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La dieta dell’ananas

La dieta dell ananas
La dieta dell’ananas
è una dieta dimagrante a bassissimo apporto calorico.Viene consigliata soltanto per brevissimi periodi di tempo (1 – 3 giorni), soprattutto dopo grandi abbuffate, ideale insomma dopo le feste. All’estratto del gambo di ananas vengono attribuite proprietà sgonfianti, diuretiche e digestive.
Cosa contiene:
• Acqua (90%, come quasi tutti i frutti e le verdure)
• Zuccheri semplici (il contenuto calorico è comunque solo 40 calorie per etto)
• Minerali (calcio, fosforo, potassio, ferro), 230 mg per etto.
• Vitamine A e C.
• Bromelina (l’enzima che stimola la produzione di succhi gastrici per la digestione delle proteine della carne)
Oltre ad aiutare la digestione della carne, l’ananas ha una funzione diuretica e antinfiammatoria. Pare sia ottimale anche per curare la cellulite.
Suggerimento per l’acquisto: l’ananas fresco e buono si riconosce dalla buccia di color giallo arancione, assolutamente priva di macchie, la consistenza deve essere dura, e il ciuffo deve essere di un bel verde e non appassito. Inoltre accostando il naso alla superficie del frutto, si deve sentire leggermente il profumo caratteristico. Da evitare quelli di colore scuro, morbidi e con le foglie che si staccano perché sono troppo maturi.
Consiglio sulla conservazione: in frigorifero a testa in giù, così gli zuccheri al suo interno verranno redistribuiti in tutto il frutto. Una voglia tagliato, mangiarlo subito per mantenere intatte tutte le proprietà della vitamina C.
Dieta di tre giorni:
Primo giorno
- Colazione: 1 caffè d’orzo + 4 fette biscottate integrali con marmellata
- Spuntino: mezzo ananas fresco
- Pranzo: bresaola + un pezzo di formaggio caprino + insalata + 2 fette di ananas
- Spuntino: 2 kiwi
- Cena: filetto di merluzzo cotto al vapore + ricotta fresca + 2 fette di pane integral
Secondo giorno
- Colazione: 1 tazza di latte di soia + 4 fette biscottate integrali con miele
- Spuntino: mezzo ananas fresco
- Pranzo: sogliola con limone + 1 cetriolo fresco condito con un pizzico di sale e succo di limone + 2 fette di pane alla soia + 2 fette di ananas
- Spuntino: prosciutto crudo magro + mezzo ananas fresco
- Cena: 60 grammi di prosciutto crudo magro; mezzo ananas.
Terzo giorno
- Colazione: 1 caffè + fetta di pane integrale con marmellata
- Spuntino: mezzo ananas fresco
- Pranzo: mozzarella, pomoro e origano + un panino alla soia
- Spuntino: mezzo ananas fresco
- Cena: bistecca di vitello ai ferri + insalata mista
- Colazione: 1 caffè d’orzo + 4 fette biscottate integrali con marmellata
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Alimentazione, la salute dei bambini

La salute si costruisce dall’infanzia. Un bambino “grasso” ha un rischio molto maggiore di diventre un adulto grasso.
E’ quindi evidente come una buona educazione alimentare deve iniziare sin da piccoli, perché recuperarla da adulti è molto più difficile. I genitori devono imparare ad imporre delle regole e limiti ai figli anche riguardo al cibo, ricordando che a volte bastano accorgimenti minimi per evitare che i bambini mangino troppo e male. Se possibile, l’allattamento prolungato al seno – fonte di innumerevoli vantaggi per la salute del bambino – è anche una buona strategia per controllare l’obesità infantile.
I bambini che crescono velocemente di peso nei primi mesi di vita, se sono allattati al seno almeno sino ai quattro mesi sviluppano una quota ridotta di grasso corporeo e tendono a normalizzare il proprio peso entro i 5 anni. Al contrario, nello stesso tipo di bambini, l’allattamento artificiale facilita il mantenimento del controllo del peso tra i 2 e i 5 anni di vita. Con il proseguimento della crescita, assume poi naturalmente un ruolo decisivo il tipo di alimentazione, a sua volta influenzata da fattori ambientali e soprattutto familiari.
Dare l’esempio.
