Social card: un aiuto nella crisi economica?
Tag: crisi economica, social card, tremonti28 Novembre, 2008
«Non è un intervento caritatevole». Questa la risposta di Giulio Tremonti Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti alle critiche del centrosinistra sulla social card, che interesserà un milione e trecentomila persone per fare acquisti di generi di prima necessità a prezzi scontati.
Social Card: cos’è e a che cosa serve
Secondo il governo i 40 euro mensili della social card, ai soggetti ai quali è destinata servono, ad acquistare beni di consumo di primaria necessità, ed evita così di rispondere alle polemiche che l’iniziativa ha suscitato, ed alle accuse di voler identificare un classe sociale. Non sembra però che la social card abbia riscosso molto successo, se è vero che solamente il 5% degli esercizi commerciali vi ha aderito, motivo per cui il ministro dell’economia si è detto rammaricato.
L’iniziativa costerà allo Stato 450 milioni di euro, di cui 250 coperti dalle donazioni di Eni (200) ed Enel (50), ma donazioni potranno arrivare anche da privati. Per il primo trimestre, da ottobre a dicembre di quest’anno, il progetto verrà finanziato con un minima quota della Robin Hood tax, imposta che «ha consentito di evitare tagli allo stato sociale».
La social card darà diritto, oltre ai 40 euro di spesa mensili, all’acquisto di alimentari scontati del 5% (ma gli esercenti potranno applicare sconti superiori), ed a tariffe agevolate Enel, che già esistevano, ma erano di fatto congelate. Secondo i detrattori si tratta di “elemosina”, del valore di 1,33€ al giorno, pari a mezzo litro di latte e due rosette. A Tremonti che ha spiegato come un sistema simile sia già stato adottato in America dal 1939 al 1943, e riavviata poi nel 1961 durante la presidenza Kennedy, Guglielmo Epifani ha risposto che si tratta appunto di un’idea vecchia di 60 anni.
Chi può avere la Social Card
Gli aventi diritto sono stati selezionati attraverso l’Isee, il cosiddetto riccometro. Un metodo fallibile, ma «non avevamo alternative», ha spiegato il ministro dell’Economia. I requisiti non sono di semplice lettura:
-
cittadinanza e residenza italiane
-
più di 65 anni oppure famiglia con bambini di età inferiore a 3 anni
-
reddito annuno non superiore a 6.000 euro
-
la proprietà della sola casa in cui si vive
-
una sola utenza elettrica e due del gas (una per gli anziani)
-
una sola automobile (due per le famiglie con bambini)
-
meno di 15.000 euro di risparmi complessivi tra banca e posta
per gli over 70 il limite di reddito è di 8.000 euro.
300mila lettere sono già state inviate ai potenziali possessori 500mila sono in distribuzione. Seguirà sarà una campagna informativa. Gli interessati saranno indirizzati alle Poste, Caf, patronati e realtà del terzo settore come la Comunità di Sant’Egidio o il Banco alimentare, a cui è affidato il compito di fornire informazioni ed assistenza nelle richieste.
Cosa ne pensi della social card?
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Commenti
21 commenti su “Social card: un aiuto nella crisi economica?”




E una vera vergogna,…l’Italia non smette di stupire.
non capisco perchè uno straniero chi lavora e paga le tasse come un italiano forse anche di più…viene escluso.
questo non fa che dimostrare la grande intolleranza verso il “diverso”.
E si parla di integrazione ,campagne pubblicitarie…contradizioni su contradizioni!!!
Quando proveremo ad essere coerenti e realistici…una volta le chiamate perche avevate bisogno…ora le gettate come spazzatura.
Inventiamo leggi a favore degli animali,sanzioni contro chi le maltratta…sarebbe meglio prima andare d’accordo fra noi essere umani bianchi neri o gialli.
