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  • Formula Uno: il ritorno di Michael Shumacher
    Michael Shumacher

    Michael Shumacher

    Dopo l’annuncio ufficiale del rientro di Michael Shumacher con la Mercedes nel 2010, si sono sprecati i commenti nel circus della F1, quasi tutti positivi sulla sfida che il tedesco a 41 anni si prepara ad affrontare, prima di tutto con se stesso.

    Schumacher ha firmato un contratto che lo legherà alla casa costruttrice tedesca per un anno a 7 milioni di euro. La Mercedes sarà un team completamente tedesco, a partire dai due piloti ( Shumacher e Rosberg ) e dal capo team Ross Brawn. Il patron della F1 Bernie Ecclestone si è detto molto felice per il ritorno di Schumacher, e convinto che assisteremo ad una delle stagioni più interessanti degli ultimi tempi, grazie anche a questo clamoroso ritorno, ma il suo pronostico per la vittoria del mondiale 2010 va a Vettel (Red Bull).

    Fino a poco tempo fa nessuno avrebbe pensato all’abbandono della Ferrari per tornare al volante da avversario, e conoscendo il campione pluri iridato è chiaro che non sarebbe tornato se non pensasse di essere ancora competitivo ai massimi livelli e se non pensasse di poter vincere. Schumi dovrà confrontarsi con una generazione di giovani piloti che avranno uno stimolo in più nel volerlo battere a tutti i costi, lui vorrà dimostrare quanto vale. Il prossimo campionato vedrà in pista 4 campioni del mondo contemporaneamente: Alonso, Hamilton, Button e Schumacher.

    I rivali più accreditati saranno i soliti noti, Lewis Hamilton con la McLaren, Fernando Alonso e Felipe Massa con la Ferrari puntano decisamente al titolo. Qualcuno però come Ecclestone, vede tra i favoriti anche Sebastian Vettel, dopo i buoni risultati della stagione scorsa anche se con risultati alterni.

    Tra coloro che non sono felici del ritorno in pista di Schumacher, ma solo perché al volante di una Mercedes c’è ovviamente Luca Cordero Di Montezemolo, che si era detto “deluso” da Schumacher, come presidente della Ferrari, per aver accettato la proposta della Mercedes, ma ha assicurato anche che sul piano personale resteranno “sempre amici”.

    “Bisogna ammettere che Michael Schumacher ha un perfetto fratello gemello – aveva detto Montezemolo al quotidiano francese L’Equipe -: stessa età, stessa condizione fisica a 41 anni, stessa passione e determinazione per la F1… Ci si potrebbe sbagliare! Questo ha deciso di pilotare una Mercedes, il vero Schumi mi aveva detto che avrebbe finito la carriera in Ferrari. Quando ha dovuto rinunciare per colpa del collo – ha aggiunto – non era triste, era distrutto”.

    Tra tutti i commenti positivi al rientro, suscita invece perplessità tra i dipendenti Mercedes il contratto che legherà per i prossimi tre anni Michael Schumacher alla casa automobilistica, in un periodo di incerte prospettive per il settore e di dubbia redditività dell’attività sportiva. L’ingaggio di Schumi “é difficile da far accettare alla gente e per molti colleghi è inimmaginabile”, ha detto al quotidiano Frankfurter Rundschau il capo della rappresentanza dei dipendenti Mercedes, Uwe Werner.

    “Il personale avrebbe capito se Mercedes avesse invece abbandonato il mercato della Formula 1, ha aggiunto Werner. Secondo un esperto di auto dell’università di Duisburg- Essen, Ferdinand Dudenhoffer, l’impegno di Mercedes in Formula 1 non è redditizio, in quanto produce “costi che non sono comparabili ai possibili ricavi”. “Mercedes è un gruppo in cui il primo valore del marchio non è il carattere sportivo, quanto piuttosto la sicurezza, la qualità”, ha detto Dudenhoffer. “Per finanziare la Formula 1, ogni auto Mercedes deve essere venduta a un prezzo tra i 200 e i 300 euro più caro“, ha precisato lo studioso.

