Polonia, Olanda, Ucraina. Ed i cinque arbitri. Sono questi, in rigoroso ordine di apparizione, i flop della prima fase di Euro 2012. Per la seconda edizione consecutiva le squadre delle nazioni ospitanti lasciano prima degli scontri diretti mentre l’Olanda è la grande vittima di quest’edizione, schiacciata dai soliti limiti interni, psicologici più che tecnici, e da un gruppo parso spolpato dalle fatiche dei club. Quanto all’innovazione di Platini, il nome di Istvan Vad sembra essere destinato ad entrare nella storia come simbolo del fallimento di chi si ostina a mantenere il calcio all’interno dell’alveo “umano”. Ma la 15^ edizione degli Europei va avanti apprestandosi ad entrare nel vivo: da questa sera via ai quarti di finale, i margini di errore stanno a zero e la speranza è che non vinca la paura bensì lo spettacolo, come successo fino ad oggi. Euro 2012 ha infatti archiviato due terzi delle gare in programma all’insegna di numeri positivi: nessuno 0-0, ben sessanta gol segnati, tre in più rispetto ad Euro 2008, e solamente cinque pareggi, comunque due in più rispetto a quattro anni fa.
Come dire, la voglia di superarsi è stata più forte dell’inevitabile stanchezza di molti protagonisti. Volendo invece soffermarsi sulla geografia del calcio del vecchio continente, spiccano alcuni dati, prendendo in esame le ultime tre edizioni degli Europei: Intanto, rispetto a quattro anni fa, soltanto tre squadre hanno saputo bissare l’approdo ai quarti: si tratta delle solite Spagna e Germania, cui il tabellone sembra poter regalare una nuova finale, e del Portogallo, che è pure l’unica formazione sempre presente tra le magnifiche otto dal 2000 ad oggi mentre tre sono le apparizioni a testa per Spagna ed Italia. Due presenze invece per Germania e Grecia, dato alquanto curioso. Sono invece sedici in tutto le squadre diverse che si sono alternate negli ultimi dodici anni: un numero che conferma come lo spazio per le sorprese sia davvero ridotto.
Sarà forse diverso tra quattro anni: ad Euro 2016, infatti, che sarà ospitato dalla Francia, le finaliste saranno ventiquattro. E nonostante questo preluda a qualificazioni trasformate in amichevoli, il presidente Uefa Platini ha benedetto la novità sostenendo che per molti paesi più piccoli confrontarsi con le potenze vorrà dire un aumento della competitività dei campionati nazionali. Sarà, ma il problema sarà un altro, quello che a passare agli ottavi saranno le prime due dei gironi e le quattro migliori terze: come dire, il rischio-biscotto saranno elevatissimo…