NO COMMENT
E’ una operazione nostalgica. Qualche vecchio imbecille di maggioranza e di opposizione ha voluto ripristinare le tessere annonarie del periodo bellico.
Date le mie condizioni economiche probabilmente potrei ottenerla ma non ci penso neppure per un secondo, è molto più onorevole andare a rubare.
Allargando un attimo il discorso, considero che il governo ha disposto qualche modesto intervento positivo per altre materie, ma per quanto riguarda l’economia sia la storia di Alitalia che questa ultima presa per il culo mi rendono certo di aver fatto molto bene a non andare a votare.
Insomma la sbobba di destra e di sinistra se la tenga cara la Casta, io non bevo!
E così finisce pure l’ostentata supponenza di Tremonti!
Gli pseudoindustrialli con sede e fabbriche delocalizzate ringraziano.
Noi mi sa che ci arrangeremo diversamente.
Scusate, ma chi e’ quel pensionato che ha un redito inferiore a 6000 euro lordi annui , e se ci sono quanti sono .
E’ una vergogna questa social card.
I nostri anziani bisogna rispettarli, e non dargli elemosina.
Il redito minimo ed indispensabile per un pensionato secondo il mio punto di vista e’ almeno di 750 euro puliti mensili
E’ evidente che chi ha promosso questa socil card vive in un altro mondo, e dei problemi giornalieri dei nostri pensionati non sa proprio nulla.
Sono tutti matti da legare.
Danno soldi alle imprese perchè non chiudano, data l’asfissia del mercato interno.
I cittadini hanno sempre meno soldi da spendere e quindi mantengono aperti stabilimenti per non produrre niente, poichè la gente comprerà sempre meno.
Danno più soldi alla Stampa perchè calano le vendite e così la Stampa produrrà carta che andrà regolarmente al macero.
ENI e ENEL fanno l’elemosina, invece di abbassare i costi dell’energia.
Mantengono accise sulla benzina per il terremoto di Catania e per l’Istitito per le case popolari dell’Africa Orientale Italiana e i contributi all’ENEL per lo smantellamento delle centrali nuclari, che ancora nessuno ha cominciato….
Sono pazzi scatenati, e magari se non ci piace la minestra ci rimettono in pista Prodi, Visco e Padoa Schioppa.
Caligola non aveva torto a nominare un cavallo senatore, fra tanti ciuchi ammaestrati.
Meglio ridere!
Vorrei sapere se i detentori della sola pensione sociale (Euro 395,00)
avranno diritto agl’interventi di “sostegno” allo studio
che vergogna,che vergogna, che schifo!!!!
Ma perchè in Italia per avere agevolazioni c’è sempre necessità di fare domande, richieste, ottenere sconti, social card; ma se veramente si vuole aiutare il povero si deve dare una prova tangibile, con la card ci si pulisce………..
Non serve a un piffero e non aiuta chi spende veramente se l’intento è di aiutare i consumi, altrimenti solo fumo negli occhi.
svegliatevi donne dovremmo scendere in piazza qui non si puo andare avanti non esiste più destra ne sinistra ma solo il potere ci vuole una rivoluzione è uno schifo non se ne può più
in Italia servono interventi strutturali, non “Contentini” come questa schifezza
Perch
Perché la stessa somma non é stata accreditata sui conti pensione / correnti degli aventi diritto, senza obbligare ad esibire in pubblico, alle casse degli esercizi commerciali, una card che “bolla” chi la utilizza come povero umiliandolo ulteriormente ?
Se possono essere utili, ho trovato altre infotmazioni ed i moduli per richiedere la social card: http://ilfaro.e20x.com/social_card/social_card.asp
Ciao!
E’ uno schifo!!!! Mi sembra tanto la riproposizione in chiave satirica di quel vecchio proverbio cinese: a proposito della pesca o qualcosa del genere…. E’ chiaramente una trovata pubblicitaria che ha le sue falle già in partenza…. e poi mi chiedo quanti siano in realtà i punti vendita (tradotto alimentari), che hanno aderito all’iniziativa…
Considerando le condizioni in cui viviamo immagino pochissimi… E’ allora dove sta la novità?
