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  • Piste ciclabili su Google Maps, percorso ciclabile sulle mappa
    Piste ciclabili su Google Maps

    Piste ciclabili su Google Maps

    Il famoso servizio Google Maps si arricchisce di una nuova funzionalità inerente le piste ciclabili. Google Maps permetteva di cercare un itinerario impostando come mezzo l’auto, i mezzi pubblici e a piedi; ora programma di mappe navigabili permette di proporre un itinerario in bicicletta, che segnala le piste ciclabili e le strade consigliate per le due ruotei.

    Con un semplice clic del mouse, la nuova funzione di Google Maps permette di tracciare il migliore percorso tra due punti della città, attraverso una mappatura specifica delle piste ciclabili. Al momento, per quanto riguarda le piste ciclabili, ci sono circa 150 mappe di città americane, ma non è escluso che il nuovo servizio del percorso in bicicletta arriverà anche in Europa.

    Piste ciclabili su Google Maps, 50.000 firme per una petizione

    Il fatto di poter avere a disposizione le piste ciclabili su Google Maps è stata la maggiore richiesta degli utenti di Google Maps negli ultimi due anni. Sono state oltre 50.000 le firme per una petizione affinchè il colosso Google si muovesse nel tracciare percorsi ciclabili su Google Maps. I ciclisti erano ormai stanchi di affidarsi unicamente alle vetuste mappe cartacee.

    Come funziona il percorso ciclabile su Google Maps

    In nuovo servizio delle piste ciclabili su Google Maps funziona nel seguente modo: le strade riservate esclusivamente alle biciclette sono colorate in verde scuro, le piste ciclabili cittadine dedicate sono segnalate in verde chiaro mentre le strade che sono sprovviste di una pista ciclabile, ma in cui è possibile passare in bici grazie alla loro topografia (presenza di semafori, passaggi al livello o altri parametri codificati in google maps) sono indicati con linee tratteggiate verdi. Al momento il servizio funziona solo in ambito cittadino.

    Video, le piste ciclabili su Google Maps

  • Gli archivi delle Biblioteche nazionali di Roma e Firenze saranno presto consultabili su Google Books
    GoogleBooks

    GoogleBooks

    L’accordo tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Google

    Google e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali italiano hanno stretto un accordo in base al quale nel giro di due anni Google Books inserirà nel suo database di libri consultabili online gli archivi delle due più importanti biblioteche pubbliche italiane, la Nazionale Centrale di Roma e quella di Firenze.

    Pronti ad essere digitalizzati tutti i volumi delle due biblioteche non soggetti al diritto d’autore

    Saranno quindi disponibili in digitale complessivamente 750 mila volumi, non soggetti al diritto d’autore e quindi di pubblico dominio, pubblicati entro il 1860: non solo grandi classici della scienza e della letteratura, ma anche opere rare risalenti a differenti epoche.
    Sandro Bondi, ministro dei Beni culturali , Mario Resca, direttore generale per la valorizzazione del patrimonio culturale presso il Ministero dei Beni Culturali, e Nikesh Arona, responsabile di Google, hanno parlato dei vantaggi dell’accordo da loro personalmente siglato.

    Bondi: quello siglato con Google è un patto storico con il quale l’utopia di Borges diviene realtà

    Il patto, definito “storico” da Bondi, perché con esso “si realizza il sogno della biblioteca universale descritta da Borges e l’utopia diventa realtà”, contribuirà, come sostiene Resca, a diffondere nel mondo« parte del patrimonio librario italiano e della nostra cultura”.
    D’altra parte per Nikesh Arona quello che sta per accadere con l’integrazione in Google Books degli archivi delle due biblioteche italiane è un vero e proprio “Rinascimento digitale”.
    Resca ha anche diretto l’attenzione sull’importanza rivestita dall’operazione di digitalizzazione nel preservare il contenuto degli archivi delle biblioteche da eventuali calamità.
    L’azienda di View Mountain coprirà i costi dell’operazione, come nel caso delle altre 42 biblioteche mondiali il cui archivio è divenuto parte di Google Books.

  • Topeka diventa Google City, la città che sperimenta la banda larga di Google
    Topeka-Google

    Topeka-Google

    La bizzarra e intelligente idea del sindaco della capitale del Kansas

    La città di Topeka, capitale dello Stato del Kansas e capoluogo della contea di Shawnee, si chiamerà per tutto il mese di marzo “Google City”.
    L’idea è venuta al sindaco della città, Bill Bunten, al fine di richiamare l’attenzione sull’assenza della banda larga nella regione del Kansas e invitare Google a scegliere la città come sito ideale per la sperimentazione della banda larga.

    Il progetto di Google: avviare la sperimentazione di una rete a banda larga iper-veloce su 500.000 persone

    Di recente l’azienda di Mountain View aveva diffuso l’intenzione di dare attuazione ad un importante progetto: la costruzione di una rete a banda larga di una velocità 100 volte maggiore rispetto a quella attuale da testare inizialmente su 500.000 di utenti.
    L’esigenza del digital divide è molto sentita in tutta la regione del midwest statunitense, tanto da essere vissuta come un problema sociale nazionale.

