Riccardo Riccò… doping, ci risiamo

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18 Luglio, 2008

Tour de France: Riccardo Riccò fermato per doping

…ancora la solita storia, ancora un caso di doping in un evento mondiale com’è il Tour de France ovviamente riguardante un uomo di punta, putroppo il “nostro Riccardo Riccò”, che già  aveva vinto due tappe (e che tappe!) della Grande Boucle.

I Gendarmi che arrivano al van della squadra, la Saunier Duval, prima della partenza per la dodicesima tappa, e Riccò che viene portato via, coperto di insulti, per essere interrogato, senza lasciare trasparire la minima emozione. Che tristezza! La storia si ripete, le brutte storie come queste si ripetono troppo spesso.

Il Modenese era da tempo “sotto osservazione” per le voci del suo ematocrito al limite, anche se il corridore è da anni in possesso di un certificato dell’Uci (Unione ciclismo internazionale) che attesta il valore naturale.
Il team manager della squadra, lo svizzero Mauro Giannetti dice che “tutta la squadra ha deciso di non partire per rispetto della corsa”, l’atleta è stato sospeso, in attesa di sviluppi.
L’Agenzia francese contro il doping lo aveva già  sottoposto a diversi controlli: tre volte prima della gara, una sola dopo l’arrivo, nella prima settimana di Tour.

La notizia della positività  è apparsa sul sito de L’Equipe: «Riccardo Riccò positivo ai controlli antidoping. Tracce di Epo di terza generazione nelle sue urine». Poche righe, micidiali. I controlli si riferiscono alla cronometro individuale disputata l’8 luglio scorso a Cholet.

Cera è l’acronimo della maledetta sostanza che sembra essere “di moda” in questo momento, eritopoietina della nuova generazione, “Continuos erythropoietin receptor activator”, un prodotto utilizzato da non più di un anno, in ambito ospedalierper curare i malati con gravi insufficienze renali e costretti a dialisi. L’azienda farmaceutica Roche produttrice del farmaco, condanna ovviamente l’uso improprio del medicinale. «Stiamo collaborando con la Wada per l’uso sbagliato del farmaco - ha spiegato il portavoce dell’azienda - e anche per aiutare ad identificare eventuali test di positività  alla sostanza che fino ad oggi non erano mai emersi». Fino a ieri, cioè: il giorno in cui Riccò è diventato l’ennesimo incubo del ciclismo.

Il doping è un flagello delle ultime generazioni, ma esiste dalla notte dei tempi e probabilmente non potrà  mai essere debellato completamente, perché esisteranno sempre i “furbi”, coloro che sono disposti a tutto, anche a rischiare la propria vita per ottenere successo, fama, denaro, e forse qualcuno semplicemente per avere la “soddisfazione” di tagliare qualche traguardo davanti a tutti, cosa che in condizioni normali non gli riuscirebbe mai.

Quello che ogni volta mi chiedo è “che senso ha?”, che senso ha arrivare a mani alzate, dedicare la vittoria a figli, mogli, amici….a volte a qualcuno che non c’è più, e sapere di essere sporchi!
Forse i ciclisti sono gli atleti che più si avvalgono del doping, per la tipologia di sforzo a cui sono sottoposti, o forse nel ciclismo si sta davvero facendo un grande sforzo ed è per questo che si riscontrano tante positività , ma è impensabile che la pratica non sia così diffusa in tutti gli sport, è accaduto addirittura nel golf, non dimentichiamo che le sostanze dopanti non sono solo quelle atte a migliorare le performance fisiche, ma anche stimolanti, attivanti della concentrazione, ecc.

Io credo che l’unica cura sia il pugno di ferro, controlli serrati e tolleranza meno di zero! Dicevamo che Riccò è stato controllato una sola volta al Tour, io credo che gli atleti di punta andrebbero controllati molto più spesso, anche tutti i giorni se ritenuto necessario, e chi viene trovato colpevolmente positivo va squalificato a vita, non possa più fare sport, non possa più operare nel mondo dello sport, non solo, cancellazione di tutti i risultati ottenuti ad effetto retroattivo e, dal punto di vista fiscale restituzione di premi in denaro ottenuti. Mi si dirà  che un atleta potrebbe essere trovato positivo la prima volta che fa uso di doping, e io rispondo che potrebbe averla fatta franca fino a quel momento.

90 giro italia


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Commenti

4 commenti su “Riccardo Riccò… doping, ci risiamo”

  1. Luigi il 18 Luglio, 2008 10:52

    E’ stato controllato 6 volte in 11 tappe e non solo una volta. La domanda è: com’è possibile essere positivi ad un controllo anti-doping e essere negativo agli altri 5? Per il resto sono d’accordo con te.

  2. sdamy il 18 Luglio, 2008 10:58

    …continuano a dire la storia che le tappe sono troppo massacranti…. ieri una persona autorevole del giro ha detto che nel 56 quando correva Bartali una tappa del tour era lunga anche 350 km e ci mettevano 10 ore a farla………

  3. Andrea il 19 Luglio, 2008 17:59

    Secondo me la colpa è di chi sta dietro questi ragazzi che vengono presi da bambini e portati a credere che quello che fanno sia tutto giusto senza capirne a pieno le vere conseguenze. La storia è strana solo al tour secondo me si impegnano nella vera lotta al doping. Sono daccordo lotta dura al doping senza quartiere:
    - radiazione a vita per tutti i positivi
    - rimozione dei premi (tutti)
    e poi sinceramente questa gente c’ha rotto i coglioni ma se nessuno prendesse niente, solo pane e acqua, ci sarebbe comunque un vincitore un secondo un terzo e l’ultimo e gente come me che ha smesso per paura di doversi trovare a prendere robaccia avrebbe continuato.
    Af…lo i dopati!

  4. silvia il 21 Luglio, 2008 17:49

    Credo senza ombra di dubbio che Riccardo ci abbia fatto sognare.. A molti italiani come me ha ridato la voglia di guardare il giro e il tour dopo la scomparsa del mitico pantani.. perchè a dirla prprio tutt di corridori magici negli ultimi anni ce ne sono stati proprio pochi..
    Unacosa di Riccardo che può dar fastidio è la sua franchezza, il suo dare pane al pane e vino al vino senza alcuna remora.. questo lo ha reso un personaggio scomodo, antipatico.. ed allora mi chiedo..
    Normai tutti quei controlli.. normale tutt questo fango gettato su un ragazzo di poco più di 20 anni?
    Normale il volerlo crocifiggere a tutti i costi?
    Normale tutt le cattiverie dette da ogni parte??
    Beh..
    Credo che chiunque, frequenti seppur marginalmente il mondo del ciclismo abbia avuto modo di vedere e di capire quale e quanta sia la fatica che i ciclisti fanno per mantenere un regime di allenamento tale da raggiungere certi risultati.
    Un’ultima cosa infine..
    Non lasciamo solo il cobra .. ci ha punto nell’orgolio con le sue frecciate..
    ci ha fatto sognere..
    ci ha fatto commuovere..
    ci ha ridto una speranza..
    e ora è lui ad avere bisogno dei suoi tifosi..

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