Buio.
ciao io sono un uomo con tre figli ke studiano
sono dispccupato da quasi 4 mesi non so proprio come fare
tel 3803409343
E’ una operazione nostalgica. Qualche vecchio imbecille di maggioranza e di opposizione ha voluto ripristinare le tessere annonarie del periodo bellico.
Date le mie condizioni economiche probabilmente potrei ottenerla ma non ci penso neppure per un secondo, è molto più onorevole andare a rubare.
Allargando un attimo il discorso, considero che il governo ha disposto qualche modesto intervento positivo per altre materie, ma per quanto riguarda l’economia sia la storia di Alitalia che questa ultima presa per il culo mi rendono certo di aver fatto molto bene a non andare a votare.
Insomma la sbobba di destra e di sinistra se la tenga cara la Casta, io non bevo!
E così finisce pure l’ostentata supponenza di Tremonti!
Gli pseudoindustrialli con sede e fabbriche delocalizzate ringraziano.
Noi mi sa che ci arrangeremo diversamente.
Ma perchè in Italia per avere agevolazioni c’è sempre necessità di fare domande, richieste, ottenere sconti, social card; ma se veramente si vuole aiutare il povero si deve dare una prova tangibile, con la card ci si pulisce………..
Non serve a un piffero e non aiuta chi spende veramente se l’intento è di aiutare i consumi, altrimenti solo fumo negli occhi.
si e’ vero meglio che niente!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!ma ho 1 figlia di 1mese e mezzo e sapete quanto mi costa?
90circa solo di latte e 70 circa di pannolini al mese
quindi per me almeno 150 euro al mese sarebbero stato un aiuto……………….
siamo 2 disoccupati
fatye il conto voiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
ho veramente gravi difficolta’…………
e poi operche’ solo ai bambini inferiori ai tre anni ?????????????????
ho anke una bimba di 5
secondo voi lei non mangia???????????????????
Social Card: profonda indignazione
Romandini Riccardo è abruzzese, qualcosa può farla anche lui scrivendo questa denuncia.
Giovedì 11/11/ 2008, all’indomani dell’uscita della normativa sulla “social card” ho accompagnato i miei genitori di 75 e 78 anni e con un reddito di 450 e 480 euro ciascuno, presso l’ufficio postale di Silvi Marina, in provincia di Teramo, per ritirare i moduli della “social card” presso l’Ente Patronato.
Ma davanti al commercialista dell’Ente, la grande sorpresa, o l’immensa bufala. Secondo la legge dell’attuale Governo in carica, che stabilisce i requisiti per l’attribuzione della stessa, i miei genitori non hanno diritto alla “social card”, poiché nell’abitazione di cui usufruiscono e risiedono, senza esserne proprietari, ma usufruttuari, vi è il “garage”. Vien da sorridere ma è così, il garage viene considerato “immobile di lusso”, perché è fonte di reddito. Anche se ne usufruisci, ossia anche se non lo possiedi. Questo è stato sufficiente per non avere avuto riconosciuto il diritto alla “social card”. Assurdo!
Spero si consideri come il fatto, sconcertante da renderlo pubblico. Gli italiani non meritano di essere presi più in giro in un momento in cui la solidarietà e l’aiuto dello Stato dovrebbe rappresentare un dovere.
Nella giornata di oggi mio padre ha saputo dall’Ente Patronato, che altri pensionati non hanno ricevuto lo stesso diritto per lo stesso motivo e per altri ancora più sconcertanti e che in molti sarebbero andati a protestare nelle sedi INPS interessate, dal momento che dai primi accertamenti sarebbe emerso che ad usufruirne sarebbe stato una persona su trenta………..ventinove anziani su trenta convinti di averne diritto. Come mai? Come si può spiegare? Siamo tutti ignoranti? Stai a vedere che è sempre colpa del cittadino che non si informa bene……….