    Il sindaco: “just a bit of fun”, per rendere Topeka una delle prime città del mondo cablate

    E’ per questo che i 120.000 abitanti di Topeka hanno accolto con calore l’iniziativa che il sindaco stesso ha definito «Just a bit of fun<, cioè a cavallo tra il divertimento e il sensazionalismo, ma comunque finalizzata ad uno scopo serio ed importante: convincere Google a scegliere proprio Topeka come sito ideale per la sperimentazione della rete superveloce da 1 Gbps.
    Topeka potrebbe così divenire una delle prime città cablate ad altissima velocità al mondo.

  • Google Buzz, il social network con il Buzz
    Google Buzz, il social network

    Google Buzz, il social network

    Google Buzz, il social network subito pronto in Gmail

    Google si butta nel mondo del social network inglobando il sistema Buzz all’interno degli account di Gmail. Il servizio Google Buzz permette, al pari degli altri social network Facebook, Flickr e Twitter, di condividere le informazioni (immagini, documenti, notizie), con i propri amici del web.

    La mossa di includere Google Buzz negli account esistenti di Gmail dovrebbe rivelarsi vincente, gli account Gmail sono infatti circa 176 milioni! L’intento di Buzz dovrebbe essere quello di aiutare a essere “sociali” con chi la gente che ci interessa senza essere sommersi da messaggi indesiderati, applicazioni che non ci interessano, post che non ci riguardano…

    Video Google Buzz, il social network

    Google Buzz, il motore intelligente che apprende le cose di nostro interesse

    Buzz è fornito di un algoritmo intelligente che mostra in ogni account gmail un’elenco di contatti da seguire estratti dai contatti con i quali “conversiamo” di più (scambio di email): con questi contatti possiamo condividere, oltre che ovviamente articoli, immagini, video, link Internet e altri elementi presi da altri social network (YouTube, Picasa, Flickr, Google Reader e anche Twitter).

    Google Buzz è inoltre dotato di una sorta di motore intelligente che apprende con il passare del tempo le cose di nostro interesse.

    Il social network di Google permette di condividere le informazioni non solo ad un singolo contatto ma anche verso uno o più gruppi che andremo a definire.

    Google Buzz, con smartphone e cellulari pronto in Gmail

    Google Buzz è stato sviluppato in un’ottica per andare a braccetto con smartphone e cellulari. Questo migliora la praticità d’uso dell’applicazione in ambito mobile e inoltre aggiunge le informazioni relative alla propria posizione geografica (chiaramente per quei dispositivi dotati di GPS). Le coordinate della nostra posizione vengono utilizzate per “captare” i post Buzz dei contatti che si trovano vicino a noi, ma anche per individuare i post relativi a punti di interesse circostanti.

    Un software Web di Buzz è già disponibile per iPhone OS e Android, inoltre il servizio sarà integrato nell’applicazione Google Maps dei cellulari Nokia, Symbian, Windows Mobile e Android.

    Video Google Buzz, smartphone e cellulari

  • Città Italiane in 3D su Google Earth, Milano per prima
    Milano in 3D su Google Earth

    Milano in 3D su Google Earth

    Anche le città Italiane digitalizzate in 3D su Google Earth, Milano per prima

    Google Earth, notissimo software che permette di navigare tra fotografie aeree e satellitari dell’intero mondo con un dettaglio molto elevato, ha una funzione che permette di visualizzare gli edifici in 3D di una città. Fino ad ora la funziona di esplorazione degli edifici 3D era riservata a grandi metropoli come New York, Parigi, Melbourne; oggi è possibile ammirare la prima città italiana, Milano in 3D su Google Earth.

    Milano: 5.000 gli edifici, 51 chilometri quadri in 3D su Google Earth

    Ben 51 chilometri quadri di Milano sono stati digitalizzati in 3D su Google Earth. Ora chiunque può esplorare comodamente dalla poltrona di casa i luoghi simbolo di Milano: il Duomo, il Castello Sforzesco, l’Arco della Pace, la Torre Branca, via Montenapoleone, Palazzo Marino, il teatro “La Scala”, la Stazione Centrale, Santa Maria delle Grazie, Sant’Ambrogio…
    Attualmente sono 5.000 gli edifici di Milano presenti su Google Earth ma con il tempo ne verranno inseriti molti altri.

    Come vedere Milano in 3D su Google Earth

    Per visualizzare Milano in 3D sul proprio computer occorre innanzitutto installare Google Earth dal seguente indirizzo:

    http://earth.google.it/

    Dopo aver installato il programma Google Earth digitare “Milano” sul pannello di navigazione e selezionare la voce “edifici 3D”: in questo modo sara’ possibile vedere Milano in 3D con la possibilità di zommare le varie aree cambiare le inquadrature o ruotare la citta’ con l’utilizzo del mouse.

