Sergio Romero

Sergio Romero

Olanda-Argentina 2-4: Romero manda in finale la Séleccion

La storia è tornata a ripetersi. E lo farà anche domenica sera al Maracana, quando Germania e Argentina si ritroveranno per la terza volta nella finale Mondiale, su venti edizioni. All’Arena Corinthians, al termine di 120′ orribili, la Séleccion piega l’Olanda tornando all’atto conclusivo 24 anni dopo Italia ’90, quando perse proprio contro i tedeschi, rivincita di Messico ’86. Il verdetto giunge inevitabilmente ai rigori dopo una partita che le due squadre giocano con addosso la paura di perdere. Poco gioco, pochissime occasioni, possesso palla, e fase difensiva esasperata. E poco Messi, quasi mai in partita. Immaginare di cavarsela così contro i tedeschi sembra utopia, ma le finali sono imprevedibili. Per gli arancioni fine dell’illusione coltivata contro Costa Rica: i rigori sono fatali, come quattro volte negli ultimi ventidue anni. Krul rimane in panchina, Cillessen non ne prende uno, ma gli errori decisivi sono di Vlaar e Sneijder, stregati da un super Romero. Ora la finale per il bronzo contro il Brasile.

 

L’intera partita è l’esatto opposto di quanto visto ventiquattr’ore prima a Belo Horizonte. Tanto la tattica del Brasile è stata suicida, quanto Sabella e Van Gaal danno a Scolari (nomen più che mai omen…) una bella lezione di fase difensiva. Orange e Albiceleste di fatto si guardano allo specchio per 45′, alternandosi in brevi fasi di supremazia territoriale. Meglio l’Olanda in avvio, con un possesso palla che costringe gli argentini sulla difensiva, poi le parti si invertono, ma all’atto pratico i due portieri non dovranno compiere una sola vera parata. Romero si limiterà ad allontanare di pugno un paio di spioventi, mentre Cillessen è puntuale a metà tempo nel farsi trovare pronto su una punizione dal limite di Messi. Trovare spazi per accelerare la manovra è praticamente impossibile, visto che gli argentini ripiegano con uno scolastico 4-4-2 che si assesta dopo lo scambio di fascia tra Lavezzi e Enzo Perez, frizzante a sinistra, mentre Van Gaal non arretra dalle marcature a uomo che chiamano Wjnaldum e Sneijder a un lavoro sfiancante, ma che riesce a limitare gli sbocchi offensivi argentini. Messi e Higuain sono allora costretti a venire a prendersi il pallone, preferibilmente con uno-due sulla sinistra, dove Martins Indi concede parecchio e, ammonito a fine primo tempo, viene provvidenzialmente sostituito da Van Gaal con Janmaat dopo l’intervallo.

 

Nella ripresa va ancora peggio. Stanchezza e paura di perdere creano infatti un mix che anestesizza del tutto l’andamento di 45′ del tutto soporiferi. A tutto ciò si unisce la pioggia, sempre più battente, che soffoca i già rari tentativi di rubare il pallone all’avversario, con il rischio di scoprirsi e di far correre la palla sul terreno bagnato. Così si alternano lunghe fasi di possesso palla, ma il trascorrere dei minuti segna una chiara supremazia territoriale dell’Olanda, più a proprio agio nel controllo e nella distribuzione dell’attrezzo. Improvviso, uno scossone arriva al 70′, nell’unica occasione in cui l’Argentina riesce a creare superiorità numerica sulle fasce: Lavezzi corre sulla destra e mette in mezzo, la zampata di Higuain in scivolata, fermato per fuorigioco inesistente, si perde sull’esterno della rete.

 

Ma è un attimo, perché il finale è arancione, nonostante la doppia sostituzione di Sabella, con Palacio e Aguero per Perez e Higuain. L’ultima azione prima dei supplementari è olandese, di fatto la prima occasione dell’intera partita: Robben va via in un fazzoletto a Demichelis e Mascherano, ma si allunga troppo il pallone facendosi rimontare dal Jefesito che si oppone in angolo in scivolata. Il prolungamento si apre con l’ingresso di Huntelaar per Van Persie, che spegne il sogno di Krul e, a posteriori, anche quello di tutta l’Olanda. Il tema tattico comunque ovviamente non cambia, e non potrebbe essere diversamente. La lunga attesa dei rigori è spezzata solo da un paio di sussulti dell’Argentina: Palacio sbaglia di testa solo davanti a Cillessen, e Maxi Rodriguez, l’ultimo entrato, schiaccia male un cross di Messi, rientrato in partita dopo un’ora di assenza ingiustificata. E saranno proprio la Pulce e Maxi ad aprire e chiudere la serie dei rigori, che spezzano l’ennesimo sogno olandese.

 

Olanda-Argentina 2-4: pagelle e tabellino

Qui di seguito il tabellino della partita Olanda-Argentina:
Olanda-Argentina 2-4 (d.c.r.)
Olanda: Cillessen 6; Kuyt 6.5, De Vrij 6.5, Vlaar 5.5, Martins Indi 5 (46′ Janmaat 5.5), Blind 5.5; Wijnaldum 5.5, De Jong 6 (62′ Clasie 6), Sneijder 6; Van Persie 5 (97′ Huntelaar 5.5), Robben 5.5. C.t. : L. Van Gaal 6.
Argentina: Romero 7.5; Zabaleta 6, Demichelis 5.5, Garay 6.5, Rojo 6; Perez 6 (81′ Palacio 5.5), Mascherano 6.5, Biglia 6.5; Messi 5.5; Higuain 5 (82′ Aguero 5.5), Lavezzi 5.5 (110′ M. Rodriguez 6). C.t.: A. Sabella 6.
Arbitro: Cakir (Turchia) 6
Ammoniti: Martins Indi e Demichelis
Sequenza dei rigori: Vlaar (parato); Messi (gol); Robben (gol); Garay (gol); Sneider (parato); Aguero (gol); Kuyt (gol); M. Rodriguez (gol)

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