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Un tubetto per ricaricare il cellulare

Niente più cavi da collegare alla presa elettrica o a quella dell’auto: per ricaricare la batteria del cellulare in futuro potrebbe bastare un tubetto di idrogeno. La novità, che potrebbe entrare in commercio entro tre anni, arriva dall’Industrial Technology Research Institute di Taiwan, dove hanno messo a punto un sistema più economico ed ecologico per alimentare i telefoni cellulari.
I ricercatori spiegano che alla base del prototipo c’è una cella di combustibile, cioè un apparecchio elettrochimico che consente di trasformare in elettricità l’energia chimica di una reazione. Il caricabatterie dovrebbe arrivare sul mercato ad un costo stimato di 30 dollari, più 30 centesimi per ogni ricarica.
Le ricariche consistono in tubetti blu di plastica contenenti idrogeno allo stato solido, progettati per reagire con l’acqua e rilasciare idrogeno alla cella combustibile in modo da produrre elettricità. Ogni tubetto dà una ricarica di circa due ore, dopo di che deve essere sostituito.
I ricercatori stanno lavorando ad un analogo sistema di alimentazione dedicato ai computer portatili, ma al momento non è ancora noto se e quando si arriverà alla realizzazione di un prototipo.
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Batterie al virus

La batteria è fondamentale per tutti i prodotti che la tecnologia odierna è in grado di offrire, dai telefoni cellulari ai computer portatili, dalle macchine fotografiche ai lettori multimediali. Solo qualche giorno fa si parlava della scoperta di come rendere più veloci nella ricarica e maggiormente efficaci le attuali batterie al litio ed ora ecco un’altra notizia che potrebbe essere straordinaria.
Si tratta di una batteria rivoluzionaria e rispettosa dell’ambiente, in linea con le attuali tendenze di eco compatibilità da parte degli utilizzatori e quindi degli ideatori e costruttori. Sarebbe in grado di alimentare addirittura veicoli, oltre ai consueti cellulari, lettori mp3, computer ecc.
La straordinarietà sta nel fatto che alla base di questa batteria c’è un virus, un batteriofago perfezionato in provetta, chiamato M13 che solitamente è presente nei batteri. Un gruppo di ricercatori del MIT (Massachusetts Institute of Technology), guidato da Angela Belcher ha modificato i geni del virus per raccogliere particelle a carica negativa, ed hanno quindi realizzato un potente elettrodo costituito da nano tubi in carbonio e metallo. L’elettrodo dovrebbe quindi produrre un batterio veloce e molto più potente delle batterie agli ioni di litio, i ricercatori hanno parlato di durata triplicata per alcuni congegni elettronici.
Moltiplicandone la potenza, queste batterie potrebbero essere utilizzate in campo automobilistico, anche se al momento questa prospettiva è remota. Al momento il MIT sta lavorando allo sviluppo di batterie con voltaggio e capacità superiori rispetto al primo prototipo.
Al MIT già dal 2006 sono in corso esperimenti di alterazione genetica sui virus per produrre energia.
Il prototipo della nuova batteria, più leggera, più duratura (ricaricabile fino a 100 volte) e più ecologica è stato presentato al Presidente Usa, Barack Obama allo scopo di ricevere fondi dalla Casa Bianca per proseguire con la sperimentazione del prodotto e con la speranza di commercializzare al più presto la nuova batteria.Batterie
DMFC (Direct Methanol Fuel Cells), Toshiba ne aveva annunciato la commercializzazione entro la fine di marzo, ma a causa di problemi di sicurezza ora si parla della fine dell’anno. L’alimentazione delle batterie DMFC è una piccola tanica di liquido da versare nella batteria per ricaricarla, senza che necessiti di alimentazione elettrica. L’azienda giapponese sta sviluppando telefoni cellulari e notebook basati su queste batterie, che pertanto devono poter essere ricaricate.
Le batterie DMFC producono energia elettrica mediante una reazione chimica fra il metanolo, l’acqua e l’aria. L’unica loro emissione è costituita da vapore acqueo e biossido di carbonio, motivo per il quale sono ritenute ecologiche rispetto alle tradizionali agli ioni di litio, che richiedono procedure di smaltimento particolari. Il grande vantaggio per gli utilizzatori è il metodo di ricarica: basta aprire il serbatoio e versarci il liquido, come per la ricarica delle cartucce da stampante.Enviro, le batterie HP garantite “a vita”. HP ha iniziato a vendere batterie Enviro per i suoi notebook consumer, con garanzia di almeno 3 anni e prezzo di 150 dollari, circa 20 dollari in più di quelle attuali.tradizionali. Le nuove batterie hanno un ciclo di vita di 1.000 cicli di carica e scarica, contro i 150 circa di quelle tradizionali. Per questo sono state battezzate con il nome Enviro, per richiamare il fatto che si tratta di prodotti che prestano attenzione all’ambiente (environment) grazie alla scarsa necessità di rottamazione dovuta al lungo periodo di utilizzo.