    Video Milano in 3D su Google Earth

  • Le novità di Google Earth 5, esplorazione dei mari e nuovi contenuti multimediali
    Le novità di Google Earth 5, esplorazione dei mar

    La principale novità di Google Earth versione 5 è la possibilità di esplorare mari ed oceani visualizzando i fondali in 3D (batimetria) ed anche i contenuti multimediali che sono stati associati a punti di interesse e che vengono forniti da fonti importanti quali National Geographic, Monterey Bay Aquarium, US Navy…

    La superficie del nostro pianeta, com’è risaputo è costituita per i due terzi da acqua, era praticamente inevitabile includere in Google Earth (scaricato da oltre 500 milioni di utenti) la possibilità di visitarli. Ma non è tutto, perché la nuova versione consentirà di passare dagli oceani terrestri a Marte, il pianeta rosso, di cui potranno essere esplorati sempre in 3D, tutta la superficie ed i suoi canyon (grazie alla collaborazione con la NASA).

    Volete vedere la barriera corallina o la Fossa delle Marianne oppure i fondali del Mediteranneo? Ora grazie alla funzione Google Ocean è possibile, gratuitamente senza essere esperti sub, tuffarsi negli abissi marini, esplorare i fondali e le aree protette, osservare gli organismi marini. Se si dispone di un computer sufficientemente potente sarà possibile vedere le onde in superficie, ed il movimento dell’acqua mentre ci si sposta. Google Ocean consente di vedere da vicino gli effetti del riscaldamento globale e dell’inquinamento.

    I contenuti di Google Ocean sono organizzati su 20 livelli tra cui Esplora l’oceano, Aree marine protette, Monitoraggio animali, Zone morte, Stato di salute degli oceani, Relitti di navi, Censimento della vita marina e Gli oceani di Cousteau. La funzione “Macchina del Tempo” permette di tornare indietro anche di oltre 40 anni, secondo la disponibilità delle mappe satellitari ed oceanografiche.

    La funzione Google Ocean è nata con l’intento di sensibilizzare gli utenti nei confronti delle risorse ambientali. Tale strumento, dallo spiccato spessore educativo, è inoltre affiancato dalla feature “Monitoraggio GPS”, che permette di trasferire da dispositivi GPS degli itinerari personalizzati. Il progetto Ocean è stato completato in 2 anni, con il supporto di associazioni e laboratori oceanografici specializzati, che da anni provvedono a monitorare gli effetti dei cambiamenti climatici sulle acque e sulla biodoversità.

    E se questo non bastasse, Al Gore, ex vicepresidente degli Stati Uniti, nobel per la pace e facente parte del progetto Live Earth, alla presentazione ha annunciato che non si tratta solo di un software geografico, perchè consente l’accesso ad un immenso database di interesse scientifico ed ambientale.

    Infine c’è la possibilità di consultare immagini storiche di molti luoghi, consentendo di vedere l’evoluzione di un territorio o di un’area urbana nel tempo.

    Non vi resta che andare su earth.google.it e scaricare il file di installazione. Questo, una volta avviato, si occupa di effettuare il download dei file necessari, direttamente da Internet.

    Video presentazione Google Earth 5


  • Roma Antica in 3D su Google Earth
    Roma Antica in 3D su Google Earth


    E’ stato rilasciato in questi giorni un layer per Google Earth che consente di visitare in modo virtuale l’antica Roma del 320 d.C. E’ così possibile effettuare un’escursione osservando in 3D tutti i luoghi della Roma antica, dal Colosseo al Foro romano.

    Google Earth è uno strumento estremamente versatile che permette di navigare in le cartine tridimensionali di ogni luogo della terra. Tramite delle “aggiunte”, i cosiddetti layer, è possibile aggiungere alle visioni reali delle cartine particolari. In questo caso parliamo di un layer che riproduce una visione dettagliata di com’era la Roma Antica del 320 d.C. , della più grande civiltà antica di sempre.

    IL PROGETTO ROMA ANTICA SU GOOGLE EARTH

    Sono più di 7.000 le costruzioni che formano la Roma Antica in 3D su
    Google Earth e che si possono così navigare: il Foro, il Colosseo, la Ludus Magnus, gli acquedotti, i ponti e le strade.

    Nella giornata di ieri il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha presentato il architettonico, la più grande simulazione architettonica in 3D di edifici storici mai realizzata grazie a Google Earth.

    Il progetto è stato realizzato da Google in collaborazione con Past Perfect Productions Srl (Roma, Italia), l’Università della California, UCLA (Los Angeles, California, USA) ed il dipartimento IATH dell’Universita’ della Virginia (Charlottesville, Virginia, USA).

    Il modello 3D deriva in parte dal grande plastico in scala 1:250 realizzato a metà ‘900 dall’architetto Italo Gismondi e conservato nel Museo della Civiltà Romana dell’Eur.

    La Rai ha collaborato al progetto mettendo a disposizione dei contenuti audiovisivo selezionato dalle Teche: video-documentari su monumenti, personaggi, edifici e storie della Roma antica. I video saranno quindi direttamente a portata di clic e accessibili direttamente dalle finestre informative di Google Earth, che rimanderanno al nuovo canale YouTube dedicato al progetto

    Video presentazione Roma Antica in 3D su Google Earth