In Italia i proprietari di immobili superano 85% della popolazione e di questo il 75% ha un garage, perché secondo una legge varata negli anni settanta, stabiliva che gli immobili di nuova costruzione dovevano avere annesso il garage. Questo governo non poteva non saperlo, anche prima di fare la SOCIAL CARD. E allora viene da chiedersi, a chi pensava di darne i benefici? Perché allora non ha spiegato bene, queste cose ai cittadini, invece di illuderli, e mortificarli come poi è accaduto? Le normative che contenevano i punti fondamentali che stabilivano il diritto all’erogazione sono arrivati agli Enti il giorno 10/11, prima di allora, nessuno sapeva con certezza quello che si nascondeva dietro la legge, tutti quegli anziani che prendevano sotto le 500 euro erano convinti di averne diritto. Come si può commettere un’azione così nei confronti di persone anziane e deboli, che non sanno come difendersi? Le persone che hanno lavorato una vita e con tanti sacrifici si sono comprati una casa o che ne usufruiscono anche senza esserne i proprietari e che vivono con meno di 500 euro al mese non possono vedersi negare un beneficio, anche se misero, che è stato tanto sbandierato in televisione, perché si ritenga che questi anziani non ne possano avere bisogno? Bisognerebbe avere più rispetto per queste persone, poiché è grazie a queste, che oggi molte persone occupano posizioni importanti e hanno una vita decorosa, proprio un bel ringraziamento. ……
“ Riccardo Romandini”
Segreti ed altro sulla social card
Ricerche effettuate su interne e non solo……
IN INGHILTERRA IL SUSSIDIO INTEGRATIVO A CHI HA UN REDDITO BASSO E PIU’ DI 200 POUNDS AL MESE…CIRCA 300 EURO!!!…ALTRO CHE 40 EURO!!!!…E INOLTRE SE PERDI IL LAVORO, MENTRE NE TROVI UN ALTRO TI PAGANO ANCHE L’AFFITTO DI CASA!!!!…..
* Lo stanziamento complessivo, a regime, sarà di 450 milioni di euro.
* Avranno diritto alla carta dei poveri 1,3 milioni di nuclei familiari (quindi circa 2 milioni di persone, a stare scarsi).
* Avranno diritto alla carta dei poveri coloro che hanno un reddito familiare inferiore a 6000 euro se singles, e fino ad 8000 euro se hanno carichi familiari.
Ora, Signor Ministro, 450 milioni di euro, suddivisi per 12 mesi e per 2 milioni di persone, non fa 40 euro al mese (che pur sarebbero una elemosina), bensì 18,76 euro al mese. O, se preferisce, 0,62 € al giorno. Venti caffè al banco, al mese.
Ma la faccenda è ancora più sporca, e, se possibile, peggiore: 450 milioni di euro NON BASTANO a dare questo mezzo caffè al giorno a tutti gli “aventi diritto” per reddito. Signor Ministro, in Italia esistono circa 6.000.000 di persone appartenenti a famiglie con reddito familiare inferiore a 6.000 euro, spesso mono-componente. Questa fantastica “card” dell’elemosina” spetterebbe quindi a circa 4 milioni di nuclei familiari.
Rifacciamo i conti all’inverso? 4 milioni di nuclei familiari, per 40 euro al mese, per 12 mesi. Fatto? Si dovrebbero stanziare, “a regime”, 1.920 milioni di euro, e non 450. Esattamente 4,3 volte di più delle cifre da lei stanziate.
Oppure rifacciamolo partendo dai SUOI numeri: 450 milioni stanziati, suddivisi su 4 milioni di nuclei familiari “aventi diritto”, che contano per circa 6 milioni di persone. Fatto? Bene, lei sta stanziando, con questo spot, ben 9, 375 euro al mese per nucleo familiare. Se vuole ridurre la cosa al giorno ed al “pro-capite”, siamo alla follia di 0,21 € a persona/giorno.