I comportamenti alimentari di un bambino fino a 6 anni risultano direttamente correlati a quelli dei genitori, in particolare della madre. Solo in seguito subentra l’influenza dei cosiddetti fattori ambientali (compagni di scuola e amici con cui si praticano hobbies e sport, modelli proposti dalla tv, ecc.). L’età pre-scolare (3-5 anni) rappresenta una fase importantissima sotto il profilo della costruzione delle scelte alimentari: è in questo periodo che il bambino viene introdotto alla varietà dei cibi presenti in tavola e alla preferenza di alcuni alimenti rispetto ad altri (ad esempio verdura e pasta piuttosto che snacks e dolci).
Proprio in questa fase i genitori hanno un ruolo attivo attraverso:
- la disponibilità e l’accessibilità del cibo in casa;
- il proprio esempio (genitori e figli mostrano tendenzialmente reazioni di preferenza/disgusto per i medesimi alimenti);
- il modo in cui essi stessi si pongono di fronte al cibo (anche l’atteggiamento di rifiuto nei confronti di certi alimenti di genitori e figli risulta correlato);
- la decisione del tempo che il bambino può trascorrere davanti alla TV.
Fonte:ADI – Aboca
- la disponibilità e l’accessibilità del cibo in casa;
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Sedentarietà e controllo del peso

A volte, nonostante l’alimentazione seguita non sia eccessiva, si ha comunque difficoltà a perdere peso ed il tutto è accompagnato da un costante stato di stanchezza, pressione bassa e frequente sonnolenza. Siamo probabilmente in una situazione di eccessiva sedentarietà, magari associata ad un metabolismo basale tendenzialmente basso.
In questi casi è prioritario incrementare l’attività fisica per aumentare il fabbisogno energetico. Durante gli sforzi muscolari il nostro corpo ha bisogno di un surplus di energia che, se lo sforzo ha una durata minima di 20-25 minuti, viene ottenuto bruciando i grassi di deposito (attraverso i processi di lipolisi e termogenesi). Quando svolta con regolarità inoltre, l’attività fisica induce un aumento della massa muscolare (massa magra), alla quale sono principalmente da attribuire i consumi energetici basali dell’organismo. In aggiunta all’esercizio, e mai in sostituzione, si può ricorrere anche alle piante medicinali ad azione attivatrice.
Gli attivatori metabolici.
Stiamo parlando dell’arancio amaro, del the verde e dell’alga bruna. Queste piante medicinali agiscono stimolando la termogenesi e inducendo la mobilitazione dei grassi accumulati nel tessuto adiposo di riserva lipolisi). Per un uso proficuo e corretto, queste sostanze naturali vanno utilizzate per brevi periodi di tempo (10-20 giorni al massimo), ripetendo eventualmente più cicli nel corso dell’anno. A causa della loro azione stimolante, non sono adatte ai bambini, alle donne in gravidanza, ai soggetti cardiopatici e ipertesi.
Attivare il metabolismo.
Quando il metabolismo si attiva, per far fronte all’aumentato fabbisogno energetico l’organismo mette in atto il processo della lipolisi – che porta alla scissione delle riserve di grasso immagazzinate nel tessuto adiposo sotto forma di trigliceridi – e della termogenesi, che consiste nell’utilizzazione a scopo energetico degli acidi grassi liberi prodotti.
Fonte:ADI – Aboca
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Benessere, quando si preferisce il miracolo

Quando si preferisce il miracolo all’impegno: i chili di troppo, oltre a rappresentare una possibile causa di disturbi della salute, spesso generano anche una serie di problemi di carattere psicologico.
Innanzitutto avere chili di troppo ci fa sentire più brutti e non all’altezza dei canoni estetici imposti dalla moda, dai media e dagli stereotipi di bellezza, diminuendo il nostro senso di sicurezza ed autostima. In secondo luogo e anche in conseguenza di questo, il desiderio ansioso di perdere chili ci porta spesso ad un approccio errato alla perdita di peso, caratterizzato dalla smania di dimagrimento e dall’eccessiva fretta di vedere risultati tangibili in breve tempo.
Proprio perché concretizzano questi speranzosi desideri, hanno poi così facile presa su molti soggetti le cosiddette strategie “miracolo”. Si crede quindi di poter raggiungere traguardi ambiziosi in 2-3 settimane, mentre un serio programma di perdita del peso dovrebbe essere spalmato su un periodo di diversi mesi o più, secondo le necessità dei singoli soggetti. Purtroppo quasi mai si fa riferimento ad un importantissimo fattore: l’impegno. Un impegno che non significhi semplicemente volontà di perdere peso ma impegno costante e dedizione per dimagrire gradualmente ed in salute, senza correre inutili rischi e cercando di controllare la smania da silhouette da copertina, forti della consapevolezza che è questo l’unico modo per risolvere il problema in maniera definitiva.
