Guida alla musica elettronica

Se non sapete la differenza tra musica house, techno, hardcore… eccovi un simpatico sito che oltre a mostrare uno schema relazionale dei vari generi di musica elettronica permette anche di sentire degli esempi. Risulta immediato e semplice in questo modo navigare tra i molteplici generi musicali e conoscerne le varie sfaciettature.

musica elettronica

  I generi musicali trattati nel sito sono:

  • House è il genere più semplice, il più vecchio e più popolare, musica calda.
  • Trance è il genere musicale elettronico più impressionante, incita a gridare ed è assieme molto ripetitivo e ipnotico
  • Techno è la “depressione” della musica elettronica, una personalizzazione della musica per l’industria nata a Detroit alla fine degli anni 80.
  • Breakbeat è il genere cha ha più storia e il maggior successo ed è quello più ramificato. Il prestigio e la tradizione del genere si scontra con il talento e l’ingegno di chi deve suonarlo.
  • Jungle è l’aggressore dei generi e potrebbe essere attribuito come unico genere inventato negli anni 90
  • Hardcore si divide in due grosse branchie, una inneggia rabbia, collera e distruzione di tutto sempre mentre l’altra non prende la rabbia troppo seriamente.
  • Downtempo non è musica da ballare, è il genere alla continua ricerca dell’innovazione del suono.

 e a loro volta si articolano in molteplici altri generi musicali.

[via neatorama.com]

Author: Damiano Silvestroni

Amministratore, moderatore e ideatore di sdamy.com

3 thoughts on “Guida alla musica elettronica”

  1. L’idea della mappa interattiva non è male, peccato che ci siano tanti errori sparsi un po’ ovunque es.: Progressive Trance aka Progressive House. Ma anche no.
    E la descrizione di certi generi sia completamente cannata…ops intendevo da cannato. Sembra quasi che tutto debba essere ricondotto ai rave e ai fattoni.
    L’intero ramo dell’eurotrance viene fatto passare come musica da rave o per fighette, quando uplifting, progressive e dream fortunatamente non hanno nulla a che fare con entrambe, per i rave c’è la goa-psytrance.
    Poi ecco cosa dice della dream trance: “If there is anyone who is responsible for the complete pussification of Trance, making it offensively lame to the point where not only newbie ravers, but also their soccer moms could enjoy it, is Robert Miles”
    1) La dream è nata come genere d’ascolto per poter sognare e pensare durante l’ascolto. Stessa filosofia dell’ambient, ma più movimentata.
    2)Per via delle sue caratteristiche veniva usata per distendere gli animi alla fine delle serate in discoteca, che diavolo centrino i rave non l’ho ancora capito.
    3)Ha sputtanato in 3 righe Robert Miles, che oltre ad aver fatto un ottimo album nel ’96 come Dreamland, è stato uno dei pochi dj a cambiare sempre e sperimentare cose nuove, senza fare la puttanella delle major discografiche. Ricordo un’intervista dove aveva detto di aver rifiutato un sacco di proposte per continuare a sfornare tracce dream dopo l’album 23am.

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