Cmq se la matematica non è un pignone (cit.) qualcosa non torna:
La Social card costerà «a regime 450 milioni di euro» l’anno e riguarderà «1.300.000 soggetti».
A regola 40€ il mese X 1.300.000 soggetti x 12 mesi = 624 milioni
Nel presentare la nuova carta acquisti per anziani e genitori a basso reddito, il governo ha voluto chiarire che lo strumento non va inteso come un marchio di povertà. Per questo - è stato spiegato - la card sarà anonima: così dovrebbero essere superate le eventuali remore “sociali” degli utilizzatori. Nella conferenza stampa di presentazione è stato anche precisato che “la può usare chiunque”.
Dalle istruzioni pubblicate anche sul sito del ministero dell’Economia risulta però una situazione leggermente diversa. Si legge infatti che «la Carta deve essere usata esclusivamente dal Titolare e non può essere ceduta o data in uso a terzi. Il Titolare è tenuto ad apporre la propria firma nell’apposito spazio sul retro della Carta all’atto della ricezione della stessa».
Dunque l’anonimato esclude che il nome del titolare sia stampigliato sulla parte davanti, come avviene per le carte di credito, ma non esclude l’obbligo di firmare sul retro. Non sarà possibile inoltre incaricare un’altra persona, ad esempio un parente, di fare gli acquisti.
Questa è grossa!!! Leggi!!!
Chi abita in un paese in cui non ci siano negozi convenzionati, che abbiano il pos, dovranno farsi accompagnare a spendere quei soldi in un paese più grosso o in città, nella mia città ad esempio fino ad ora la convenzione è stata fatta solo con un centro commerciale, fuori città e raggiungibile solo da chi possiede l’auto.
Cosa succede a chi non riesce a spendere i 120 euro per fine anno? (Domanda che ho posto ad un’amica che lavora in un caaf) Con il primo di gennaio verranno caricati 80 euro per i primi due mesi dell’anno e assorbito il residuo dei mesi precedenti, quindi che vi siano 120 o 3,55, i precedenti 120 se non verranno spesi andranno persi e con il nuovo anno se ne ritroveranno solamente 80!!
un reddito isee da 6.000 euro oppure 8000 euro per over 70 è una presa in
giro…oggi ho visto anziani ansiosi correre al sindacato….devono fare
tutto entro il 31/12 altrimenti perdono il bonus di 120 euro…al sindacato
mi hanno detto che oltre al reddito isee occorre aggiungere assegni per il
nucleo familiare e indennità di accompagnamento che sono entrate non tassate
SCOPERTI I VINCOLI SEGRETI PER SOCIAL CARD E BONUS DI TREMONTI,CHE NESSUNO SAPEVA E NON ERANO STATI RESI NOTI E CHE SONO:
Tra le condizioni per aver diritto alla card ci sono:
a) non si deve superare complessivamente l’importo di 15.000 euro di valori mobiliari (depositi, titoli ecc.).;
b) non si deve essere proprietari, insieme al coniuge, di più di un immobile con quota maggiore al 25%. La quota di proprietà dei due coniugi deve essere sommata (es. marito 15%, moglie 15%, totale 30%: non si ha diritto alla card); tra questi immobili rientrano anche le pertinenze delle abitazioni principali (garage-box);
c) I soggetti interessati, quale prima condizione per avere diritto alla card, non devono avere un ISEE superiore ai 6.000 euro, (un valore realmente troppo basso) e non devono avere un reddito complessivo superiore a 6.000 o 8.000 euro (dipende se sono under o over 70).