In assenza di questo impegno c’è il rischio di cadere in uno stato di scoraggiamento di fronte ai primi e limitati risultati nonché quello di reagire con pericolosi digiuni forzati e attività fisiche esagerate con l’unico risultato di aggravare il problema. Su molte riviste e in molti siti web si vedono titoli urlati di diete miracolose che promettono perdite di peso con poco sforzo e in periodi di tempo sempre più brevi. Purtroppo queste due caratteristiche, pur allettando molte persone, non vanno d’accordo con le regole di igiene alimentare e di dietetica messe a punto da medici esperti e specializzati.
l problema di queste diete lampo non è tanto la loro efficacia, in quanto fanno effettivamente perdere molti chili in poco tempo, bensì le deleterie conseguenze che hanno a lungo termine sia sullo stato di salute che sul peso. Rigorosi studi scientifici dimostrano che tutte queste diete presentano carenze di nutrienti essenziali per la sana alimentazione e la salute. L’altro problema di tali diete è di essere il più delle volte monotone e quindi difficili da protrarre nel tempo. Il risultato è che poi diventa molto difficile mantenere il peso raggiunto. La conseguenza più frequente è purtroppo quella di ottenere un inopportuno effetto “yo-yo” poiché dopo la dieta non solo si recuperano velocemente i chili precedentemente smaltiti, ma facilmente se ne acquista anche qualcuno in più. Così si passa da una dieta all’altra (”sono perennemente a dieta”), innescando un meccanismo senza fine.
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Dieta e benessere. Più vegetali più salute

L’alimentazione odierna mostra purtroppo un quadro generale di appiattimento ed omologazione dei cibi contrario al principio della “varietà”, che sta alla base di una sana alimentazione. Tra gli alimenti più sacrificati troviamo proprio quelli di origine vegetale, che sono alla base della piramide alimentare.
Le piante e gli alimenti vegetali in genere contengono sostanze molto importanti per la salute, come fibre, vitamine e sali minerali, oltre a quantità significative di composti biologici attivi chiamati phytochemicals o fitonutrienti. Questi composti organici presenti esclusivamente nelle piante non nutrono ma sono fondamentali per la salute perché proteggono i diversi sistemi e apparati del nostro organismo.
Si stima che esistano migliaia di phytochemicals, molti dei quali non sono ancora stati identificati.
I loro effetti benefici vanno dall‘azione antiossidante nei confronti dei radicali liberi (preventiva nei confronti delle malattie cardiovascolari, dei processi cronico-degenerativi tipici dell’invecchiamento e di alcune forme tumorali) alla modulazione dei processi di detossificazione e delle difese immunitarie. Questa loro azione di “sostegno” di molte delle funzioni del metabolismo cellulare è ormai considerata indispensabile per una buona salute, tanto che la loro carenza-assenza dalla dieta viene sempre più collegata a numerose malattie croniche dove giocano un ruolo importante i processi infiammatori e lo stress ossidativo.
I vegetali della famiglia delle crucifere (bietole, rapanelli, rape, cavoli, broccolo) contengono ad esempio dei phytochemicals chiamati isotiocianati, che agiscono attivando i sistemi enzimatici detossificanti e svolgendo anche un’azione protettiva nei confronti di alcuni tipi di tumore. Nell’aglio e nelle cipolle troviamo gli allisolfuri, che aiutano a mantenere il cuore in buona salute diminuendo i livelli di colesterolo e rendendo il sangue più fluido e meno incline alla formazione di trombi. Carciofo e tarassaco sono ricchi di polifenoli che favoriscono la funzionalità del fegato e i fisiologici processi di depurazione dell’organismo.
Mirtilli, uva nera, melanzane e radicchio contengono le antocianine, sostanze caratterizzate da un elevato potere antiossidante importanti per la vista, la salute dei capillari sanguigni e la funzione urinaria. Altri importanti phytochemicals ad attività antiossidante sono le catechine (abbondanti nel tè verde e in alcuni frutti quali le ciliegie e le albicocche) e i flavonoidi come la quercitina e la rutina (contenuti ad esempio nelle mele o in piante medicinali come il biancospino e la passiflora), ai quali viene anche riconosciuta un’azione blandamente calmante, antinfiammatoria a livello gastrointestinale e protettiva nei confronti del cancro al colon.
