scottante passione per la musica bruciando il suo piano mentre suona!

Video del pianista giapponese che suona mentre il piano brucia:
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