In Toscana processo per smog ai turisti

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7 Luglio, 2008

inquinamento atmosferico


Rinviati a giudizio. E’ la prima volta che dei pubblici amministratori saranno chiamati a rispondere, davanti a un tribunale, dell’accusa di non aver ottemperato alla normativa sull’inquinamento atmosferico.

L’Italia ha recepito i limiti molto restrittivi fissati dall’Unione europea; in particolare quello riguardante il Pm10: non più di 35 superamenti in un anno del valore medio giornaliero di 50 microgrammi per metrocubo. E’ questo il motivo per cui il governatore della Toscana Claudio Martini, il sindaco di Firenze e presidente dell’Anci Leonardo Domenici, insieme all’ex assessore all’Ambiente della Regione, Marino Artusa, i sindaci e alcuni amministratori di Sesto Fiorentino, Scandicci, Campi Bisenzio, Calenzano e Signa dovranno difendersi dalle accuse di non aver fatto il possibile per rispettare la normativa ambientale, dal momento che nel 2005 i superamenti di quel limite sono stati 78, l’anno seguente 74.

C’è di peggio si potrebbe dire, a Venezia infatti i superamenti sono stati 100 in più. Ma la legge è legge, ha ritenuto il gup di Firenze, Gaetano Magnelli, che ha accolto le richieste del procuratore aggiunto Giuseppe Soresina e del pm Giulio Monferini, avallando la tesi che la lotta all’inquinamento intrapresa da Regione e Comuni sia stata realizzata con «atti palliativi e iniziative folcloristiche» e che «nel bilanciamento degli interessi in gioco sia prevalso quello economico» a discapito della salute dei cittadini (che novità !!!). E tutto questo, malgrado alcuni obiettivi «non fossero “chimere irraggiungibili”».

Domenici è già  pronto al contrattacco. «Questa è un’interferenza indebita del potere giudiziario nella discrezionalità  di quello amministrativo» tuona il sindaco, e aggiunge: «Mi aspettavo il rinvio a giudizio, anzi sono contento e spero che il processo diventi un grande fatto nazionale.

Il 3 ottobre, data della prima udienza, sarà  la sede più opportuna per difenderci e contrattaccare».
Tutti gli imputati si dicono convinti che «l’accusa mossa è ridicola e infondata: praticamente si basa sul fatto che, siccome non sono stati raggiunti determinati obiettivi, noi siamo i responsabili dell’inquinamento, ma questo non ha senso. Si può e si deve fare di più, certo. Ma allora servirebbero maggiori risorse e questo significa chiamare a corresponsabilità  livelli nazionali, dato che i vari governi che si succeduti in questi anni hanno tagliato fondi ai Comuni».

La battaglia vera, quindi, è rinviata a ottobre. «Come presidente dell’Anci — insiste Domenici — so che molti colleghi sono in condizioni di smog peggiori di Firenze e sono quindi pronto a interpretare e difendere anche tutte le loro preoccupazioni». In ogni caso la lotta all’inquinamento nell’area fiorentina proseguirà  nei modi e nei tempi già  decisi con tutti i comuni interessati. «Noi — Domenici lo sottolinea — siamo convinti della bontà , della validità  e della efficacia delle politiche contro l’inquinamento che abbiamo messo in campo e che hanno portato a dei risultati. Continueremo su questa strada. Se ci fosse stata una nostra totale inerzia, avremmo compreso l’iniziativa della magistratura. Ma qui si dà  volutamente un giudizio di merito sulle nostre politiche, ritenute inefficaci e sbagliate: e questa è una indebita interferenza sull’azione delle pubbliche amministrazioni. Qui si entra nel merito si dà  una valutazione, si esprime un punto di vista (non so nemmeno con quanta fondatezza tecnico-scientifica) sulla validità  delle politiche che portiamo avanti».

Il 3 ottobre sicuramente guarderanno cosa accadrà  a Firenze le Procure, oltre che gli amministratori,- di tutta Italia.

Per il Procuratore capo di Venezia Ennio Fortuna la faccenda è delicata, «perché siamo al limite tra la discrezionalità  amministrativa e l’obbligo di legge».


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