Per quanto riguarda il bonus alle famiglie ci sono alcune considerazioni e domande da fare:
a) perchè non si prende come riferimento l’Isee che indica la situazione economica delle famiglie?
b) a differenza della card, i valori mobiliari qui non c’entrano, quindi anche chi ha depositi per centinaia e migliaia di euro può avere diritto al bonus;
c) se i componenti del nucleo, richiedente compreso, non possiedono alcun reddito o possiedono redditi esenti da irpef (esempio solo pensione sociale oppure rendita Inail) non hanno diritto al bonus. Ma in realtà sono coloro che effettivamente sono i più svantaggiati:
d) se all’interno del nucleo familiare c’è un componente fiscalmente a carico, che ha una Partita IVA aperta, il nucleo perde il beneficio. Anche se non fatto alcun movimento ed ha un reddito pari a zero!
La social card è destinata a pensionati con reddito Isee inferiore ai 6 mila euro (8 mila per gli over 70) e alle famiglie con reddito inferiore ai 6 mila euro e un bambino che abbia meno di tre anni. A Palermo ci sono circa 29 mila pensionati e tremila famiglie che potrebbero farne richiesta. La socia card viene ricaricata dal governo ogni due mesi per 80 euro e consente di fare la spesa con uno sconto del 5 per cento in panifici, latterie, drogherie, supermercati, macellai, alimentari, oltre che per pagare le bollette della luce e del gas. La carta potrà essere utilizzata anche in bar e ristoranti.
Nei giorni scorsi in vari uffici postali, specie in quello di via Ausonia, centinaia di pensionati e disagiati hanno fatto al fila per richiedere la social card. Peccato però che usciti dalle Poste non l´abbiano potuta utilizzare. Ancora nessuna associazione di esercenti ha aderito alla convenzione con il ministero delle Finanze. Per venerdì è stato convocato un direttivo della Fipe Confcommercio per dibattere il tema della social card, mentre la Confesercenti ha appena avviato un censimento per raccogliere le adesioni: «Vedremo la risposta del nostri associati, certo la sensazione è che questa trovata del governo Berlusconi alla fine agevoli soltanto la grande distribuzione», dice il presidente Giovanni Felice. La Coop ha convocato tutti i responsabili territoriali per il 16 dicembre. «Prima di quella data non potremo accogliere chi ha la social card, anche se contiamo di attivare l´iter il prima possibile», dice Nino Tilotta, presidente della coop “25 aprile”, che gestisce i punti Coop siciliani.
Insomma nessun negozio o supermercato è ancora pronto a ricevere chi ha la social card. Ma c´è di più. Anche quando finalmente potrà essere utilizzata, saranno i negozi non certo più economici a poterla ricevere senza problemi. per un motivo su tutti: la carta è un vero e proprio bancomat e quindi occorre che il negoziante abbia il Pos. Così i pensionati rischiano di non poterla utilizzare per comprare il pane nei 450 panifici della città, o per fare la spesa nei mercati rionali che spesso hanno prezzi più bassi dei supermercati.
«Ancora non abbiamo avuto alcuna direttiva su come ricevere chi ha la social card, purtroppo però quasi nessuno di noi ha il bancomat - dice Buscemi, presidente della Fippa Palermo - Non penso che tutti i panificatori per la social card andranno in banca a chiedere il Pos, è troppo costoso». Ma anche i negozianti che hanno il bancomat difficilmente accoglieranno piccoli pagamenti con la carta sociale, perché come tutti i bancomat il circuito di pagamento costa all´esercente il 2 per cento dello scontrino.
«La verità è che questa social card servirà a stento per pagare le bollette di luce e gas - dice il segretario regionale dello Spi Cgil, Nino Reale - Purtroppo questo la gente ancora non lo ha capito. Non tutti sanno, inoltre, che anche se le Poste hanno consegnato a loro la carta sociale, non è detto che questa possa essere utilizzata nelle prossime settimane perché il ministero delle Finanze dovrà prima verificare i dati del richiedente. Insomma la carta sociale rischia di diventare un bluff che non risolve il problema di chi non arriva alla fine del mese».
