Comunicazione e-mail: la fretta di (non) comunicare

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8 Settembre, 2006

- Una email capita ogni due lette - Ricerca Usa: solo il 50% della posta elettronica viene compresa -

La comunicazione tramite e-mail rappresenta il servizio più usato nella rete internet ma una ricerca di due universitari americani, Justin Krugher e Nicholas Epley evidenzia i problemi legati al modo con il quale le persone utilizzano le e-mail.

comunicazione email

Secondo la ricerca, infatti, quando ci si scambia una e-mail, il rischio di fraintendere il contenuto è molto più elevato di una classica telefonata. Dalle ricerche statistiche risulta in media che una persona ogni due, non capisce il senso della mail ricevuta; mentre nel caso di una telefonata il rischio si abbassa e solo uno ogni tre persone non comprende il messaggio.

Un altro problema è legato al fatto che la mancanza di una presenza reale tra gli interlocutori porta ad un utilizzo informale della e-mail che non trova un’analoga relazione nella realtà . Ovvero si è amici nella comunicazione tramite email e poi negli incontri fisici si risulta imbarazzati e nascono vere e proprie antipatie perchè alla fine non ci è mai stato un reale rapporto con le persone. Nello specifico dell’ambito aziendale risultano quindi molto più fragili i rapporti instaurati tramite l’e-mail rispetto a quelli frontali come i buoni e vecchi meeting e convegni.

L’ultimo aspetto è lo stile e soprattutto il tempo richiesto per rispondere ad una e-mail. Ci sono tre grosse categorie:

  1. Quelli che per rispondere attendono 24 ore, soprattutto alle email dure (forse sono i più saggi).
  2. Quelli che vogliono apparire efficienti al massimo e rispondono in pochi secondi a ogni messaggio (con i conseguenti rischi di comunicazione).
  3. I super tecnologici onnipresenti con palmare (quelle persone che ad esempio hanno il BlackBerry e sono sempre reperibili) che rispondono in maniera telegrafica e talvolta a sproposito.

Elencati i vari aspetti che contornano la comunicazione tramite e-mail suggeriamo una regola elementare (dopo quella che prevede di rispondere non prima di un’ora e non dopo 24 ore) è sul numero di messaggi che chiudere una catena di email:” se scrivo e mi risponde devo a mia volta rispondere?”. Gli adolescenti hanno stabilito una regola chiara: i messaggi sono TRE: io scrivo, tu rispondi e io confermo. Senza ansia e magari prendendosi cinque minuti in più per leggere e scrivere con più attenzione.

[via Antonio Dini]

[fonte: Kruger and Epley: egocentrism over E-mail]



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Commenti

8 commenti su “Comunicazione e-mail: la fretta di (non) comunicare”

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