    La stampa, intanto, sottolinea che il primo movente della scelta di Michael è stata la passione e la voglia di vincere ancora. “Perché fa questo? Non è già abbastanza celebre e ricco?”, si chiede la Frankfurter Allgemeine Zeitung, che così si risponde: “E’ la passione di competere al massimo livello. Schumacher cerca la sfida, non i prossimi milioni; la competizione, non un diversivo rispetto ad una quotidianità lussuosa”.

  • Formula Uno circuito di Yaris Emirati Arabi
    Formula Uno circuito di Yaris Emirati Arabi


    La Formula Uno debutta domenica, in occasione dell’ultima gara della stagione sullo sfarzoso circuito di Yas negli Emirati Arabi. Yas Marina Circuit è la denominazione ufficiale di questa pista disegnata, come tutte quelle di nuova generazione, da Hermann Tilke.

    Situata sull’isola di Yas, a circa 30 minuti dalla città di Abu Dhabi, ospiterà il secondo gran premio del Medio Oriente dopo quello del Bahrein. Il circuito è stato realizzato dalla compagnia Aldar Properties costruttrice anche del parco tematico sull’automobilismo, il Ferrari world, aree residenziali, un parco acquatico, oltre a strutture alberghiere e di divertimento.

    Caratteristiche circuito di Yaris Emirati Arabi:

    Lunghezza del circuito: 5554 metri

    Numero di curve: 21

    Curve a destra: 9

    Curve a sinistra: 12

    Numero di giri da percorrere: 55

    Caratteristica l’uscita dei box, che passa sotto la pista e quattro grandi tribune denominate “Main Grandstand”, “West Grandstand”, “North Grandstand” e “South Grandstand” . Il 28 Agosto è stato annunciato che l’inizio della gara sarebbe stato posticipato alle 17:00 locali, così da iniziare con il sole e terminare al tramonto, motivo per cui il circuito è dotato di un impianto di illuminazione permanente simile a quello di Losail, in Qatar.

    Diverse difficoltà nella costruzione sembravano mettere in dubbio la gara per il 2009, tanto che il circuito è stato consegnato soltanto alla metà dello scorso settembre. Il 7 ottobre 2009 il tracciato ha ottenuto l’approvazione finale da parte della FIA. Bruno Senna è stato il primo pilota a completare un giro sul circuito.

    Questo avveniristico circuito è sponsorizzato dalla compagnia aerea degli Emirati Arabi Uniti, Etihad Airways la quale ha in essere un contratto di partenariato con la Scuderia Ferrari.

    Il giapponese Kobayashi sostituirà l’infortunato Timo Glock al volante della Toyota. Il giapponese, 23 anni compiuti lo scorso settembre, ha debuttato in Formula uno al recente Gp di Interlagos in Brasile, qualificandosi undicesimo e concludendo al nono posto dopo una gara condotta sempre ai massimi livelli.

    Raikkonen ed Alonso

    Il presente e il futuro di Maranello saranno in pista domenica ad Abu Dhabi. Qui nessuno è favorito, nessun team ha riferimenti rispetto all’anno prima, tutto può accadere.
    Alonso, che è già riuscito a vincere nel GP d’esordio di Singapore sta per salutare un gruppo di persone che conosce da molto e con cui ha condiviso grandi vittorie. “È per questo che mi piacerebbe finire la stagione e la mia carriera in Renault con un grande risultato, sarà emozionante perché ho tanti ricordi speciali che mi legano alla Renault e sto lasciandomi dietro tanti amici. La Renault è uno dei grandi team della F.1 e non vedo l’ora di lottare con loro in pista negli anni a venire”.

    Kimi Raikkonen dice: “È giunto il momento di salutarci con i ragazzi della Ferrari dopo tre anni trascorsi insieme; con orgoglio penso ai risultati ottenuti, in particolare al titolo del 2007, a quelli marche dello stesso anno e del 2008. In questa stagione la macchina non era così competitiva come avremmo voluto ma siamo comunque riusciti a vincere al meno una corsa e a fare un discreto bottino di punti. Speriamo di chiudere in bellezza con qualcosa di bello in più da ricordare”.

  • Formula Uno, Briatore abbandona la Renault
    Briatore abbandona la Renault


    Flavio Briatore abbandona la Renault e con essa il circus della Formula 1. In un comunicato ufficiale la casa francese ha precisato che insieme a Briatore se ne andrà anche il capo degli ingegneri, Pat Symmonds. Al posto di Briatore  Frederic Vasseur, boss del team «Art» con il quale Niko Hulkenberg ha vinto la GP2.