La social card è gestita dalle Poste perché il servizio bancario delle Poste è gestito da Banca Mediolanum che è di proprietà al 51% di Ennio Doris, sapete quello che si vede nella pubblicità della banca suddetta, e per il 49% è di proprietà di un tizio che è amico di Bush e di Putin, un certo Bassino.
MIGLIAIA DI RICHIESTE MA I 120 EURO PROMESSI NON CI SONO E NON ARRIVANO, CAOS ALL´INPS.
Social card, l´aiuto ai poveri fa flop
L´accredito sulla tessera dovrebbe avvenire 2 giorni dopo la consegna ma da una settimana è tutto fermo: vane le chiamate ai call center
MIGLIAIA DI SOCIAL CARD - la “carta acquisti” da 40 euro mensili emessa dal governo per le fasce più povere - sono state ritirate dai cittadini ma restano “vuote”, prive dell´accredito del finanziamento promesso dal governo. Migliaia di pensionati, in Lombardia, chiedono informazioni sui ritardi e mandano in tilt i centralini di Poste Italiane e Inps, con gli operatori telefonici del primo ente che rimandano al secondo e viceversa. Proteste che intasano da giorni e giorni i due call center, perché c´è gente che ha ritirato la tessera magnetica e i codici giovedì scorso e che ancora oggi - dopo una settimana - non trova l´accredito da 120 euro (i tre mesi da ottobre a dicembre).
Eppure la promessa del governo era stata chiara: «La carta sarà caricata entro due giorni lavorativi dalla consegna». Invece il «buon avvio che rende giustizia delle tante ironie che si erano sentite» - questo il commento del ministro dell´Economia, Giulio Tremonti, all´esordio della social card - non c´è stato. E nella vita quotidiana di anziani e famiglie la carta è diventata un´odissea tra uffici postali, Inps e chiamate a numeri verdi che non riescono a dare risposte. «Da lunedì la gente ci tempesta di telefonate - risponde un´operatrice del call center Inps (803164) - Hanno la carta, hanno il Pin, ma non i soldi. Purtroppo per noi non esiste un sistema per controllare gli accrediti. E dal call center delle Poste (800.666.888) dicono di chiamare qui da noi». «È un problema grosso, davvero grosso - risponde, esausto, un ragazzo al call center di Poste Italiane a Roma - È da stamattina che sto spiegando a tanti che si ritrovano senza ricarica che il nostro compito è informare sulla modulistica, indicare l´ufficio postale più vicino, ma le verifiche le fanno l´Inps e il ministero dell´Economia. Arrivano telefonate da tutta Italia. Il Ministero parla di accredito in due giorni, ma non ce la fa. Così qui arrivano decine e decine di telefonate di chi magari ha diritto, ma non si ritrova i 120 euro da spendere. Chiami l´Inps, più di questo non so che dirle�». L´Inps ammette che «il flusso è stato molto elevato. Noi riceviamo il materiale cartaceo su cui dobbiamo effettuare la verifica e quindi incrociare tutto con dati che spesso non sono nella nostra immediata disponibilità. Poi tocca al Ministero».
Per la verità, quando la carta viene consegnata le verifiche dovrebbero essere, a rigor di logica, già terminate. E i 120 euro arrivare in 48 ore. Soldi destinati ad anziani con più di 65 anni particolarmente disagiati e ai bimbi di meno di tre anni appartenenti a famiglie povere. Soldi utilizzabili per la spesa o il pagamento delle bollette, ma anche per la ricarica dei cellulari di alcuni operatori. Soldi che, però, non arrivano. In molti casi da giorni e giorni. Come succede in città, per esempio, a pensionati con reddito inferiore ai seimila euro che hanno presentato la domanda alle poste del quartiere Isola nel pomeriggio di giovedì 11. Cioè una settimana fa. «Gli aventi diritto avranno i loro soldi» fa sapere Poste Italiane. «Conosciamo il problema - spiegano al ministero dell´Economia, a Roma - ma abbiamo ricevuto troppe richieste. Non ce lo aspettavamo».