Da non dimenticare il licopene, contenuto nei pomodori e nell’anguria, oppure la clorofilla e i carotenoidi, di cui sono ricchi rispettivamente i vegetali a foglia verde, le carote e gli agrumi. Phytochemicals ad altissimo potere antiossidante sono anche contenuti in molte piante comunemente utilizzate in cucina come spezie aromatiche: salvia, timo, origano, rosmarino, curcuma e cannella. La funzionalità di tutte queste sostanze biologicamente attive è legata alla loro presenza all’interno del fitocomplesso vegetale. In altre parole, ogni pianta possiede una sua composizione complessa e caratteristica e per beneficiare delle proprietà salutistiche dei phytochemicals è necessario che l’organismo assimili tutto il mix di sostanze che la pianta contiene.
Ciò che rende preziosi i phytochemicals per il nostro organismo deriva infatti proprio dalle particolari e reciproche interazioni che si sono stabilite tra queste molecole in milioni di anni di evoluzione degli organismi vegetali. Nessun chimico sarebbe capace, mettendo insieme questi stessi composti, di ottenere gli stessi risultati e lo stesso potere protettivo da cui tanto dipende il nostro benessere psico-fisico.
Fonte:ADI – Aboca
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Drunkoressia, il pericoloso digiuno per sballare alla sera

Allarme “drunkoressia” (il termine non è ancora riconosciuto a livello medico), è una “nuova forma” di digiuno, si evita di mangiare per sballare meglio la sera. E’ l’anoressia da «happy hour», si risparmiano calorie per potersi «permettere» i drink con cui si mette a rischio la propria salute. Un pericolo emerso in Usa e in espansione.
Digiuni di 24, 48 ore, solo acqua e sigarette per tenersi in piedi fino alla sera. È il nuovo rito che precede l’happy hour per molte adolescenti anoressiche. Scatta in previsione di serate scandite da file di bicchierini di superalcolici da bere a stomaco vuoto, o al massimo dopo avere “spizzicato” qualcosa dal buffet dell’aperitivo. E’ un altro dei volti dell’anoressia: definita “drunkoressia”, astinenza dal cibo per potersi concedere l’abbuffata alcolica, perchè chi soffre di anoressia è conscio delle calorie di un cocktail, ma cede al fascino dell’alcol, che disinibisce e facilita i rapporti sociali, lo fa però mettendo in atto meccanismi preventivi di compensazione. Una sorta di dieta in cui il cibo è sostituito dall’alcol.
Gli esperti affermano che “La tendenza a eccedere con l’alcol è molto diffusa fra anoressiche e bulimiche, che lo usano in relazione al loro disturbo”. C’è chi affoga nell’alcol l’ansia di aver mangiato troppo e chi beve per indursi un senso di sazietà. O ancora chi lo fa per superare difficoltà di relazione, o sulla scia di impulsi incontrollabili. Oppure perchè l’alcol è una delle vie più semplici per arrivare a vomitare.
“Nel mio studio – ha raccontato la dottoressa Campanini durante un convegno, dell’ospedale San Paolo di Milano – sono passate diverse ragazze con disturbi alimentari. Ragazze che, una volta costruito un rapporto di fiducia, raccontano delle file durante gli happy hour, file di bicchierini superalcolici che bevono, uno dietro l’altro, per sentirsi sazie e disinibite”.
L’identikit della ragazza anoressica:
Ottimi voti a scuola, ben vestita, perfezionista, informatissima su diete e cibi ipocalorici, ha visitato tutti i siti Internet dedicati alla salute e al benessere. Si presenta alla visita dal medico con l’inseparabile bottiglia d’acqua nella borsa, utile per reintegrare i liquidi. Nega la malattia, chiede lassativi e diuretici, riferisce problemi come la scomparsa delle mestruazioni, fingendo di non capire che sono i classici campanelli d’allarme dell’anoressia. “Al medico queste ragazze chiedono 4-5 certificati di idoneità sportiva – dice ancora Campanini – perchè si sottopongono a sfiancanti programmi di attività fisica per tenersi in forma. Fanno danza e palestra e non disdegnano sport durissimi”.
Se sono accompagnate dai genitori, emergono subito i conflitti. “In genere le anoressiche hanno alle spalle madri oppressive e padri assenti. Facile, all’inizio, nascondere i problemi con il cibo: saltano la colazione, a pranzo sono sole a casa, invece di mangiare, fumano un paio di sigarette“. “Hanno una percezione alterata del loro corpo – spiega ancora l’esperta – continuano a vedersi grasse anche quando l’ago della bilancia le contraddice”. Alla base c’è sempre un disagio. Insicurezza, difficoltà a interagire con i coetanei, qualcosa che le spinge a farsi del male.
