RonaldOro
Non può certo accontentarsi di aver raggiunto Nuno Gomes, ma intanto Cristiano Ronaldo scala altre posizioni nella hit all-time del calcio portoghese. Il gol alla Repubblica Ceca ha permesso a CR 7 di agguantare l’ex fiorentino a quota sei reti al primo posto della classifica di marcatori portoghesi all’Europeo, tenendo in considerazione solo le partite della fase finale. Un traguardo toccato in tredici partite nell’arco di tre diverse edizioni, 2004, 2008 e 2012, una in meno rispetto a quelle impiegate da Gomes tra il 2000 ed il 2008: una differenza minima ed in parte sorprendente vista la diversa caratura tecnica dei due giocatori. Il prossimo ostacolo si chiamerà però Spagna, ed è detto tutto: Ronaldo ritroverà diversi compagni nel Real ma pure tanti avversari del Barcellona, la stessa squadra che gli ha dato tante delusioni negli ultimi anni. Ed il rischio è che di delusione ne arrivi un’altra: nessuna squadra infatti ha mai raggiunto per tre volte la semifinale di un Europeo (questa è la quarta) oltre ad una finale senza mai alzare la Coppa. E questo record Ronaldo non vorrebbe proprio ritoccarlo: altrimenti, addio Pallone d’oro…
No rigori no party
Di gol ad Euro 2012 ne sono stati segnati finora molti, ben 69, comunque uno in meno di quattro anni fa: nelle ultime cinque edizioni della rassegna continentale si fece meglio solo nel 2000 con settantasette reti. E con l’ausilio di appena due rigori, quelli peraltro inutili assegnati a Grecia e Spagna nei minuti conclusivi delle partita contro Germania e Francia trasformati da Salpingidis e Xabi Alonso. Gli ellenici avevano beneficiato anche dell’unico altro penalty assegnato nelle prime ventisei partite dell’Europeo, quello contro la Polonia nella gara inaugurale e fallito da Karagounis. Numeri che fanno riflettere: Platini sostiene che sia merito degli arbitri di porta, la cui presenza sta inducendo i giocatori a ridurre al minimo le trattenute in area. Può essere una chiave di lettura, ma qualche rigore manca comunque all’appello. Il bottino attuale comunque vale già un posto nella storia per Euro 2012 che è l’edizione col minor numero di rigori concessi: basti pensare che a questo punto della manifestazione nel 2008 i rigori concessi erano stati cinque, mentre la cifra sale a sette per le precedenti edizioni del 2000 e del 2004. Quanto a Germania-Grecia, il 4-2 finale fa della partita giocata a Danzica la sesta gara agli Europei con più di cinque reti nelle ultime quattro edizioni: le altre sono Croazia-Inghilterra 2-4 del 2004, Jugoslavia-Slovenia 3-3 e Jugoslavia-Slovenia 3-4 del 2000 e Russia-Repubblica Ceca 3-3 nel 1996, una partita che ricordiamo bene visto che costò l’eliminazione al primo turno all’Italia di Sacchi.
Fiasco bleu
Una sola vittoria, e contro la modesta Ucraina, in dieci partite. Questo il bilancio da incubo della Francia sommando le partite giocate nelle ultime tre grandi manifestazioni. Si è quindi dimostrato un’illusione il successo per 2-0 contro i padroni di casa di Euro 2012 lo scorso 15 giugno, capace sì di spezzare il lunghissimo digiuno di grandi vittorie che durava addirittura dal 5 luglio 2006, da quando un rigore di Zidane piegò la resistenza del Portogallo nella semifinale del Mondiale poi vinto dall’Italia, ma non di svegliare dal torpore una squadra dilaniata da un difficile ricambio generazionale, da liti interne ma anche dagli errori del c.t. Blanc. Così il bilancio da Euro 2008 ad oggi parla di tre pareggi e ben sei sconfitte nelle altre partite, con appena cinque gol fatti e quattordici subiti. Nuova età dell’oro cercasi.