    Sembra di essere tornati indietro di tre anni quando, proprio a Monza, i carabinieri notificarono all’allora team principal della McLaren, Ron Dennis, l’avviso di garanzia della Procura di Modena in merito alla spy story tra McLaren e Ferrari. Cambiano gli uomini e i colori delle scuderie ma si ritrova lo stesso clima di veleno nel mondo della F1.

    L’accusa

    Nelsinho Piquet, giovane pilota brasiliano da poco appiedato dalla Renault, ha accusato la scuderia di averlo costretto, nel Gran Premio di Singapore del 2008, ad andare a sbattere contro il muretto per lasciare il via libera a Fernando Alonso. Piquet senior, in un interrogatorio dello scorso 17 agosto, aveva rincarato la dose coinvolgendo la Fia, il suo presidente Max Mosley, il patron Bernie Ecclestone e anche Fernando Alonso.

    La difesa

    Il manager della scuderia francese, Flavio Briatore aveva reagito altrettanto duramente con una denuncia al Tribunale penale e di Parigi nei confronti di entrambi i Piquet, con l’accusa di tentata estorsione e calunnia. «Ci hanno ricattato, abbiamo le prove», disse Briatore. «Non abbiamo organizzato nessun incidente a Singapore – ha precisato – quello che è stato detto è molto grave. Quando due mesi fa ho sentito le illazioni su questa vicenda ho subito scritto a Nelson Piquet senior. Era il 28 luglio. Non abbiamo mai avuto nulla da nascondere».

    L’epilogo

    Le dimissioni di Briatore e Symmonds sembrano essere l’unico modo di salvare la faccia della scuderia, e non è dato sapere quanto siano spontanee. La Renault ha poi annunciato che le accuse formulate dalla Fia non saranno contestate e fino al 21 settembre, giorno in cui si presenterà di fronte al Consiglio Mondiale della Fia, non rilascerà altre dichiarazioni.

    «Confidiamo che il Consiglio della Fia il 21 Settembre sia imparziale – commenta Briatore – abbiamo prove evidenti che porteremo al Consiglio». «Abbiamo cercato in tutti modi di metterlo a suo agio – continua Briatore – abbiamo fatto di tutto, abbiamo cercato anche un dottore che gli parlasse per la sua fragilità. Addirittura ho letto sui giornali che Piquet mi ha accusato di non avere fatto entrare un suo amico nel paddock definendomi il suo boia. Io ho allontanato il suo amico su suggerimento del padre. Questi due vivevano insieme. Non si capiva che relazione avessero». «Ho fatto addirittura spostare Piquet di appartamento in un palazzo dove vivo io per tenerlo sotto controllo. Queste accuse di Piquet sono gratuite».

    Qualcuno sospetta che tutto sia stato orchestrato dai vertici Fia per le critiche rivolte dal numero 1 della Renault Ghosn alla gestione Mosley, ed in particolare per quelle di Briatore relative ai nuovi regolamenti, ma Mosley getta acqua sul fuoco.

    Aspettiamo lunedì prossimo per saperne di più, intanto una cosa è certa, è un altro duro colpo per la F1.

  • F1 2009, si riparte tra le incognite
    Ferrari 2009 Ferrari F60


    Scoppia la grana diffusori e partono i primi comunicati ufficial, Ferrari, Renault e Red Bull hanno presentato una protesta nei confronti di Brawn Gp, Williams e Toyota. Non si tratta di una reclamo vero e proprio, ma di tre comunicati separati di ogni singola squadra in merito ai diffusori ritenuti irregolari.

    Così quando le monoposto sono praticamente già in pista il primo motivo di discussione non sono le prestazioni delle monoposto o dei piloti ma l’incognita sulla dubbia regolarità del lato “B” di Brawn Gp, Williams e Toyota. Il primo verdetto è atteso per domani dopo i controlli degli steward della federazione automobilistica internazionale e c’è da prevedere che se le tre scuderie passeranno il primo esame si possa scatenare una serie di ricorsi degli altri team.