Social card, i soldi non arrivano
assalto ai centralini di Poste e Inps
Dovrebbero essere ricaricate con 120 euro entro “due giorni lavorativi”, come indicato sugli stessi moduli del ministero dell’Economia, ma molti che hanno ricevuto alla social card aspettano da una settimana senza che su questa venga accreditato il contributo del governo.
Hanno mandato la social card per posta a casa delle persone, prima delle elezioni regionali, poi dopo le elezioni credendo di potendo usare le social card hanno trovato la sorpresa, non le hanno potute usare, perché erano vuote. Ad oggi 28/12/2008 nessuno ha ricevuto un solo euro sulla carta.
Intanto grazie alla social card le elezioni regionali le hanno vinte. Complimenti!.
SCOPERTI I VINCOLI SEGRETI PER SOCIAL CARD E BONUS DI TREMONTI,CHE NESSUNO SAPEVA E NON ERANO STATI RESI NOTI E CHE SONO:
Tra le condizioni per aver diritto alla card ci sono:
a) non si deve superare complessivamente l’importo di 15.000 euro di valori mobiliari (depositi, titoli ecc.).;
b) non si deve essere proprietari, insieme al coniuge, di più di un immobile con quota maggiore al 25%. La quota di proprietà dei due coniugi deve essere sommata (es. marito 15%, moglie 15%, totale 30%: non si ha diritto alla card); tra questi immobili rientrano anche le pertinenze delle abitazioni principali (garage-box);
c) I soggetti interessati, quale prima condizione per avere diritto alla card, non devono avere un ISEE superiore ai 6.000 euro, (un valore realmente troppo basso) e non devono avere un reddito complessivo superiore a 6.000 o 8.000 euro (dipende se sono under o over 70).
Per quanto riguarda il bonus alle famiglie ci sono alcune considerazioni e domande da fare:
a) perchè non si prende come riferimento l’Isee che indica la situazione economica delle famiglie?
b) a differenza della card, i valori mobiliari qui non c’entrano, quindi anche chi ha depositi per centinaia e migliaia di euro può avere diritto al bonus;
c) se i componenti del nucleo, richiedente compreso, non possiedono alcun reddito o possiedono redditi esenti da irpef (esempio solo pensione sociale oppure rendita Inail) non hanno diritto al bonus. Ma in realtà sono coloro che effettivamente sono i più svantaggiati:
d) se all’interno del nucleo familiare c’è un componente fiscalmente a carico, che ha una Partita IVA aperta, il nucleo perde il beneficio. Anche se non fatto alcun movimento ed ha un reddito pari a zero!
La social card è gestita dalle Poste perché il servizio bancario delle Poste è gestito da Banca Mediolanum che è di proprietà al 51% di Ennio Doris, sapete quello che si vede nella pubblicità della banca suddetta, e per il 49% è di proprietà di un tizio che è amico di Bush e di Putin, un certo Bassino.
Social card, i soldi non arrivano
assalto ai centralini di Poste e Inps
Dovrebbero essere ricaricate con 120 euro entro “due giorni lavorativi”, come indicato sugli stessi moduli del ministero dell’Economia, ma molti che hanno ricevuto alla social card aspettano da una settimana senza che su questa venga accreditato il contributo del governo.
Hanno mandato la social card per posta a casa delle persone, prima delle elezioni regionali, poi dopo le elezioni credendo di potendo usare le social card hanno trovato la sorpresa, non le hanno potute usare, perché erano vuote. Ad oggi 28/12/2008 nessuno ha ricevuto un solo euro sulla carta.
Intanto grazie alla social card le elezioni regionali le hanno vinte. Complimenti!.