“E i modelli con cui crescono oggi gli adolescenti non aiutano. Soprattutto le ragazze devono fare i conti con minigonne, pantaloni a vita bassa e magliette minimal. Una moda che richiede corpi longilinei. Troppo lontani dalla normalità“. Secondo la specialista, il gioco di squadra fra specialisti e medici di medicina generale è una delle vie più efficaci per aiutare chi soffre di disturbi alimentari. “Abbiamo bisogno di collaborare con gli specialisti.
Servono centri di riferimento, numeri di telefono ai quali rivolgersi anche a tarda sera, indirizzi e-mail con cui tenersi in contatto. Perchè, se riesci ad agganciare una paziente, l’appoggio del centro specializzato deve essere immediato e continuo. Sono ragazze furbe e sanno come fregarti. Il rischio è che scappino via”.
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Alimentazione, i ragazzi non consumano frutta e verdura

Allarme della Coldiretti lanciato qualche giorno fa: c’è il rischio che i giovani di oggi vivano meno dei propri genitori: per 1 bambino su 4 niente ortofrutta in tavola
Il 25% dei bambini non consuma frutta e verdura almeno una volta al giorno. E’ la conferma del progressivo abbandono della dieta mediterranea tra le giovani generazioni, con il crollo del 20% dei consumi di frutta e verdura negli ultimi cinque anni. E’ quanto emerso, sulla base dei dati Istat, nel corso della conferenza stampa di presentazione del protocollo d’intesa Miur (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) e Coldiretti che prevede la sensibilizzazione dei giovani a un corretto comportamento civico rispettoso dell’ambiente e delle tradizioni alimentari italiane.
Particolarmente elevato è il rifiuto della verdura che ben sette ragazzi su dieci, tra 6 e 13 anni, non consumano quotidianamente, mentre la frutta è maggiormente presente, soprattutto – sottolinea la Coldiretti – nelle varietà più pratiche da consumare come le ciliegie o l’uva. La scorretta alimentazione, insieme alla minor attività fisica, è una delle principali cause di obesità e sovrappeso che interessano un terzo dei ragazzi tra 6 e 11 anni, secondo l’indagine OKkio alla salute condotta dall’Istituto superiore di sanità nel 2008.
“Si tratta – sostiene la Coldiretti – dell’effetto del crescente consumo tra gli adolescenti di cibi grassi e ricchi di zucchero, come le bibite gassate, a scapito dei prodotti base della dieta mediterranea!. L’aumento di peso è un “importante fattore di rischio per molte malattie come i problemi cardiocircolatori quali diabete, ipertensione, infarto e certi tipi di cancro, nei confronti delle quali la dieta mediterranea ha dimostrato di essere particolarmente efficace nella prevenzione”.
Il rischio è che, dopo anni in cui la vita media è progressivamente aumentata, a causa delle malattie provocate dal peso eccessivo “i giovani di questa generazione potrebbero essere i primi a vivere meno dei propri genitori”.
Riuscire a portare nelle scuole e ad educare gli studenti a mangiare sano e a riconoscere i migliori prodotti, dovrebbe bastare da solo a fare notizia, senza gli eclatanti dati su sovrappeso ed obesità da cui siamo bombardati quasi ogni giorno. MIUR e Coldiretti si sono impegnati, attraverso un protocollo, a promuovere insieme, grazie ad esperienze pilota, diverse iniziative per sensibilizzare i giovani ad un corretto comportamento civico rispettoso dell’ambiente e delle tradizioni alimentari italiane.
Tra queste, ad esempio, l’impegno di Coldiretti nel progetto del programma “Educazione alla Campagna Amica” che nel corso del nuovo anno scolastico coinvolgerà oltre centomila alunni delle scuole elementari e medie per partecipare ad oltre tremila lezioni in programma nelle fattorie didattiche e agli oltre cinquemila laboratori del gusto che saranno organizzati nelle aziende agricole e in classe.
Ma non solo. Nel dare esecuzione alla Convenzione, Miur e Coldiretti svolgeranno attività inerenti alla realizzazione del programma ministeriale “Cittadinanza e Costituzione”, si occuperanno dell’informazione e dell’educazione alla corretta gestione dei rifiuti, organizzeranno congiuntamente la “Giornata nazionale Miur/Coldiretti su cibo, energia e ambiente” e svolgeranno attività connesse e funzionali agli scopi previsti nella Convenzione. Producendo anche utile materiale didattico.
Il protocollo Miur-Coldiretti ha validità tre anni dalla data della sottoscrizione, avvenuta lo scorso 27 maggio.