    Era stato Max Mosley qualche giorno fa a sollevare i primi dubbi, dicendo che risultato del primo Gp della stagione “sarà determinato dai commissari, perché quasi sicuramente ci sarà un ricorso di chi si considera penalizzato”. La grana diffusori è emersa nel corso dei test invernali con Brawn GP, Toyota e Williams in grado di sfruttare le zone grigie del regolamento, interpretandolo in maniera diversa rispetto alla concorrenza.

    La cosa ha preso risalto a causa prestazioni della scuderia nata dalle ceneri della Honda che negli ultimi test invernali ha messo dietro tutti gli altri. Il sito “Autosport” riporta che tra qualche ora potrebbe esserci un colpo di scena della Fia, ma è più probabile che per far luce sulla vicenda si debba attendere il ricorso di qualche scuderia.

    La lente dei giudici su Toyota, Brawn gp e Williams quindi, che si difendono spiegando che non c’è stato alcun sfregio del regolamento ma solo una diversa interpretazione che permette loro di migliorare sensibilmente le prestazioni delle monoposto.

    Felipe Massa chiede che la situazione venga chiarita il più velocemente possibile: “Il mio pensiero è che queste cose devono essere chiarite. Ora non è sicuro se il diffusore è legale o no, bisogna attendere e vedere come deciderà la Fia. Tutto deve essere chiarito al 100%”. 

    Il brasiliano è tornato a parlare del sistema di assegnazione del mondiale piloti. La Fia aveva  annunciato una rivoluzione seguita da una repentina retromarcia su pressione dei team infuriati, ora sembra che le nuove norme slitteranno al 2010. ”Non è una bella cosa per la Formula 1 partire con tutte queste storie. Le regole devono essere cambiate durante l’inverno e non poche settimane prima del via. Abbiamo bisogno di regole certe, bisogna essere più seri”.  Sul titolo mondiale: “Non c’è solo Hamilton ma tanti altri da battere quest’anno. La Brawn Gp? Sono andati molto bene nei test invernali, ma in gara potrebbe essere un’altra cosa”. Il problema però è il solito e torniamo a bomba: “Comunque bisogna che venga chiarita la vicenda dei diffusori”.

  • Formula 1 ecco la rivoluzione
    Ferrari 2009 Ferrari F60


    A tre settimane dal via del campionato tante indiscrezioni su una nuova “rivoluzione” che potrebbe investire il mondo della Formula1. Nel frattempo è stata smentita da Renault la notizia dell’intenzione di ritirarsi.

    La Formula 1 è in continua evoluzione di questi tempi. Un’industria che cerca di tagliare i costi come qualsiasi altra, senza perdere la propria essenza e cercando di aumentare lo spettacolo. Max Mosley, il presidente della federazione internazionale, nei giorni scorsi ha rilanciato la sua idea di risparmio: standardizzare i pezzi (motore, cambi e sospensioni) per ridurre i costi destinati alla ricerca e produzione. Dall’ultima riunione della Fota sono emerse invece tante anticipazioni ed indiscrezioni.
    Formula 1 – il punteggio

    Il punteggio: novità immediatamente applicabile. Tra il primo e il secondo classificato la differenza punti sarà maggiore. È un’idea cara a Luca Montezemolo, presidente della Fota oltre che della Ferrari, ma non dispiace nemmeno a Bernie Ecclestone, che aveva proposto un sistema «olimpico» basato sulle medaglie per incoraggiare chi osa rispetto a chi fa troppi calcoli di classifica. Fino allo scorso campionato i piloti premiati erano 8 (10 il primo, 8 il secondo, 6,5,4,3,2,1 gli altri). Il nuovo punteggio potrebbe premiare il vincitore con 12 punti, o sempre 10 ma penalizzare i piazzati.

    Formula 1 – le qualifiche

    Qualifiche: qui l’idea sarebbe quella di premiare con un punto il pilota più veloce, inoltre, serbatoi scarichi anche per la fase finale delle prove, “formula” questa che vede in Briatore il primo sostenitore. Infine, per coinvolgere i fans, saranno rivelate informazioni «sensibili» relativamente ai quantitativi di benzina e ai cambi gomme, e rese pubbliche le comunicazioni via radio.
    Formula 1 – altre novità

    Altre novità, a più lungo termine: altre restrizioni ai test, cambio gomme obbligatorio (abolizione del rifornimento dal 2010), modifiche ai circuiti per favorire i sorpassi, il sistema kers standard, limitazioni ai materiali utilizzabili. «Questi progetti sono il risultato di una serie di incontri negli ultimi mesi ha scritto la Fota in un comunicato. L’obiettivo è rendere la Formula 1 economicamente sostenibile, rispettosa dell’ambiente e più interessante per gli spettatori, per le tv e per il pubblico di internet negli anni a venire».

    Nei giorni scorsi la Renault è stata oggetto di un giallo. Nel giorno in cui Fernando Alonso staccava il miglior tempo nei test di Jerez davanti alla Ferrari di Kimi Raikkonen, il dg della Casa francese, Patrick Pelata dichiarava durante il Salone dell’Auto di Ginevra: «Renault sta tentando di contenere i costi e aumentare i ricavi. Noi vogliamo restare in Formula 1, ma non si tratta in realtà di un tabù». La notizia di un possibile ritiro è stata poi smentita da un portavoce della scuderia: «Sosteniamo da tempo che i budget della F1 vanno tagliati e le entrate devono crescere. Il nostro impegno non cambia».

  • Crisi sulla F1, abbandono della Honda
    Crisi sulla F1, abbandono della Honda


    Proprio pochi giorni fa Ecclestone dichiarava che il grande cyrcus della Formula 1 non avrebbe risentito della crisi economica, ma a smentirlo arriva l’annuncio dell’abbandono della Honda.

    La casa giapponese rinunciando alla vetrina della F1 e risparmierà 420 milioni di euro, risorse che potranno essere destinate ad altri settori del gruppo. Un emozionato Takeo Fukui, presidente Honda ha dichiarato che quella passata è stata l’ultima stagione e si è deciso per il ritiro totale, vale a dire che non si prende nemmeno in considerazione la fornitura di motori per altre scuderie eventualmente interessate.

    La decisione dipende dalla contingente crisi mondiale del settore automobilistico, spiega ancora Takeo Fukui, il tempo ci dirà se abbiamo preso la decisone giusta.

    Non sono solo i team ad avere problemi economici, ma anche i circuiti, basti pensare che il Gran Premio d’Australia è in perdita di 27 milioni di dollari!, non mancano problemi finanziari per il Gran Premio di Francia e c’è addirittura incertezza su quello di Shangai.

    Forse la decisione dipende anche dai non eccellenti risultati ottenuti, nel 2008 ha chiuso al nono posto, con appena 14 punti racimolati da Barrichello e Button. L’esperienza di di Honda nella massima serie automobilistica è iniziata nel 1964, ottenendo tre vittorie nei gran premi, l’ultimo dei quali nel 2006 ad opera di Button; era però già uscita dal cyrcus quattro anni dopo il debutto.

    Dal 1983 al 1992 ha limitato la presenza alla fornitura di motori, nel 2000 il rientro assieme alla BAR per prendere successivamente il controllo completo del team. 750 i dipendenti impegnati nel team, che si ritrovano senza lavoro all’improvviso, come i piloti. Proprio Barrichello aveva espresso il suo nervosismo qualche giorno fa per l’incertezza del futuro all’interno del team.

    Questo il testo del comunicato della FOTA (Formula One Teams Association) a proposito del ritiro: “Il Presidente della FOTA, Luca di Montezemolo, è stato informato dai dirigenti della Honda Racing F1 Team della decisione di ritirarsi dal Campionato del Mondo di Formula 1 del 2009. La FOTA si augura che il patrimonio di conoscenze tecnologiche della squadra di Brackley non vada disperso e che possa essere possibile riprendere al più presto la sfida sportiva.

    Il Presidente Montezemolo, interpretando i sentimenti di tutti i componenti della FOTA, ha espresso il suo grande apprezzamento per le qualità umane e professionali di Ross Brawn, Team Principal della Honda, e Nick Fry, CEO della Honda Racing F1 Team”.

    In un comunicato alla BBC Radio 5, Nick Fry della Honda ha parlato del probabile interesse di tre potenziali seri acquirenti per Honda Racing, si vocifera già di una cordata capitanata proprio da Ross Brown, ex d.t. Ferrari, che potrebbe avanzare alla Ferrari una richiesta di fornitura dei motori.